Dott.ssa
Cristina Vannuzzi
Psicoterapeuta,
Psicologo
Psicologo clinico
Altro
Grosseto 1 indirizzo
Esperienze
Esperto in:
- Psicologia clinica
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- Psicoanalisi
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Punteggio generale
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Michela
Cristina è una psicoterapeuta molto preparata, è empatica, molto disponibile e gentile.ho avuto modo di partecipare ad un suo corso ed è stato un percorso davvero soddisfacente e molto interessante in cui lei mi ha guidato in modo eccellente.
Carla Boccini
Cristina e' una psicoterapeuta molto preparata, ha una passione per il suo operato che si percepisce da subito, appena entriamo a contatto. Etica nel prendersi a cuore il paziente, che per lei e' un anima.
La Consiglio vivamente anche per i corsi, ho avuto modo di partecipare ed e' stato illuminante.
Cristina
Molto competente e disponibile anche fuori dall'orario di lavoro, rimango anche pienamente soddisfatta del percorso fatto fino ad oggi caratterizzato da un'ottima comunicazione ed empatia.
Risposte ai pazienti
ha risposto a 4 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buona sera,
sono un ragazzo di 35 anni, circa 12 anni fa mi sono scontrato con gli attacchi di panico, inizialmente mi impaurii molto, gli effetti post attacco mi lasciavano come uno zombie per giorni. Iniziai a ristringere il mio raggio di vita, non mi spostavo più di tanto per paura di avere degli attacchi di panico. Ho perso amici perchè non mi sentivo compreso. Mi rifugia nella mia professione/lavoro autonomo (consulente finanziario). Toccai il fondo nel 2012 dove non riuscivo nemmeno a fare il tragitto di casa-lavoro. Dal 2009 e nei successivi 10 anni, ho ristretto il mio cerchio di vita per la paura di avere degli attacchi di panino e stare male, essere solo, ecc Ingrassai molto negli anni, ho limitato i viaggi, gli spostamenti anche per lavoro o per piacere (da sempre amo viaggiare). Dal 2012 circa ho trovato la mia terapia con uno psichiatra, fevarin da 100 mg x 3 al dì, + 1 gabapentin da 100 la sera e 300 la mattina. Mi sono ripreso lentamente negli anni, negli ultimi 2 anni ho iniziato a viaggiare, con le mie nuove abitudine e prudenza ma in grandi linee sto bene, 1 anno e mezzo fa ho smesso di fumare, da 7 mesi sono in dieta ed ho perso 30 kg. Lavoro tranquillamente seppur con molto stress essendo autonomo. Sto bene ma ho sempre lo spettro degli attacchi di panico ed allora mi domando, potrò mai smettere di assumere questi farmaci? Immagino molto gradualmente.
Potrà essere utile abbinare una terapia cognitivo comportamentale?
Grazie a chi potrà aiutarmi
Buona sera, i farmaci sono sicuramente un aiuto per la gestione degli attacchi di panico, ma perché non diventino una dipendenza è buona norma farsi seguire in modo costante dal medico/psichiatra che li ha prescritti, per aiutarla pian piano a diminuire le dosi. Durante questa fase è importante e fondamentale anche l'appoggio di un terapeuta per imparare a gestire e a controllare in modo autonomo gli attacchi di panico e mi sembra di capire che sia pronto per questo percorso. Non è importante il tipo di terapia che sceglierà, ma piuttosto il rapporto di completa fiducia e alleanza che si instaurerà con il terapeuta. Sono a disposizione per qualsiasi chiarimento. Saluti,
Cristina
Buongiorno,
Dopo molti anni di relazione abbiamo deciso di prendere due strade diverse perchè io non ero più serena con lui, mi capitava di avere l'ansia quando eravamo solamente io e lui e dopo un forte attacco di panico, abbiamo deciso di prendere due strade differenti. Mi ritrovo così, all'età di 26 anni sola per la prima volta in vita mia, mi sento smarrita, non so quale sia la strada giusta per me.. sto terminando la specialistica e non so quale strada prendere poi dopo, mi sento così persa e sola in questo momento che certe volte penso di aver fatto male a dividermi da lui ma non riuscivo più a capire e comprendere se stavo con lui solamente perché la solitudine mi spaventa o perché provo dei forti sentimenti..
L'intimità era quasi assente e questo mi faceva stare male e sentire poco attratta da lui e da parte sua mi sentivo poco desiderata.
Premetto che abbiamo anche gli amici in comune e quindi anche lì non so proprio come gestire tutta la cosa in quanto non vorrei rinunciare al gruppo ma, allo stesso tempo, sapere che lui é lì e non ci parliamo mi distrugge..mi é sempre stata vicino nei momenti più duri per me e ora mi ritrovo da sola.. Certi giorni mi sembra di non riuscire ad uscire da questo tunnel e certe volte mi manca l'aria a pensare che lui non ci sarà più ma so che é la decisione giusta in quanto io avvertivo delle mancanze da parte sua e non vorrei ritrovarmi a questa età ad accontentarmi di qualcosa che non é ne caldo né freddo, né bianco né nero..
Buona sera, il momento che sta attraversando non è sicuramente facile, sento che prevalgono in lei paura, dolore, ma anche tanta confusione, che in tale situazione è del tutto normale. Stare per un periodo da sola la aiuterà a fare chiarezza dentro di sé. Accolga tutte le emozioni che prova in questo momento: per arrivare alla gioia bisogna passare dalla tristezza. Rifletta sulla possibilità di fare un percorso terapeutico, dove potrà dare sfogo alle sue emozioni, imparare a conoscersi meglio e arrivare alla consapevolezza di quello che vuole veramente nella sua vita. Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti. Un caro saluto, Dott.ssa Cristina Vannuzzi
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