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Esperienze

Sono una psicologa e psicoterapeuta a orientamento costruttivista in formazione.
Ho conseguito la laurea in Psicologia all'Università Vita-Salute San Raffaele nel 2022, in seguito ho svolto il tirocinio post-lauream presso il dipartimento di Psicopatologia dello Sviluppo dell'Ospedale San Raffaele Turro.
Attualmente frequento la Scuola di Psicoterapia Centro Terapia Cognitiva.
Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicoterapia costruttivista

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  • Consulenza online

    60 €

  • Analisi dello stress

    60 € - 70 €

  • Colloquio psicologico di coppia

    90 €

  • Colloquio psicologico individuale

    70 €

  • Consulenza psicologica

    70 €

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GiàMeglio

Piazzale Luigi Cadorna 9, Milano 20123

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26 recensioni

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  • K

    La dottoressa è stata molto brava, ha saputo ascoltare e fare domande rilevanti in modo che già durante la prima visita abbiamo capito meglio le motivazioni del comportamento di mio figlio. Grazie Dottoressa!

     • GiàMeglio consulenza psicologica  • 

  • G

    Professionista molto competente e disponibile, capace di mettere subito a proprio agio. Grazie al suo supporto sto affrontando con maggiore serenità il mio percorso personale. La consiglio vivamente.

     • GiàMeglio consulenza psicologica  • 

    Dott.ssa Lavinia Giancaspero

    Grazie di cuore per il suo feedback, sono molto felice di sapere che la sua esperienza sia stata positiva!


  • M

    La dottoressa Giancaspero mi ha aiutato e mi sta aiutando a capire perché soffro e a cercare di trovare dei nuovi strumenti per affrontare il mio malessere. Grazie!

     • Consulenze Online analisi dello stress  • 

    Dott.ssa Lavinia Giancaspero

    Grazie mille delle sue parole, il nostro percorso è solo agli inizi ma sono certa che, insieme, potremo fare ancora molti passi avanti.


  • V

    Sono felice di aver iniziato questo percorso con Lavinia perché non avrei potuto desiderare persona più attenta e ricettiva. Se siete su quest’app alle due di notte perché avete bisogno di iniziare un percorso, questa è di certo la scelta migliore che possiate fare.

     • GiàMeglio consulenza psicologica  • 

    Dott.ssa Lavinia Giancaspero

    Gentile Virginia, grazie mille per le tue parole. Sapere che ti senti accolta e ascoltata è per me il riconoscimento più prezioso. Iniziare un percorso non è mai semplice, soprattutto nei momenti più fragili, e sono davvero felice che tu abbia scelto di affidarti a me.


  • M

    Premetto che prima di conoscere la dott.ssa Lavinia ero già stata in terapia e non mi ero proprio trovata come approccio, invece con lei ho provato cosa significa sentirsi capiti e poi concretamente seguiti anche tramite esercizi da una professionista.
    Penso che chi ha la fortuna di imbattersi in una professionista così trovi davvero un tesoro: un percorso strutturato in modo strettamente personale sul paziente, in un luogo tranquillo e sereno con una persona che diffonde le medesime qualità.
    Lavinia è praticamente sempre raggiungibile e disponibile per messaggio, anche nell’organizzazione degli appuntamenti è sempre stata molto disponibile e flessibile.
    Con lei, in questo percorso, sto anche capendo quanto sia importante una terapia che abbia una durata consistente , per poter davvero lavorare a fondo sui problemi e non solo in modo superficiale e smettere appena ci si sente meglio.

     • Studio Giambruni-Buzzi sostegno psicologico  • 

    Dott.ssa Lavinia Giancaspero

    Gentile Margherita, grazie di cuore per le tue parole. Mi fa piacere sapere che il nostro percorso ti stia aiutando a sentirti davvero compresa e sostenuta, e che tu possa vivere la terapia come uno spazio sicuro e personale. Sono felice che tu possa percepire l’importanza di un percorso continuativo, perché è proprio nel tempo che si costruiscono consapevolezze durature e cambiamenti reali. Grazie per la fiducia che riponi in me e per il modo in cui ti stai prendendo cura di te.


  • S

    La dottoressa Lavinia mi ha senza dubbio ascoltata con grande attenzione mettendomi a mio agio, aiutando ad aprirmi e riuscendoci nonostante fosse la mia prima volta in assoluto ad intraprendere questo percorso.
    Durante tutto colloquio ho capito che è proprio ciò che stavo cercando.

     • Consulenze Online consulenza online  • 

    Dott.ssa Lavinia Giancaspero

    Gentile Sara, grazie mille per le tue parole. Sapere che ti sei sentita a tuo agio in questo primo incontro è per me molto importante. Sono felice che tu abbia sentito di aver trovato lo spazio giusto per te e farò del mio meglio perché il nostro percorso possa continuare ad essere utile e di sostegno, ma soprattutto un luogo in cui esprimerti liberamente, sentirti ascoltata e ritrovare passo dopo passo un senso di fiducia e chiarezza.


  • C

    Consiglio a tutte quelle persone che non credono e/o sono rimaste deluse dalla psicoterapia, di provare a contattare la dottoressa Lavinia Giancaspero, a mio avviso, troverete una persona che vi potrà aiutare con la sua professionalità, dedizione e passione del lavoro che svolge.
    Ho intrapreso e sto facendo un bellissimo percorso insieme alla dottoressa e mi sento di doverla ringraziare.
    Preparata, empatica e disponibile, la consiglio a chiunque abbia voglia di affidarsi a una professionista ma soprattutto a un essere umano di estremo valore che davvero si è meritata la mia stima e fiducia. Ancora grazie!

     • GiàMeglio colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Lavinia Giancaspero

    Gentile C., grazie di cuore per le splendide parole e per la tua fiducia. Sapere che il nostro percorso insieme ti stia offrendo strumenti e supporto è per me motivo di profonda soddisfazione. La tua apertura e il tuo impegno sono aspetti fondamentali del nostro lavoro, e mi sento onorata di poterti accompagnare in questo cammino di crescita e consapevolezza. Sono convinta che questo percorso stia aiutando anche me a crescere professionalmente, e per questo ti ringrazio di cuore. Custodisco con grande gratitudine il tuo apprezzamento, grazie infinite!


  • C

    Sin dal primo incontro mi sono sentita a mio agio, accolta e compresa. La Dottoressa Giancaspero mi ha aiutato a chiarire e a dare un senso ad una momento di vita particolarmente difficile e doloroso. Fortemente consigliata

     • Consulenze Online consulenza online  • 

    Dott.ssa Lavinia Giancaspero

    La ringrazio molto delle sue parole, sono molto lieta di sapere che il nostro lavoro insieme sia stato per lei di aiuto.


  • M

    Ho avuto il piacere di lavorare con la Dott.ssa per diversi mesi e non posso che esprimere la mia soddisfazione per il percorso intrapreso. Sin dal primo incontro, ho trovato un ambiente accogliente e privo di giudizi, che ha facilitato l'apertura e la condivisione delle mie difficoltà.
    Grazie ai suoi suggerimenti e al supporto ricevuto, ho imparato a gestire meglio le mie emozioni e a vedere le situazioni da prospettive diverse. Ogni incontro è stato un passo avanti verso una maggiore consapevolezza di me stessa e delle mie relazioni.

     • Studio Giambruni-Buzzi consulenza psicologica  • 

    Dott.ssa Lavinia Giancaspero

    Sono molto felice che si stia trovando a suo agio nelle nostre sedute. Grazie mille per il suo riscontro, sono convinta che potremo fare grandi progressi insieme!


  • M

    La dottoressa Giancaspero mi ha fatto da subito sentire a mio agio e nel corso delle sedute abbiamo analizzato tante cose che mi stanno aiutando a capirmi meglio. Sono molto felice di questo percorso!

     • GiàMeglio colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Lavinia Giancaspero

    Grazie mille delle parole gentili Melissa, sono molto contenta che tu ti stia trovando bene!


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 44 domande da parte di pazienti di MioDottore

Il mio ragazzo urla e dice cattiverie durante litigi

Gentile utente, mi dispiace sapere che ti trovi a vivere queste situazioni con il tuo ragazzo. Quando, durante un litigio, una persona urla e dice cose cattive, è naturale sentirsi confusi, feriti o anche spaventati.
In una relazione sana, anche i conflitti (che sono normali e inevitabili ) dovrebbero essere affrontati nel rispetto reciproco. Quando invece le discussioni diventano momenti in cui uno dei due si sente sminuito, spaventato o colpevolizzato, è importante fermarsi a riflettere. Nessuno merita di essere trattato con aggressività o mancanza di rispetto, neanche nei momenti più tesi.
Se ti accorgi che queste situazioni ti fanno stare male, potrebbe essere utile parlarne apertamente con lui, in un momento tranquillo, lontano da un litigio. Puoi provare a spiegare con calma come ti senti quando alza la voce o usa parole che ti feriscono, senza accusarlo, ma centrando il discorso sui tuoi vissuti (ad esempio: "Quando succede, mi sento piccola, insicura, e ho paura che non mi stai ascoltando davvero"). A volte, chi alza la voce non si rende conto dell’effetto che ha sull’altro, ma questo non giustifica certi comportamenti: è importante che ci sia disponibilità ad ascoltarsi e a trovare insieme modi più sani per affrontare i conflitti.
Se invece ti rendi conto che questi episodi sono frequenti, che ti senti costantemente in tensione o che lui non è disposto a mettere in discussione il suo modo di comportarsi, può essere importante fermarsi e chiederti se questa relazione ti sta facendo bene. In questi casi, parlarne con qualcuno – un’amica, un professionista, un centro d’ascolto – può aiutarti a vedere le cose più chiaramente e a capire come muoverti.
Prendersi cura di sé significa anche riconoscere quando qualcosa ci ferisce e scegliere di proteggerci, anche se questo comporta prendere decisioni difficili. Ricordati che meritano rispetto non solo i tuoi sentimenti, ma anche i tuoi limiti.

Dott.ssa Lavinia Giancaspero

Buongiorno sono una ragazza di 23 anni che sta con un coetaneo, scrivo per chiedere un parere sulla mia situazione. Di recente è capitato di litigare col mio ragazzo per un motivo futile, che si è poi ingigantito portando la discussione a una situazione irreparabile. Tutto è partito da qualche giorno prima di pasqua, quando il mio ragazzo mi invita a passare Pasquetta in montagna da (e con) i suoi, evento al quale ci sarebbero stati anche i suoi amici del liceo/università. Io avevo in programma un esame per il mercoledì dopo Pasquetta,al che avviso per tempo che non ci sarei stata dovendo studiare, e ho ribadito per tutta la settimana prima di pasqua che non avrei cambiato idea. Scopro poi a Pasqua di non poter dare quell'esame in quanto non mi ero iscritta in tempo per un errore sciocco di distrazione, al che , titubante (ho sempre paura di sbagliare essendo vissuta in una famiglia in cui non potevo mai fare nulla senza essere rimproverata), aspetto che mi richieda se voglio venire (mi vergognavo all'idea di dirgli io che sarei potuta venire alla fine perché avevo paura di essere giudicata in quanto è solito dirmi che io mi invento scuse o menta, quando io ho solo paura di chiedere). Il punto è che ciò è avvenuto, me lo ha richiesto, ma con un tempismo pessimo perché lo ha fatto nello stesso istante in cui io gli stavo dicendo, triste e abbattuta, che per una mia dimenticanza sciocca mi sono giocata l'esame. Lui invece che ascoltare ed empatizzare, mi chiede effettivamente se ci sarò a Pasquetta, ma non tanto per reale interesse, quanto più per confermare a un suo amico la mia presenza o meno in modo da ordinare la torta in pasticceria per tot persone (che differenza fra 7 o 8 persone e quale immensa urgenza di chiedere...). Faccio notare al mio ragazzo che vorrei mi ascoltasse e mi dà dell'infantile perché non sono in grado di mettere da parte le mie cose quando necessario e rispondere a cose urgenti quando è il momento. Mi sento piccola e stupida, ma avrei solo voluto un po' di ascolto e conforto. Speravo che capisse che 7 o 8 persone, la torta più o meno quella era e che l'amico non avrebbe dovuto fare quella domanda. Sono stata accusata di essere egocentrica e infantile di nuovo. A cena sono da lui e il padre, con cui vado molto d'accordo e siamo sulla stessa lunghezza d'onda (la madre invece difende a spada tratta il figlio, qualsiasi cosa dica o faccia), mi chiede se sarò presente a Pasquetta o se è sempre un no. Improvvisamente scoppio a piangere a tavola, presa da un senso di inadeguatezza, e mi rimbombano le parole del mio ragazzo "non ci sei solo tu e le tue questioni, se ti chiedo una cosa rispondimi, che devo dirla al mio amico che si deve organizzare in base al fatto che tu ci sia o meno". Mentre piango il mio ragazzo sbotta, inizia a urlare a me davanti ai genitori dicendo che "è tutta la settimana che mi stressi, mi stai rompendo le balle, sembri una bambina che non sa mettere da parte un attimo le proprie questioni per dare una risposta su una cosa urgente che le si chiede, vedi di crescere ". Ho vissuto malissimo quella giornata per la questione dell'iscrizione all'esame, per la fretta che mi è stata messa nel dare una risposta a una cosa così sciocca come dire al suo amico di fare la torta contando anche me, per poi sentirmi dire che stresso, rompo le *, e dovrei crescere. Sono dovuta uscire di casa sua per prendere una boccata d'aria colta da un attacco di panico, e sono stata raggiunta dalla madre che ha continuato a giustificare il figlio dicendo "è fatto così, è così da quando è piccolo, ha sto caratteraccio", e dicendo a me che se me la prendo così avrò "grossi problemi nella vita". Mi sono sentita quasi come se dovessi ringraziare il figlio che mi urla contro perché è una sorta di "palestra di allenamento a quella che è la giungla della vita". Ma è davvero così? Io sento di essere stata umiliata, giudicata e trattata a pesci in faccia. Non so come fare, non so se effettivamente sono io quella fragile che si offende, o se dovrei fare tesoro degli atteggiamenti del mio ragazzo per prendere provvedimenti e allontanarmene. Non è la prima volta che alza la voce, e non so come gestire la situazione. Non mi sento ascoltata nè compresa, ma non vorrei aver ingigantito io tutto.

Gentile utente, grazie per aver condiviso con tanta sincerità la tua storia.
Parto da una cosa che hai scritto e che mi ha colpita molto: "mi sento piccola e stupida, ma avrei solo voluto un po' di ascolto e conforto." Questo bisogno che esprimi è umano, legittimo, e non ha niente di infantile. In un momento di fragilità (come la scoperta di non poter dare un esame a cui tenevi) è naturale desiderare che chi ci sta vicino si fermi ad ascoltarci, ci accolga senza giudicare, e ci faccia sentire che non siamo soli. Il modo in cui il tuo ragazzo ha reagito, spostando l’attenzione su un dettaglio organizzativo, minimizzando il tuo malessere, etichettandoti come infantile e poi urlandoti contro, non è un segnale di maturità, né di empatia.
Quando in una relazione una persona si sente umiliata, svalutata, o colpevolizzata per il solo fatto di esprimere un’emozione, è importante fermarsi e riflettere. Le parole feriscono, soprattutto se arrivano ripetutamente da qualcuno di significativo. E no, non stai esagerando se ti sei sentita male, se hai avuto un attacco di panico, se quelle parole ti hanno fatto crollare. Questo è un segnale del tuo corpo e della tua mente che qualcosa non va, che sei sotto pressione e che hai bisogno di protezione, non di giudizio.
Anche la dinamica con la sua famiglia (in particolare con la madre che lo giustifica e svaluta te) sembra ripetere un copione in cui tu ti senti sbagliata per il solo fatto di provare un’emozione o avere una fragilità. Questo può somigliare a qualcosa che hai già vissuto nella tua famiglia, dove, come racconti, avevi paura di sbagliare e venivi rimproverata per ogni cosa. È come se stessi rivivendo, in un'altra forma, la stessa difficoltà di sentirti libera di essere te stessa senza doverti giustificare continuamente.
Tutto questo non significa che sei "troppo sensibile", "fragile" o "egocentrica". Significa che sei una persona che ha bisogno di sentirsi accolta, vista e rispettata. E se in questa relazione ti senti ripetutamente ignorata, giudicata, sminuita o aggredita verbalmente… allora no, non sei tu a doverti "allenare alla vita", ma forse è il caso di chiederti se questa relazione ti sta facendo crescere o se, invece, ti sta logorando.
Non sei sola, e non sei sbagliata per sentire quello che senti. Potrebbe esserti utile parlarne con qualcuno in uno spazio protetto (un terapeuta, un centro d’ascolto) per ritrovare un po’ di chiarezza e rimettere a fuoco i tuoi bisogni, le tue emozioni, i tuoi confini. A volte, solo guardando le cose con più distanza ci si rende conto di quanto ci si stava adattando a qualcosa che non ci faceva bene.
Meriti di essere trattata con gentilezza, anche e soprattutto nei momenti in cui ti senti più fragile.

Dott.ssa Lavinia Giancaspero
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