Sono una mamma di una ragazza di 30 anni, con disturbi borderline, vorrei sapere come fare per aiuta

48 risposte
Sono una mamma di una ragazza di 30 anni, con disturbi borderline, vorrei sapere come fare per aiutarla
Dott.ssa Carlotta Canestra
Psicologo, Sessuologo, Psicoterapeuta
Pavia
Buongiorno, al momento ci sono poche informazioni sulle vostre dinamiche per poter entrare nel dettaglio di quello che potrebbe fare.
Per prima cosa mi permetto di consigliare, se non lo ha già fatto, informazioni valide rispetto al disturbo borderline e, per quanto possibile, riconoscere che sua figlia non è la diagnosi che ha ricevuto, ma una persona unica nei suoi tratti al di là del disturbo.
Sicuramente la vicinanza di una madre ad una ragazza con tale diagnosi richiede un importante lavoro sulle sue emozioni e sul suo vissuto.

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Dott. Emiliano Tavanxhiu
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Gentile signora, premetto che la descrizione della problematica non è sufficiente per capire le dinamiche e la sofferenza emotiva che caratterizza la sua figlia. Se la diagnosi di disturbo borderline di personalità è certa mi sento di consigliare di recarsi presso un professionista della salute mentale e meglio ad un psicoterapeuta cognitivo comportamentale. Ci sono anche strutture specializzate che trattano il disturbo borderline integrando l'intervento individuale con quello dei gruppi. A Firenze dove vivo e lavoro si trova una. Rimango a sua disposizione per ulteriori approfondimento. Cordiali saluti. Dott. Emiliano Tavanxhiu
Dr. Santo La Monica
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Padova
Buongiorno Signora,
sarebbe necessario rivolgersi a uno psicoterapeuta, in maniera da approfondire la situazione di sua figlia e capire sia come possa essere aiutata la ragazza, sia come lei può imparare ad aiutare sua figlia.
Un cordiale saluto
Dott. Santo La Monica
Dott.ssa Sara Scifo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buonasera signora, penso che il primo passo sia cercare di capire i bisogni di sua figlia, se e quanto è consapevole del disagio che sta vivendo e quanto questo le compromette la sua "ordinarietà".
Solo dopo, potete rivolgervi ad uno psichiatra, che confermata la diagnosi, le consiglierà la terapia farmacologico o psicoterapeutica adatta a sua figlia. In bocca al lupo per tutto. CORAGGIO!!!!!
Dott. Alessio Vellucci
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentile Signora,
Se la diagnosi è certa e formulata dietro attenta analisi da chi di dovere, è consigliabile per sua figlia un percorso di psicoterapia individuale. Il disturbo borderline è caratterizzato da importanti disordini emotivi, disregolazione, l’intervento sui quali è necessario anche per i comportamenti che spesso li seguono, disorganizzati anch’essi. È altrettanto importante che anche lei sia informata, sempre dal terapeuta, sulla modalità migliore di porsi con sua figlia, in modo tale da non fungere involontariamente da innesco di emozioni forti nella ragazza nel quotidiano. Un caro augurio di buona fortuna
Dott.ssa Marianna Genitore
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Gentile signora, sarebbe importante capire in quale contesto sia avvenuta la formulazione di questa diagnosi. Privato? Pubblico? Quali interventi Le sono stati proposti? Terapia farmacologica? Psicoterapia individuale, di gruppo o inserimento in comunità terapeutiche per giovani adulti? Una diagnosi, in particolare quella del disturbo in oggetto, comprende una vastissima varietà di condizioni che presentano livelli di compromissione della vita quotidiana, relazionale molto diversi. È necessario rivolgersi a professionisti riconosciuti, preferibilmente operanti sul territorio e poi valutare eventualità e progettualità specifici per il caso.
Questa la mia opinione.
Un saluto
Dott. Valeriano Fiori
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Salve, è difficile poterle dare una risposta chiara perché abbiamo poche informazioni.
Chi ha formulato la diagnosi?
Buona giornata.
Dott. Fiori
Dott.ssa Floriana Abate
Psicologo
Torregrotta
Gentile signora, ritengo possa essere necessario rivolgersi ad uno psicologo per un colloquio di consultazione; questo permetterebbe di capire meglio la situazione e i suoi bisogni, già presenti in queste sue poche parole.
Dott. Lorenzo Cruciani
Psicologo, Psicoterapeuta
Fermo
Salve, parlare di disturbo borderline significa far riferimento a un quadro particolarmente eterogeneo di sintomi, di problematiche e di vissuti. Le consiglio di effettuare un consulto con uno specialista in psicoterapia per poter capire le sue esigenze ed eventualmente quelle di sua figlia, se ancora non è stata presa in carico. Cordialmente.
Dott. Felice Schettini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buonasera. Ci da pochi elementi per poterle dare chiare indicazioni rispetto alla sua richiesta. A mio avviso, ad ogni modo, se è possibile sarebbe opportuno prima di tutto parlare direttamente con sua figlia e cercare di capire che cosa lei pensa in merito alle sue difficoltà ed alla possibilità di poter chiedere aiuto.
Se intanto lei sente la necessità di un consulto più approfondito in merito alla sua domanda le suggerisco di contattare un professionista. Dott. Felice Schettini
Dott.ssa Dora Anna Senatore
Psicologo, Psicologo clinico
Garlate
Buonasera.
Se la ragazza possiede già una diagnosi borderline, è opportuno rivolgersi al professionista oppure al centro che l'ha redatta: di sicuro una diagnosi, da sola, serve a prendere in carico alcuni aspetti, ma non cura la problematica.
E' quindi opportuno intraprendere un percorso psicologico in favore della ragazza e, secondo il mio parere, anche un percorso in sostegno alla famiglia per spiegare come intervenire e sostenere le sue fatiche.
Grazie per la domanda !
Dottoressa Senatore
Dr. Emiliano Spisto
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera signora,
i dati da Lei forniti non sono sufficienti per comprendere le dinamiche e le problematiche che la stanno portando a richiedere aiuto per Sua figlia. In linea generale posso suggerirLe di rivolgersi a uno psicoterapeuta che possa aiutarvi a elaborare vissuti ed emozioni. E' possibile anche intraprendere una terapia farmacologica rivolgendosi ad uno psichiatra.In quest'ultimo caso è auspicabile coadiuvare il trattamento farmacologico al percorso psicoterapico.
Cordialmente
Dott.ssa Claudia Sposini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Lodi
Buongiorno, non è assolutamente facile convivere con un familiare che porta con sè queste problematiche. La figlia da che Specialista è seguita?
A lei, Signora, consiglio un percorso di supporto psicologico dove potrà trovare maggiore sollievo ed esporre le problematiche che la preoccupano. Un caro saluto Dr.ssa Claudia Sposini
Dott.ssa Giulia Bernardinello
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Bologna
Gentile utente, da come ne parla, si è già rivolta ad uno specialista per ottenere una diagnosi precisa? La ragazza sta già seguendo una terapia specifica? Sarebbe utile approfondire. Un caro saluto.
Dr. Manuel Marco Mancini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve,
la diagnosi di disturbo di personalità borderline è abbastanza complessa e richiede un professionista.
Quindi consiglio a sua figlia di intraprendere un percorso con uno psicologo che saprà come aiutarla.
Un saluto,
MMM
Dott. Raffaele Cuomo
Psicologo, Psicologo clinico
Latina
Buongiorno. Il disturbo borderline di personalità, per sua natura è molto eterogeneo e con tutta una serie di problematiche emotive e comportamentali. Purtroppo le informazioni che ci ha fornito sono poche, ma se ha già una diagnosi, forse è stata presa in carico da un centro specializzato? Sta assumendo una terapia farmacologica? E' seguita da uno specialista? Per quanto riguarda lei, le suggerisco di intraprendere un percorso di sostegno psicologico, affinché possa elaborare i propri vissuti e apprendere strategie più efficaci per star vicino a sua figlia. Cordialmente, dott. RC
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, la diagnosi di disturbo borderline di personalità le è stata diagnosticata da uno psichiatra? da uno psicologo? oppure ha effettuato ricerche su internet? ciò è importante per avere qualche informazione in più. Comunque, una diagnosi di questo tipo prevede una presa in carico psicologico ed, eventualmente, anche psichiatrico. Dunque, se non lo avete già fatto, ritengo opportuno avviare una terapia al fine di aiutare la ragazza.
Cordialmente, dott. FDL
Dott. Alessandro D'Agostini
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buongiorno, penso che la prima cosa sia fare chiarezza circa la diagnosi. Si rivolga ad uno psicoterapeuta ed insieme a lui potrà capire come poterla aiutare. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Dott.ssa Martina Alocci
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Grosseto
Buongiorno signora, dalle informazioni che fornisce non è purtroppo possibile risponderle in modo mirato.
Un modo per aiutare sua figlia sarebbe sicuramente farla parlare con uno psicoterapeuta.
Inoltre esistono strutture in Italia interamente dedicate al disturbo borderline di personalità come il Villa Margherita di Padova.
Un cordiale saluto
Dott.ssa Martina Alocci
Dott.ssa Debora Gilardi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Firenze
Buongiorno cara signora, immagino che la figlia abbia avuto questa diagnosi da uno psichiatra... sta prendendo farmaci? È seguita a livello psicologico?
La cosa migliore sicuramente sarebbe intraprendere una Psicoterapia cognitivo comportamentale, che aiuti la ragazza ad essere consapevole delle dinamiche legate al suo disturbo, per imparare poi a gestirle in maniera funzionale e migliorare le sue relazioni, l'umore, l'autocontrollo e in generale la sua qualità di vita. In bocca al lupo di cuore.
Dr. Andrea Alliata
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Buongiorno. Non ci fornisce molte informazioni su di sè o su sua figlia se non che siete entrambe in grande difficoltà. Sua figlia cui è stata posta una diagnosi, e lei che desidera aiutarla non sapendo come muoversi. Forse sua figlia è una persona difficile. Forse i rapporti tra voi non sono senza attriti. Lei è molto preoccupata e schiacciata dall’impossibilità di aiutarla come vorrebbe. Si può rivolgere ad uno psicoterapeuta per ciò che riguarda la sua preoccupazione e per ciò che riguarda la genitorialità. È la cosa migliore. Un saluto
Dr. Giovanni Pasolini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno signora, dagli elementi che lei fornisce, le posso dare questi due semplici suggerimenti:
rivolgersi ad uno psicoterapeuta con comprovata esperienza di lavoro con persone con problematiche riferibili al disturbo di personalità borderline, in questo modo sarà possibile per lei avere un riferimento e in secondo luogo, se ci saranno le condizioni fare in modo che sua figlia possa essere presa in carico;
inoltre esistono dei gruppi di terapia che lavorano con i famigliari di persone con disturbi di personalità borderline, la partecipazione a questi gruppi le potrà essere molto utile per essere supportata in una situazione certamente non facile per lei.
Cordialmente.
Dr. Giovanni Pasolini
Dott.ssa Luciana Reginato
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
San Zenone degli Ezzelini
Gentile utente, veramente è difficile dare dei consigli in relazione a come comportarsi con una figlia borderline, perchè ogni persona è diversa e reagisce in modo differente. Pertanto le consiglio di affidarsi ad uno psicoterapeuta esperto, per avere delle indicazioni pertineti. Saluti dottoressa Luciana Reginato
Salve,
Dalla sua domanda emergono poche informazioni circa la diagnosi e la presa in carico di sua figlia al contempo la sua richiesta mostra una richiesta d’aiuto nel capire, proteggere e aiutare sua figlia e per queste ragioni mi permetto di suggerirle un sostegno alla genitorialità che le permetta di esplorare, esprimere ed elaborare le sue emozioni, i suoi bisogni e le sue fragilità così da potersi sintonizzare il più possibile con l’eterogeneità e la sofferenza dei sintomi e dei comportamenti che un disturbo di questo tipo rivela.
È importante costruire una rete d’aiuti quando ci si trova ad affrontare dolori che possono smarrirci.
Un caro saluto
Dott.ssa Francesca Filardi
Dott.ssa Valentina Maccioni
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Cagliari
Gentile utente, posso immaginare che per una madre la vicinanza ad una figlia con questa diagnosi richieda un lavoro sul proprio vissuto. Parallelamente, consiglierei una terapia familiare per attivare le vostre risorse. Cordialmente, Dott.ssa Valentina Maccioni

Dott. Mauro Vargiu
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Milano
Gentile utente, legga libri tematici, chieda supporto anche lei almeno per qualche seduta con un altro terapeuta.

Cordialmente

Dottor Mauro Vargiu
Dott.ssa Giulia Lanaro
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Verona
Gentile,
seguo con attenzione la sua sofferenza. Il disturbo di cui parla è complesso dal punto di vista emotivo ma soprattutto relazionale, tuttavia non deve diventare l'unica dimensione sulla quale identificarsi. Focalizzarsi su un'etichetta diagnostica piuttosto che sulla persona, come caso unico e individuale, è sempre limitante ed il rischio poi diventa quello di considerarsi e descriversi interamente come una paziente border e non come persona unica e irripetibile. Purtroppo non esiste una soluzione a priori e univoca per, così dire, "guarire". Un percorso di psicoterapia, infatti, è utile per ricondurre la sofferenza ad un contesto personale, approfondire e conoscere al meglio i suoi modi di essere, solo in tal caso si può impostare un cambiamento per lei efficace. Mi sento inoltre di aggiungere che la psicoterapia è sempre un percorso attivo da parte del paziente che non deve rassegnarsi dietro ad un'etichetta diagnostica ma motivarsi al raggiungimento di determinati obiettivi che si prefissa.
Rimango a disposizione.
Dott.ssa Ilaria Redivo
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno Gentilissima Signora, se la diagnosi fatta a sua figlia di disturbo bordeline di personalità, è certa ed è stata effettuata a fronte di analisi e valutazioni psicodiagnostiche accurate, le posso consigliare un percorso psicoterapeutico individuale per sua figlia e al fine di poter supportare la stessa nella gestione delle proprie emozioni e dei carichi di stress, un percorso di sostegno psicologico per lei.
Un caro saluto
Dottoressa Ilaria Redivo
Dott. Diego Emmanuel Cordoba
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Gentilissima utente, è importante considerare il sistema familiare nel suo insieme e non solo l'individuo con il disturbo borderline. In questo caso, potrebbe essere utile coinvolgere anche gli altri membri della famiglia nella ricerca di soluzioni e nel supporto alla ragazza.
È importante comprendere che i disturbi borderline possono essere complessi e causare un impatto significativo sulla dinamica familiare. È fondamentale creare un ambiente di sostegno e comprensione per la ragazza, evitando di giudicarla o stigmatizzarla per i suoi sintomi.
Inoltre, è importante cercare un supporto psicologico specializzato per la ragazza, come terapie individuali o di gruppo specificamente mirate ai disturbi borderline. La terapia familiare potrebbe essere anche una risorsa preziosa per aiutare la famiglia a comprendere meglio il disturbo e a trovare strategie efficaci per gestirlo.
Infine, è importante lavorare insieme come famiglia per creare un ambiente sicuro e accogliente in cui la ragazza possa sentirsi supportata e capace di affrontare le sfide legate al suo disturbo borderline. La collaborazione e il sostegno reciproco all'interno della famiglia possono essere fondamentali per promuovere il benessere della ragazza e favorire la sua guarigione. Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio conoscitivo.
Dott. Cordoba
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Dott.ssa Cristiana Danese
Psicologo, Psicologo clinico
Palermo
Buon pomeriggio, per poterle fornire un aiuto concreto dovremmo conoscere la sua storia. Ciò che posso consigliarle è quello di intraprendere un percorso di supporto psicologico che la possa aiutare ad avere il giusto sostegno emotivo e rispondere alla sua domanda. Se lo vorrà sono a sua disposizione anche online. Cordialmente, Dott.ssa Cristiana Danese psicologa
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Dott.ssa Ambra Marzoli
Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Gentile Utente, grazie per aver condiviso la sua situazione, comprendo il suo punto di vista e il suo desiderio di voler aiutare sua figlia a stare meglio. Vorrei però invitarla a considerare che probabilmente non è suo compito farsi carico delle difficoltà di sua figlia in quanto è una donna adulta che può autonomamente valutare l’opportunità di consultare uno specialista per farsi aiutare. Ciò che le consiglio di fare è parlare con sua figlia ed esprimerle quelle che possono essere le sue preoccupazioni in merito alla situazione personale e familiare che vivete, e qualora sua figlia si sentisse motivata a iniziare un percorso psicologico, potrà certamente rivolgersi a uno psicologo o psicoterapeuta che potrà consigliare gli interventi più idonei per supportarla.
Qualora però fosse lei a desiderare supporto personale può rivolgersi ad uno psicologo per avere anche lei uno spazio in cui parlare del suo vissuto. Eventualmente le faccio presente che resto a disposizione tramite consulenze online. Cordiali saluti, Dott.ssa Ambra Marzoli.
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve, si dice male non sapendo in che modo manifesta la dimensione borderline.
Dovrebbe andare da un collega e valutare insieme a lui come poter procedere.
Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Dott.ssa Stefania Lanaro
Psicologo, Psicologo clinico
Albenga
Buonasera, spesso la diagnosi come nella situazione di sua figlia arriva come un uragano nella vita della famiglia. concordo con altri colleghi che il primo punto da affrontare per lei ma anche per la ragazza è che la diagnosi rappresenta solo un aspetto della persona, non è il tutto. Il lavoro psicologico è proprio quello di guardare insieme il paesaggio e il territorio e trovare insieme, fianco a fianco nuove strade e strategie.
un saluto a lei e a sua figlia
Dott. Guglielmo Gigli
Psicologo, Professional counselor
Petacciato
Salve,

sicuramente il primo aiuto che può darle e che già sicuramente le starà dando è la sua presenza che offre alla ragazza un luogo "sicuro", soprattutto quando quando si ritrova a vivere alcune giornate non semplici da gestire. Tuttavia sicuramente affidarsi ad un professionista è importante per aiutare la ragazza a sviluppare un luogo dove si possa sentire rassicurata e dove possa gestire sé stessa non come un nemico ma come persona bisognosa di cura, come ciascuno di noi.

Resto a disposizione per eventuali domande o chiarimenti su modalità per poter aiutare sua figlia.
Dott.ssa Giulia Ruffino
Psicologo, Psicologo clinico, Terapeuta
Cossato
Capisco che tu sia preoccupata e desiderosa di aiutare tua figlia. Vivere accanto a qualcuno con disturbo borderline di personalità (DBP) può essere molto impegnativo, soprattutto per un genitore che vorrebbe fare di tutto per alleviare la sofferenza della propria figlia. È davvero ammirevole che tu stia cercando il modo migliore per sostenerla.

Ecco alcuni suggerimenti che potrebbero esserti utili:

Ascolta senza giudicare: Una delle cose più importanti che puoi fare è creare uno spazio sicuro in cui tua figlia si senta accolta e ascoltata senza timore di essere giudicata. Le persone con DBP spesso vivono emozioni molto intense e contrastanti, e sapere che c’è qualcuno disposto ad ascoltarle può fare una grande differenza.

Stabilisci confini sani: È fondamentale che tu riesca a proteggere anche il tuo benessere emotivo. Il disturbo borderline può comportare comportamenti impulsivi, richieste di attenzione o crisi che possono risultare estenuanti per chi le sta accanto. Stabilire dei limiti chiari e rispettarli non significa essere freddi o distanti, ma proteggere la tua capacità di supportarla nel lungo termine.

Incoraggia la terapia: Il trattamento più efficace per il DBP è la terapia dialettico-comportamentale (DBT), che insegna competenze come la regolazione delle emozioni, la tolleranza allo stress e la gestione delle relazioni. Se tua figlia non è attualmente seguita, potresti provare a suggerirle di esplorare questa opzione, magari iniziando da gruppi di supporto o terapeuti specializzati.

Informati sul disturbo: Comprendere meglio il DBP ti aiuterà a navigare le difficoltà e a rispondere in modo più efficace alle sue crisi. Ci sono molte risorse disponibili, tra cui libri, corsi e gruppi di supporto per i familiari di persone con disturbo borderline.

Non trascurare te stessa: Assistere una persona cara con un disturbo della personalità può essere estremamente faticoso e stressante. Ricordati di prenderti cura anche di te stessa, cercando supporto per le tue emozioni, magari attraverso un gruppo di auto-aiuto o una consulenza psicologica.

Qual è la tua più grande preoccupazione in questo momento? Magari possiamo approfondire da lì.
Buona fortuna
Per aiutare sua figlia con disturbo borderline di personalità, il primo passo è supportarla nel trattamento terapeutico. Posso dirti che l'approccio PNL terapeutico per il disturbo borderline di personalità si concentra sul rafforzamento delle risorse interne della persona, per aiutarla a gestire le emozioni intense e migliorare le sue relazioni interpersonali. Utilizzando tecniche come la ristrutturazione cognitiva e l'ancoraggio, si lavora per modificare schemi di pensiero e comportamenti disfunzionali. L'obiettivo è promuovere una maggiore consapevolezza, autoregolazione emotiva e un cambiamento duraturo, che permetta alla persona di affrontare le difficoltà quotidiane in modo più sereno e gestire meglio le proprie emozioni.
Dr. Francesco Della Gatta
Psicologo, Psicologo clinico, Terapeuta
Parma
Gentilissim*, il disturbo borderline può essere trattato e risolto nei suoi aspetti più invalidanti, bisogna rivolgersi al professionista giusto per competenze tecniche e relazionali ed essere motivati ad intraprendere un percorso psicoterapico. La terapia per eccellenza è la DBT. Per qualsiasi dubbio non esiti a contattarmi. Cordiali saluti, Francesco
Dott.ssa Arianna Rapetti
Psicologo, Psicologo clinico, Tecnico sanitario
Invorio
Buonasera, come primo passo potrebbe rivolgersi ai servizi territoriali (a seconda della sua regione di residenza potrebbero chiamarsi CPS -centro psicosociale- o CSM -centro di salute mentale-), che sono collegati all'ASST di riferimento e che potrebbero orientarla e indirizzarla al meglio, sia a livello personale, sia a livello di sostegno per i caregiver o per conoscere meglio il disturbo in se' (psicoeducazione mirata). Alcuni di questi centri organizzano dei gruppi d'incontro specifici anche per i famigliari. Le auguro una buona ricerca e una buona serata,
D.ssa Arianna Rapetti
Dott.ssa Daniela Guzzi
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Bergamo
Gentile signora,
capisco quanto possa essere difficile affrontare una situazione simile e quanto amore e preoccupazione ci siano dietro il suo desiderio di aiutare sua figlia. Il Disturbo Borderline di Personalità (DBP) può comportare sfide complesse, ma ci sono modi concreti per sostenerla e per trovare un equilibrio.
Innanzitutto, il passo più importante è assicurarsi che sua figlia abbia accesso a un percorso terapeutico con uno specialista qualificato.
Come madre, può essere prezioso anche per lei ricevere supporto per comprendere meglio il disturbo e imparare strumenti per relazionarsi con sua figlia in modo costruttivo. Ci sono percorsi di psicoeducazione per familiari che insegnano come comunicare, come porre limiti sani e come sostenere senza farsi sopraffare.
Un consiglio pratico è cercare di mantenere un dialogo aperto e rispettoso con sua figlia mostrando comprensione e disponibilità ma anche mantenendo chiari i suoi confini emotivi. A volte ascoltare senza giudizio e offrire una presenza stabile può fare una grande differenza. Non esiti a chiedere: è già un atto di grande coraggio cercare di fare il meglio per chi amiamo.
Un caro saluto.
Dott.ssa Daniela Guzzi
Dott.ssa Francesca Messina
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera, se la ragazza è d'accordo, ovviamente può iniziare un percorso di psicoterapia con un professionista.
Dott. Simone Rampin
Psicologo, Psicoterapeuta
Albignasego
Buonasera, non vi sono delle indicazioni precise da seguire per questo disturbo in quanto ogni soggetto è unico e per tale ragione è fondamentale poter conoscere la ragazza e l'interazione tra voi prima di poter dare indicazioni. Si consiglia quindi almeno un primo colloquio conoscitivo per valutazione
Dott.ssa Melania Freni
Psicologo, Psicologo clinico
Aversa
Cara mamma, comprendere e supportare una figlia con disturbo borderline è complesso. Fondamentale è incoraggiare e sostenere attivamente un percorso psicologico. Parallelamente, informarsi sul disturbo aiuta a rispondere convalidando le sue emozioni, pur ponendo limiti chiari e coerenti ai comportamenti disfunzionali. Mantenere la calma durante le crisi è cruciale, così come prendersi cura anche del proprio benessere emotivo. Gruppi di supporto per familiari possono offrire ulteriore aiuto e strategie.
Dott.ssa Chiara Biasi
Psicologo, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno, essendo lei genitore le fa molto onore voler trovare un modo di aiutarla, potrebbe iniziare una terapia con un professionista per darle supporto e comprendere meglio certe dinamiche che si possono creare in famiglia
Dott.ssa Carolina Ventura
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buonasera. Le consiglio di rivolgersi ad un professionista per comprendere rispetto a quali comportamenti e difficoltà di sua figlia sente che vorrebbe essere più supportiva. Fare qualche seduta di psicoeducazione per comprendere come funziona il Disturbo Borderline di Personalità può esserle utile per rispondere alla sua domanda. A disposizione
Dott.ssa Sara Rocco
Psicologo, Psicologo clinico
Ossi
Buongiorno,
può aiutarla solo uno psichiatra o psicoterapeuta, che nella terapia può inserire anche il contesto familiare.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Sara Rocco
Buongiorno Signora, per cercare di aiutare sua figlia con disturbo borderline di personalità, l'approccio fondamentale è partire dall'incoraggiarla nell'intraprendere una psicoterapia specialistica come la Terapia Dialettico-Comportamentale o Psicoterapia focalizzata sul transfert , entrambe hanno come scopo il far apprendere strategie per gestire le emozioni intense, i comportamenti impulsivi e le relazioni interpersonali. Si può mostrare supporto con la validazione emotiva ossia riconoscere l'autenticità dell'emozione che sua figlia prova e fornire un senso di ascolto e non giudizio, in questo modo le relazioni e la gestione dei conflitti andranno a migliorare. Le auguro una buona giornata
Dott. Luca Giuntella
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve, le consiglio di farle comprendere l'importanza di iniziare al più presto un percorso psicologico che la possa aiutare al meglio.
Buongiorno, la ringrazio per la domanda.
Comprendo non sia facile soprattutto qualora lei sentisse di non avere gli strumenti per aiutarli.
Per questo motivo suggerire a sua figlia la possibilità di intraprendere un percorso di supporto psicologico/terapeutico credo che possa essere una strada da intraprendere.
Grazie

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