Dott.ssa Elisa Folliero

Psicologa · Altro

Spino d'Adda 1 indirizzo

8 recensioni
Tempo medio di risposta:

Esperienze

Ciao! Mi chiamo Elisa Folliero, sono psicologa e psicoterapeuta in formazione (orientamento breve integrato). Opero in libera professione a Spino D’Adda presso “Studio Nutrimed”, centro di medicina formato da un’equipe di professionisti che si adopera per il benessere psicofisico della persona.
L’approccio breve integrato prevede di risolvere il problema in maniera concreta ed efficace, nel minor tempo possibile. Inoltre, l’aggettivo integrato deriva dall’unione di diverse tecniche in terapia, così che non sia il paziente ad adattarsi al metodo del terapeuta, ma quest'ultimo a scegliere la tecnica più adatta al bisogno del paziente. In particolare, l’integrazione si realizza tra le seguenti tecniche:
- Psicoterapia Cognitivo-comportamentale

- Psicoterapia Dinamica (psicoanalitico, per intenderci)

- Sguardo attento al ciclo di vita, ossia alla fase di vita in cui la persona si trova (ogni fase ha un suo compito e non è un caso andare in crisi a 20 anni oppure a 60).
Aiuto bambini, adolescenti e adulti ad affrontare momenti di stress temporanei o prolungati, a superare insieme situazioni di ansia, attacchi di panico, depressione, stress lavorativo, disturbo alimentare, relazioni di coppia.
Nelle situazioni di disagio e sofferenza, l’intento è quello di capire insieme perché capita di bloccarci in un punto lungo il nostro ciclo di vita e cercare così di sbrigliare la matassa che impedisce alla persona di evolvere lungo il ciclo di vita.
Disturbi dell’alimentazione: grazie alla collaborazione di un’equipe composta da biologi, nutrizionisti, psicologi, si lavora insieme per cercare di ritrovare un adeguato equilibrio psicofisico.
Dunque, il lavoro sul piano nutrizionale svolto insieme ad altri professionisti viene affiancato dal lavoro psicologico su un quadro di sofferenza psicologica che origina spesso dal bisogno di essere visti e riconosciuti.
Attraverso il nostro corpo di manifestano i nostri disagi e le nostre sofferenze. Se riconosci come problematico il rapporto con il cibo e con il tuo corpo posso aiutarti ad individuarne le motivazioni, le credenze e i pensieri sottostanti affinché possa migliorare il rapporto con essi.
Chiedere aiuto è il primo passo per costruire un amore per sé stesso slegato dal proprio aspetto esteriore.

Mi sono laureata in Psicologia Clinica e della Salute e Neuropsicologia con Lode presso l’Università degli studi di Firenze nel 2019. Ho svolto il tirocinio post-lauream, della durata di 12 mesi, presso l’IRCCS Policlinico San Donato, presso il reparto di Cardiologia e Cardiochirurgia pediatrica e adulti, luogo che mi ha permesso di venire a contatto con la sofferenza del paziente ricoverato e di imparare a lavorare in un’equipe integrata all’interno del contesto ospedaliero.

Ho intrapreso il percorso di studi presso Iserdip, Istituto per lo studio e la Ricerca sui Disturbi Psichici, Scuola di specializzazione in Psicoterapia breve integrata, sita a Milano. Sto attualmente terminando il secondo anno di studi.

Lavoro con bambini, adolescenti, adulti, coppie, attraverso il metodo breve integrato.

Sono iscritta presso l’Albo degli Psicologi e Psicoterapeuti della Lombardia – sezione A – con il n° 24781.

Nel 2021 ho collaborato con un’associazione sita a Milano, impegnata nella riabilitazione e rieducazione di ragazzi in difficoltà nel percorso scolastico, svolgendo anche affiancamento domiciliare finalizzato ad offrire sostegno psicologico a livello familiare.

Dai primi mesi del 2022 ho intrapreso la collaborazione in qualità di psicologa con una struttura psichiatrica riabilitativa sul territorio milanese che ospita pazienti con diagnosi psicotiche e disturbi di personalità gravi. A questo contesto lavorativo devo molto in termini di crescita personale e professionale. Inoltre, attualmente collaboro anche su una piattaforma di psicoterapia online (Mymentis).

Ho svolto il tirocinio durante la mia specializzazione in psicoterapia sotto l’ASST OVEST Milanese, presso il Consultorio Familiare di Parabiago. Tale contesto mi ha permesso di venire a contatto anche con la psicopatologia che può accompagnare entrambe i membri della coppia genitoriale in fase post-partum e perinatale. Attualmente svolgo il mio tirocinio di specializzazione presso il CPS (Centro Psico-sociale), a Crema.
Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicologia breve e strategica
Psicologia clinica-dinamica

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicodiagnostica
  • Psicologia perinatale

Presso questo indirizzo visito

Adulti (Solo in alcuni indirizzi)
Bambini (Solo in alcuni indirizzi)

Tipologia di visite

Consulenza online

Foto e video

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    55 €

  • Somministrazione e interpretazione di test di intelligenza

    55 €

  • Psicodiagnostica

    55 €

  • Psicoeducazione

    55 €

  • Psicoeducazione alimentare

    55 €

Indirizzi (2)

Disponibilità

Pagamento online

Accettato

Telefono

348 265...

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
Vedi mappa si apre in una nuova scheda
Elisa Folliero

Via Martiri della Liberazione 51, Spino d'Adda 26016

Disponibilità

Telefono

348 265...

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
  • Pazienti con assicurazione sanitaria
Vedi mappa si apre in una nuova scheda

8 recensioni

Tutte le recensioni contano e non possono essere rimosse o modificate dai dottori a proprio piacimento. Scopri come funziona il processo di moderazione delle recensioni. Per saperne di più sulle opinioni
  • P

    Grazie alla dottoressa Folliero mi sono sentita ascoltata per la prima volta. Grazie alla sua empatia, sono riuscita a far emergere tutto il dolore che portavo dentro, in modo da far spazio a nuove emozioni e sensazioni positive. Il cambiamento che sono riuscita a vedere in me stessa lo devo alla professionalità con cui Elisa mi ha accolta e supportata con costanza, ai vari strumenti usati e alle giuste direzioni che la dottoressa ha saputo dare alla mia crescita personale. E anche alla fiducia che ogni volta mi ha saputo dare. Grazie

     • Elisa Folliero psicoterapia  • 

  • C

    Dico solo una cosa nn vedo l ora di ritornare da lei...
    Sento che mi sa ascoltare e aiutare

     • Elisa Folliero colloquio psicologico  • 

  • B

    Dottoressa Folliero disponibile empatica molto professionale

     • Elisa Folliero analisi dello stress  • 

  • D

    Bravissima professionista, con forte capacità di entrare in sintonia e inquadrare da subito il mio problema e trasmette energia positiva.

     • Elisa Folliero consulenza psicologica  • 

    Dott.ssa Elisa Folliero

    Grazie mille, fa sempre molto piacere riuscire a creare un setting particolare nel luogo di terapia, in qualche modo diverso dalla realtà quotidiana.


  • La Dott.ssa Folliero è una professionista competente, affidabile e molto umana. Riesce a sintonizzarsi con il bisogno del paziente.

     • Elisa Folliero sostegno psicologico  • 

    Dott.ssa Elisa Folliero

    Grazie molte, ritengo che l'individuazione e il lavoro sul bisogno specifico che il paziente porta in seduta sia uno dei fattori più importanti in psicoterapia.


  • I

    La dott.ssa Folliero mostra da subito professionalità e sensibilità allo stesso tempo. Mi son sentita accolta, ascoltata e supportata. Anche gli strumenti e le tecniche che mi ha proposto sono state molto efficaci.

     • Elisa Folliero colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Elisa Folliero

    Grazie molte, fa piacere sentire che il proprio lavoro sia apprezzato e sia risultato utile soprattutto.


  • R

    Efficiente brava dottoressa in grado di svolgere il suo lavoro

     • Elisa Folliero sostegno psicologico  • 

    Dott.ssa Elisa Folliero

    Grazie mille!


  • M

    Molto professionale e competente. Attenta e scrupolosa riesce a metterti a tuo agio e a permetterti di aprirti. È davvero sembrato di conoscerla da sempre.

     • Altro Altro  • 

    Dott.ssa Elisa Folliero

    Grazie molte, non è facile ma è sempre soddisfacente quando si riesce a creare questo tipo di sensazione di familiarità nel paziente.


Si è verificato un errore, riprova

Risposte ai pazienti

ha risposto a 144 domande da parte di pazienti di MioDottore

Salve,
sono una ragazza di 28 anni che soffre d’ansia da moltissimo. Sono stata in terapia 4 anni, continuo ad andarci anche se poco frequentemente. Prendo il tavor da 1mg da 4 anni e mezzo, mi fu prescritto da neurologo che mi mandò poi in terapia.
Dopo aver iniziato l’assunzione del tavor tutti i giorni ( metà compressa la mattina e metà il pomeriggio, perché ho l’impressione che non riesca a coprirmi tutta la giornata) non ho più vomitato a causa dell’ansia. Io sono un tantino emetofobica. Da fine 2022/inizio 23 mi succede una cosa. Quando ho particolare ansia (di solito riguarda l’uscire di casa, che è il mio più grande problema) e provo a dormire é come se il mio cervello non si spegnesse e vedo un sacco di cose. Io penso di dormire in quei momenti ed è come scorrere dei video sui social: vedo cose che non mi spiego neanche come il cervello possa averle formulate. Ovviamente mi sveglio e addormento spessissimo in questo modo e sento l’ansia salire: mal di stomaco e nausea, tachicardia, peso al petto… a volte ho avuto conati di vomito ma senza vomitare. qualche mattina fa però dopo una notte così ho vomitato prima di uscire e siccome non mi succedeva da tanto mi preoccupa e sono stata male con lo stomaco due giorni e non mi è ancora passato. L’ansia non era così tremenda rispetto ad altre volte dove il vomito non è arrivato.
la mia psicologa vorrebbe che togliessi il tavor ma non trovo mai il periodo giusto per iniziare e credo che una parte di me in realtà non voglia. Ho letto però che, a lungo andare, il tavor può peggiorare l’ansia. Quindi mi chiedo se mi stia succedendo perché sento che non ha più l’effetto di prima. É possibile? Il vomito può essere dovuto a questo? Sta per arrivare un periodo stressante: ho finito gli studi e devo trovare lavoro ma non ne ho il coraggio, trasferirmi da papà perché so che i miei più grandi problemi derivano da casa e la mia famiglia, ma sono tutte cose difficili per me e vorrei capire come comportarmi con questo medicinale perché se mi porta più problemi non voglio più prenderlo, ma quando non lo prendo mi sento strana. Vorrei vari pareri sull’argomento. Grazie mille in anticipo.

Buongiorno.
Capisco quanto questa situazione le stia causando confusione e disagio, e riconosco che sta vivendo un periodo molto difficile. Innanzitutto, è importante ricordare che l'ansia può manifestarsi in molti modi, anche attraverso sintomi fisici molto intensi come nausea, vomito e palpitazioni. Questi sintomi possono essere alimentati sia dall'ansia stessa che dagli effetti collaterali dei farmaci che stai assumendo, come il Tavor. È possibile che, dopo un uso prolungato, il farmaco non stia più dando gli stessi risultati che le ha dato in passato, portando a un senso di "stranezza" quando non lo prende, così come all'intensificarsi dell’ansia.

La sua psicologa ha ragione a suggerire di ridurre o interrompere gradualmente il Tavor, ma le consiglio di farlo solo sotto la supervisione di un medico che possa gestire questa transizione in modo sicuro. Spesso, la sospensione di un farmaco deve avvenire in modo molto graduale, per evitare effetti collaterali eccessivi o un peggioramento dell'ansia.

Per quanto riguarda il suo malessere legato al vomito e alla nausea, potrebbe essere utile esplorare se questi sintomi sono legati alla tua fobia del vomito o a un'ansia generalizzata. Questi sintomi fisici sono comuni nelle persone che soffrono di ansia intensa, e la gestione dell'ansia attraverso tecniche psicoterapeutiche potrebbe aiutarla ad affrontarli in modo più efficace.

Infine, il periodo di cambiamenti che sta affrontando (l'uscita da casa, la ricerca di un lavoro, il cambiamento di routine) è sicuramente una fonte di stress importante. Potrebbe essere utile affrontare gradualmente queste transizioni, magari cercando di fare piccoli passi ogni giorno, e allo stesso tempo continuare il lavoro terapeutico che ha già intrapreso.

Le consiglio di parlare con il suo medico per capire come gestire il farmaco e di continuare a lavorare in terapia per esplorare i suoi sentimenti e le sue paure, soprattutto legate alla sua famiglia e al cambiamento della sua vita.

Sperando di esserle stata d'aiuto,

Dott.ssa Elisa Folliero

Dott.ssa Elisa Folliero

Buongiorno, sono una ragazzi di 29 anni e da 4 anni e mezzo sono in una relazione con un ragazzo di 33 anni. La nostra relazione è sempre andata bene, già dal primo appuntamento fino alla passione per i viaggi che abbiamo condiviso, inoltre conviviamo nella sua casa da 3 anni (ci dividiamo quasi equamente i compiti anche se io a volte mi ritrovo ad essere più casalinga). Ho sempre faticato a trovare un lavoro di cui fossi soddisfatta quindi per 3 anni me avevo due ed ero anche in partita iva ma comunque guadagnavo poco, per questo quando incontrai una vecchia amica che avevo conosciuto negli USA e mi disse che lei era tornata e l’era piaciuto ancora di più, ciò riaccese in me la voglia di rifare quel lavoro su suolo americano ma significava andare via per un anno intero. Ad ogni modo andai, dopo diversi ripensamenti, pianti, avvicinamenti… tutto il 2025 l’ho passato all’estero mantenendo una relazione a distanza con il mio partner. Non è stato facile ma nemmeno molto difficile, inizialmente, sia perchè ci siamo visti una volta durante l’anno (dovevano essere due ma lui voleva che io lasciassi il mio lavoro ad agosto ma io non volevo sia perchè tenevo al lavoro sia perchè avevo finalmente molti amici). Era il suo sogno fare un road trip in Texas e mi sento in colpa per non averlo assecondato, però ormai quel posto di lavoro era diventato importante per me e non volevo rinunciarci. Poi negli ultimi due mesi tutto é cambiato quando ho iniziato ad avere interesse per un collega. Non c’è mai stato nulla di esplicito ma chiaramente ci cercavamo a vicenda anche se lui inizialmente non pensava che a me lui potesse interessare. Fatto sta che fosse stato proprio lui ad accompagnarmi all'aereoporto e lì ho sentito la stessa sensazione di quando il mio ragazzo mi aveva lasciato all’aereoporto un anno prima, ossia amore (penso). Be io sono tornata da più di 2 mesi ed ho creato scompiglio perchè non ho potuto non dire questo al mio partner, che mi ha ovviamente chiesto di non sentire mai più quest’altra persona… cosa che ho provato a fare ma il mio desiderio nei confronti del collega è tanto. Tuttavia c’è anche da dire che il mio partner mi ama moltissimo ed io mi sento in colpa a non provare lo stesso in questo momento, in più so che dovessi lasciarlo per sempre poi me ne pentirei perchè comunque con il collega non ci vedo la possibilità di una storia duratura. Ora mi sono isolata, ho chiesto del tempo al mio partner, tempo che però ho erroneamente utilizzato per passare del tempo con il collega (che non si trova qua ma all’estero per molto tempo). So che la cosa giusta da fare sarebbe dimenticarmi del collega e tornare coi piedi per terra, però forse non ero pienamente felice con il mio partner o non pienamente me stessa mentre con il collega sono riuscita subito ad avere una connessione forte in pochissimo tempo. Ora mi trovo immobile, letteralmente, a pensare a cosa dovrei fare e se mai riuscissi a perdonarmi o sopportare il colpo di perdere il mio partner perchè lui è stata una delle prime persone nella mia vita a trattarmi bene. E tuttora mi ama e mi chiede di tornare a casa, ma so che se tornassi a casa sarei triste perchè non potrei più sentire il collega, il quale tra l’altro inizia a chiedere di decidere se lo voglio nella mia vita oppure no (anche se lui é anche 5 anni più giovane).
Grazie…

Buongiorno. Questa è una situazione complessa, sembra essere molto tormentato dal conflitto interno che sta vivendo.
Sembra che lei viva un conflitto tra il desiderio verso un collega e l’amore (o la percezione di esso) per il partner. Questo è un tema ricorrente nelle relazioni di lungo periodo, soprattutto quando le persone si sentono insoddisfatte o insicure di sé stesse. Può essere utile esplorare cosa la spinge a sentirsi più connessa al collega, se è la novità, l'eccitazione o una vera connessione emotiva che non riusciva a trovare con il partner. In alcuni casi, l'attrazione per una persona esterna può riflettere una ricerca di se stessi o una fuga dalla routine. Un percorso di psicoterapia breve potrebbe esserle di supporto nel fare chiarezza rispetto ai suoi sentimenti e vissuti interiori.
Sperando di esserle stata d'aiuto,

Dott.ssa Elisa Folliero

Dott.ssa Elisa Folliero
Vedi tutte le risposte

Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.