Salve sono una ragazza e ho una madre che soffre di problemi comportamentali. Mia madre ha avuto un

23 risposte
Salve sono una ragazza e ho una madre che soffre di problemi comportamentali. Mia madre ha avuto un passato difficile e ciò influisce sulla sua stabilità mentale. Circa ogni mese ha degli attacchi isterici dove urla ,piange e spesso si tira degli schiaffi sul viso. Dal mio punto di vista lei non riesce a gestire le sue emozioni e quando ha dei problemi anche se piccoli non riesce a gestire la situazione e ha il bisogno di sfogarsi con gli altri o con se stessa . Ma questa situazione è diventata insostenibile visto che ora ha iniziato a prendersela anche con i suoi cari colpevolizzandoli di ogni suo problema e attuando una sorta di violenza psicologica verso di loro . Abbiamo anche cercato di parlarle e di farle capire che nessun problema che lei ha giustifica queste reazioni esagerate ma lei appena cerchiamo di toccare questo discorso si sente in colpa e inizia ad urlare ed a menarsi per punirsi. Una volta ha iniziato una cura da uno psicologo però a distanza di tempo penso che non sia servita a niente . Infine a volte mi sembra che lei si monti una realtà tutta sua dove riesce a raggirare ogni cosa , dove lei è sempre la vittima e gli altri i colpevoli (ma io credo che a volte la colpa di certe situazioni sia sua ma non potrei mai dirglielo visto che non riesce a sostenere il peso di avere la colpa su qualcosa)Non so come comportarmi in tutto ciò perché vorrei proporre di andare da uno psicologo ma non so come possa prenderla , visto che con lei non si può aprire un dialogo che non finisca con urla e violenza. L’unico atteggiamento che vedo funzioni sia prendersi sempre la colpa di tutto anche se ingiustamente così lei riesce a tranquillizzarsi . Però la cosa ricade verso i suoi cari visto che lei li fa sentire incredibilmente in colpa di tutto e si sfoga sempre con loro .cosa posso fare ? Ringrazio in anticipo per la sua risposta .
Dott.ssa Alessandra Pace
Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Ciao, grazie per il coraggio di riportarci un vissuto che coinvolge non solo tua madre, ma anche i suoi cari, compresa te. Il comportamento e i pensieri che ha tua madre, suggeriscono sicuramente il bisogno di un accompagnamento psicologico e valutazioni più accurate. Per questi casi in cui la persona è restia a recarsi da uno psicologo, soprattutto anche considerando l'esperienza passata che, forse, non sembra essere andata a buon termine, il mio suggerimento è di mostrarle questa alternativa come spazio per sé, che lei eventualmente potrà dedicare a se stessa, senza dover avere timore di essere considerata "colpevole" di qualcosa, dove può esprimersi in libertà e dove ogni suo agito non sarà visto in altro modo se non come un punto di partenza per una riflessione. In altro modo, suggerisco di valutare un sostegno anche per chi, dei suoi membri familiari più stretti, volesse accompagnarla in un percorso simile, che potrebbe giovare a voi, a lei e al vostro rapporto. Per qualsiasi dubbio o desiderio di confronto, resto a disposizione. Un saluto, Dott.ssa Alessandra Pace

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Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso e comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa situazione riportata.
Mi spiace anche per la mamma perché si capisce che la situazione è frutto di un evidente disagio.
Ritengo fondamentale che la signora possa intraprendere un percorso psicologico per indagare cause origini e fattori di mantenimento dei suoi sintomi e trovare strategie utili per fronteggiare le situazioni particolarmente problematiche onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo sia utile anche per lei, come figlia, ritagliarsi uno spazio per elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi alla situazione da lei riportata.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Alessia D'Angelo
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Gentile utente, la situazione che lei racconta è indubbiamente assai complessa e articolata.
Sicuramente sua madre avrebbe bisogno di un percorso e un supporto psicologico. Tuttavia non possiamo forzare una persona ad intraprendere un percorso se lei per prima non è motivata a farlo.
Quello che però può fare è valutare lei per prima un supporto individuale al fine di potersi ritagliare uno spazio solo suo per elaborare tali vissuti, implementare le sue strategie di gestione del rapporto con sua madre, e trovare un spazio di riflessione su di sè.
Rimango a sua disposizione
Dott.ssa Alessia D'Angelo
Dott.ssa Minerva Medina-Diaz
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Cara ragazza, la sofferenza di sua madre ha sicuramente bisogno di aiuto psicologico, di comprensione e di tanta compassione. Farle sentire che lei la capisce, parlare insieme del suo passato, di quello che ha sofferto, risuonare con la sua sofferenza potrebbe essere una strada per portarla a farsi aiutare da uno psicoterapeuta.
(Non so quanti anni lei abbia e non la conosco, quindi non posso valutare se il prendersi cura della mamma in questo modo si troppo gravoso per lei...).
In bocca al lupo.
Dott. Stefano Ventura
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Gentile Amica,
una situazione davvero difficile!
Le darei due risposte: la prima riguarda lei che scrive. Ha bisogno del suo spazio e di proteggersi a questa situazione così dura. Forse prima che sua madre, lei stessa dovrebbe cercare aiuto per evitare che questa situazione le pesi in modo imprevedibile. non trascuri questo, è importante avere cura di sé.
La seconda, riguarda sua madre. Prima che cercare un altro terapeuta, credo che sia il caso di portarla a visita psichiatrica perché le manifestazioni che ci riporta - urla, labilità emotiva, aggressività - possono essere la spia di un disturbo psichiatrico su cui in prima battuta agire dal punto di vista farmacologico. Solo così, dopo essersi presi cura dell'umore di sua madre, si potrà affrontare una cura psicoterapeutica.

con i migliori auguri,
dr. Ventura
Dott. Gian Piero Grandi
Psicologo, Psicoterapeuta, Analista clinico
Torino
Buon giorno e grazie per la sua domanda. Descrive certamente una situazione non semplice in cui si percepisce evidente sofferenza. Come ha bene detto lei come famigliari potete provare a parlarle ma sarebbe opportuno individuare per la signora un terapeuta a lei adatto che la possa aiutare a meglio capire e conoscere quelli sono i suoi vissuti di disagio e di sofferenza. Cordialmente Gian Piero dott Grandi
Dott.ssa Giada Bruni
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Firenze
Buongiorno, è già molto prezioso che lei pensi di chiedere aiuto, può privare a consigliare a sua madre un percorso e se dovesse rifiutare, ciò non esclude che possa farlo lei, in modo da acquisire strumenti di gestione relazionale più efficaci.
Un caro saluto.
Giada Bruni
Dott. Gianpaolo Bocci
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Latina
Buongiorno,
proporre un percorso familiare sarebbe l'ideale.
Raggiungerebbe così due obiettivi:
- non far sentire sua madre stigmatizzata e colpevole o la malata che deve farsi curare. Questo potrebbe rendere più facile l'accesso ad un percorso;
- coinvolgere tutti coloro (che di fatto già sono coinvolti) che vivono questa situazione difficile.

Le auguro una buona giornata
Gianpaolo Bocci
Dott.ssa Laura Francesca Bambara
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Vizzolo Predabissi
Buongiorno,
Lei è una delle poche persone che ha avuto coraggio e sentore del disagio che sta vivendo in casa.
Sicuramente questa situazione incide su di lei, ma anche ad ogni singolo componente della famiglia.
È evidente e chiaro che la madre abbia bisogno di aiuto e di una seria presa in carico per approfondire e supportare questa sofferenza familiare.
Sono disponibile per aiuto e presa in carico. Cordiali saluti Dott.ssa Laura Francesca Bambara
Dott.ssa Fabiola Ribechini
Psicologo
Castelfiorentino
Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso una parte così intima e difficile della sua vita. Quando sono i genitori ad avere bisogno, i figli sentono il dovere di farsi carico della sofferenza finendo a volte per diventare i genitori dei propri genitori, ma quando ciò accade chi si prende cura del figlio? Capisco la sua sofferenza, non può "costringere" sua mamma ad affidarsi a uno specialista, ma potrebbe pensare lei di affidarsi a uno psicologo intanto, per cercare di gestire a livello emotivo questa situazione e le conseguenze che si porta dietro. Penso potrebbe essere utile valutare la possibilità di una terapia che coinvolga anche tutta la famiglia per imparare a gestire i momenti di difficoltà insieme, utilizzando un fronte comune, oltre ad aiutare nella comunicazione con sua madre.
Non demorda solo perché una volta ha iniziato un percorso da uno psicologo e non ha portato i frutti sperati, potrebbero esserci tantissime ragioni per questo. Provi a proporlo di nuovo a sua madre, con calma e senza paura della reazione. La tranquillizzi e cerchi di spiegarle che lei è preoccupata e la vuole solo aiutare e che capisce la sua sofferenza e che lei sta cercando di fare il possibile per quello che può per sua madre.
Ma si ricordi anche una cosa: non si dimentichi di prendersi cura anche di se stessa. Si prenda un po' di tempo per sé, affronti i suoi vissuti emotivi e li porti in un luogo protetto in cui lei può essere fragile, figlia amata e non colpevole.
Lei non ha colpa, sta facendo il possibile con i suoi strumenti e va bene così. Rivolgersi a questo blog è stato sicuramente un passo importante. Continui in questa direzione, un passo alla volta, anche se so quanto è difficile e faticoso, non molli!

Cordialmente,
Dott.ssa Fabiola Ribechini


Dott.ssa Giorgia Carletti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pistoia
Buongiorno, deve essere davvero molto doloroso per lei convivere con questa situazione così delicata. Sento anche la sua impotenza derivata dalle reazioni impulsive e autolesive di sua madre. Vi siete mai rivolti ad uno psichiatra per una valutazione e l'inserimento di un eventuale supporto farmacologico? E lei ha mai pensato di prendersi uno spazio tutto suo per elaborare i vissuti emotivi che questa pesante situazione suscitano in lei?
Le auguro che questi suggerimenti possano aiutarla. Un caro saluto
Dott.ssa Claudia Rea
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
salve, non deve essere semplice per lei vedere sua madre così e sentirsi quasi impotente, e allo stesso tempo sentirsi inglobata in questa situazione. Sarebbe opportuno che sua madre intraprendesse nuovamente un percorso con uno specialista, purtroppo però non si può scegliere per gli altri; ciò che può fare e scegliere lei stessa di intraprendere un suo personale percorso al fine di elaborare ciò che sta accadendo e non essere sopraffatta da questa situazione. rimango a disposizione, un saluto
Dott. Francesco Dello Ioio
Psicologo, Psicologo clinico
Cerreto Laziale
Buonasera. Intanto, mi dispiace per la situazione che sta vivendo e immagino la sua preoccupazione, la paura e l'impotenza. Credo che sua madre meriti accertamenti psichiatrici, grazie ai quali potrà iniziare una terapia farmacologica, magari supportata da un percorso psicologico. Quello che può fare è proporre in una chiave positiva e semplice, a partire da quelli che sono i bisogni di sua madre. Provi a mettersi nei suoi panni: può darsi che in questo momento ci siano una serie di cose che questa donna non vuole vedere - ed è una naturale conseguenza che si arrabbi e si senta perseguitata, se questo è il suo punto di vista. Ovviamente, il limite è che non si può costringere sua madre a fare qualcosa. Come le propongono anche i colleghi, può comunque iniziare a prendersi cura del proprio benessere, ritagliandosi uno spazio per se stessa, o trovare un compromesso con una psicoterapia familiare. Le auguro di risolvere questa situazione quanto prima, in modo che anche lei stia meglio. Un caro saluto, dott. Francesco Dello Ioio
Dott. Luca Pezzano
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Rosignano Marittimo
Buongiorno… Immagino le difficoltà nel gestire questa difficile situazione! Provando ad immedesimarsi mi sento come in un campo minato “il prossimo passo potrebbe far esplodere qualcosa”… Naturalmente la relazione con uno psicologo potrebbe giovare a sua madre! Non ne vedo però la disponibilità… Un altra strada potrebbe essere quello di consultare lei un professionista per aiutarla ad affrontare questa situazione che, mi pare, incominci a pesarle…
Dott.ssa Elisa Cantone
Psicologo, Psicoterapeuta
Cagliari
Salve, ti ringrazio per aver condiviso con tutti noi i tuoi vissuti così sofferenti. Il mio invito e iniziare a concentrarti su di te, cioè intraprendi tu un percorso personale che ti permetta di mettere la giusta distanza tra te e i vissuti di tua madre. è vero che il suo disagio sta ricadendo su tutti voi e che avrebbe da prendersene cura ma come avrai visto tu per prima non si può costringere una persona a cambiare o a lavorare su di sè se non si sente pronta. puoi invece fare qualcosa tu per te stessa, per trovare una tua dimensione, per trovare nuove soluzioni per portare fuori da te la sofferenza che hai vissuto sino a oggi. hai già fatto un primo passo scrivendo in questa piattaforma, vedi quale è il prossimo passo che ti va di fare per te stessa.
Un caro saluto, Elisa Cantone
Dott.ssa Francesca Ape
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Salve,
la ringrazio molto per quello che ha condiviso con noi. La situazione che ci presenta è molto delicata e posso immaginare quanto faticosa possa essere per lei ed i suoi cari.
Sarebbe opportuno che sua madre si sottoponga a degli accertamenti psichiatrici e poi, eventualmente, iniziare anche un percorso psicologico.
Purtroppo non possiamo costringere gli altri a fare ciò che non desiderano, in questo senso quindi credo sia molto importante per lei, come figlia e donna, prendersi cura di sé stessa. Consiglierei quindi di iniziare un percorso psicologico, che possa sostenerla e supportarla in questo difficile momento.
E chi lo sa, forse, per sua madre vederla raggiungere una serenità interiore la spingerà ad intraprendere anche lei questo percorso.
Qualora avesse bisogno, può contattarmi in qualsiasi momento.
La saluto e le faccio il mio in bocca al lupo.
Dott.ssa Francesca Ape
Dott.ssa Marzia Porcelli
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve,
stare accanto ad un genitore che mostra difficoltà non è certo semplice. Mi sembra importante che lei si interroghi su come aiutare questa mamma ma parallelamente sostengo che sia molto importante che anche lei possa trovare uno spazio suo in cui portare le proprie difficoltà e nel trovare il modo migliore per gestirle.
Se ha bisogno di qualche chiarimento e informazione resto a disposizione.
Saluti
Dott.ssa Porcelli
Dott.ssa Marianna Pasello
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Ferrara
Gentilissima,
la quotidianità per voi familiari immagino sia veramente difficile. La mamma ha certamente vissuto situazioni traumatizzanti nel suo passato, e questo la porta ad avere la necessità di controllare e distorcere la realtà in modo che essa sia conforme a quella che vuole lei (e che non la fa crollare). Tale atteggiamento comporta che manipoli i familiari, probabilmente ognuno ha il proprio e diverso ruolo. Quello che posso consigliare a te è di intraprendere un percorso tuo, finalizzato a comprendere come gestire la situazione, come schermarti per non esserne sopraffatta. Il terapeuta che ti aiuta può capire se ci sono gli estremi affinchè anche la mamma possa essere aiutata e da chi (esempio: sedute 'familiari' in cui emerge il suo bisogno, che può essere di sostegno psicologico e/o psichiatrico)
Spero di averti dato qualche spunto

Marianna Pasello
Dott.ssa Silvia Bianchi
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Buon giorno, non è affatto facile affrontare questa situazione e per fortuna hai già una parziale chiarezza che quello che sta accadendo non è colpa tua ma è un disagio della mamma che richiederebbe un aiuto al CSM della zona forse o anche un consulto da uno psichiatra oltre allo psicologo-psicoterapeuta. Concordo con i miei colleghi che non si può costringere qualcuno, in questo caso la mamma , a fare qualcosa che non vuole fare( a parte in casi nei quali c'è rischio per la propria vita e per quella degli altri, ma anche in questi casi è lo psichiatra a decidere semmai ) Se c'è una speranza che la mamma si motivi a farsi aiutare nella sua sofferenza e disagio che impatta in modo così importante anche la famiglia è rispondendo ad un suo bisogno e quindi proponendole un aiuto e un supporto alla sua sofferenza ( visto che nominare quella degli altri la fà sentire in colpa pare) solo quando e se manifesta lei stessa , anche a parole. Non sono lì con voi per cui non so cosa dice la mamma ma a titolo solo di esempio se la mamma dicesse " basta , io così non ce la faccio più sto troppo male" proprio in quell'istante sarebbe importante sinceramente provare a rispondere qualcosa tipo" mamma vuoi che cerchiamo qualcuno che ti può aiutare a stare meglio? Cerchiamolo assieme così in effetti stai soffrendo troppo , cerchiamo una via d'uscita da qualcuno che ci possa aiutare. Qualcosa del genere in risposta ad un suo riconoscimento e un suo bisogno, se ci sono momenti nei quali la mamma lo riconosce. Difficile dire le frasi giuste qui sul sito e senza conoscere la situazione ,ma se c'è una speranza credo sia rispondendo ad un bisogno della mamma. Detto questo penso anche io, come già scritto dai miei colleghi che la situazione fà soffrire anche te( non ci dici quanti anni hai) e che quindi uno spazio anche per te, con un professionista, per elaborare il dolore e tutto il resto potrebbe essere di grande aiuto. Forse potresti intanto fare un primo colloqui tu con un professionista che ti possa all'inizio anche solo supportare nella situazione pratica per comprendere assieme se ci sono strategie di aiuto a te e tutta la famiglia ? Buona giornata intanto , Dott.ssa Bianchi
Dott.ssa Monica D'Ettorre
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
La situazione che descrivi è estremamente complessa e carica di tensione emotiva. Voglio innanzitutto riconoscere il tuo coraggio nel cercare aiuto e nel voler comprendere come affrontare questa situazione con tua madre. È evidente che ti trovi in un ambiente difficile, dove ti senti responsabile del benessere di tua madre, ma questo ti mette anche sotto pressione e ti porta a sacrificare i tuoi bisogni e il tuo equilibrio emotivo.

Ci sono alcuni aspetti chiave da considerare e strategie che potrebbero aiutarti a navigare questa dinamica familiare.

Uno degli aspetti fondamentali da affrontare è il bisogno di stabilire confini chiari. È importante ricordare che, per quanto tu voglia aiutare tua madre, non sei responsabile delle sue emozioni o delle sue reazioni. Questa è una distinzione cruciale per proteggere il tuo benessere.

Strategie pratiche:
Quando tua madre ha una crisi, cerca di mantenere un atteggiamento calmo e neutrale, evitando di alimentare lo scontro. Ad esempio, usa frasi come: "Capisco che ti senti così, ma non posso prendermi la colpa per questo".
Se possibile, allontanati fisicamente dalla situazione quando senti che le cose stanno degenerando. Prendere spazio non significa abbandonarla, ma proteggere te stessa.

3. Proporre un supporto terapeutico
Convincere tua madre a riprendere un percorso terapeutico potrebbe essere difficile, soprattutto se non è disposta a riconoscere il problema. Tuttavia, ci sono modi per affrontare l’argomento in modo meno diretto e potenzialmente meno conflittuale.


Oltre a cercare di aiutare tua madre, è fondamentale che tu ti prenda cura del tuo benessere emotivo. Vivere costantemente in un ambiente così carico di tensione può avere un impatto negativo sulla tua salute psicologica.

Considera un supporto per te stessa.
Se possibile, valuta l’idea di parlare con uno psicologo. Questo potrebbe aiutarti a elaborare i tuoi sentimenti e a costruire strategie per affrontare la situazione.
Coltiva la tua indipendenza emotiva: Trova spazi o attività che ti permettano di sentirti te stessa, libera dalla pressione di gestire le emozioni di tua madre.

Infine, è importante accettare che non puoi cambiare tua madre se lei non è pronta a lavorare su se stessa. Quello che puoi fare è proteggere la tua salute mentale, mantenere i tuoi confini e cercare di interagire con lei in modo che non ti trascini nel suo schema distruttivo.


Tu hai il diritto di vivere in un ambiente emotivamente sano e sicuro.
Spero che tu possa trovare un modo per iniziare a parlare con qualcuno che ti aiuti a navigare questa situazione. A tua disposizione Dott.ssa Monica D'Ettorre
Dott. Giorgio De Giorgi
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Gent.ma Buonasera,

Mi rendo conto che la situazione che sta descrivendo deve essere estremamente dolorosa e frustrante, sia per lei che per i suoi familiari. La difficoltà di confrontarsi con una madre che vive in un’emotività così esplosiva, a volte violenta, e la sua tendenza a rimanere intrappolata in un ciclo di colpevolizzazione è certamente un carico emotivo pesante.
La sua intenzione di aiutarla e la sua consapevolezza del bisogno di un supporto psicologico sono molto importanti, ma mi sembra che lei stia già affrontando un grande dilemma: come proporre un aiuto senza che la madre reagisca con difesa o rifiuto. Spesso, in questi casi, le persone che affrontano difficoltà emotive così forti si sentono vulnerabili e temono di essere giudicate. Ma ciò non toglie che il suo desiderio di proporre una cura sia molto valido.
Forse potrebbe essere utile riflettere su come e quando introdurre questo argomento, magari cercando un momento di relativa calma in cui sia meno probabile che la discussione sfoci in conflitto. Potrebbe considerare di esplorare le sue emozioni su questo tema e chiedersi come si sente quando prova a parlarle, cosa prova prima, durante e dopo una conversazione simile.
Ricordo che anche se il suo sforzo di prendersi la colpa potrebbe dare un’apparenza di tranquillità momentanea, è importante non farlo in modo permanente, perché a lungo termine potrebbe solo alimentare il ciclo disfunzionale di comunicazione.
È sicuramente una situazione complessa, e ogni approccio deve essere attento e rispettoso dei limiti emotivi di entrambe le parti. Le domande che potrebbe farsi riguardano anche il suo benessere: come può prendersi cura di sé in mezzo a tutto questo? Cosa potrebbe fare per proteggere la sua energia emotiva?

Un caro saluto.

Dr. De Giorgi Giorgio
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Salve, la ringrazio per aver condiviso una parte così complessa e dolorosa della sua esperienza familiare. Quello che sta vivendo è molto difficile e, leggendo le sue parole, si percepisce chiaramente quanto lei sia una persona sensibile, attenta e profondamente provata da una situazione che va avanti da tempo. In un contesto simile è normale sentirsi impotenti, frustrati e a volte anche colpevoli, pur non avendo alcuna reale responsabilità. La condizione che descrive sembrerebbe coinvolgere una disregolazione emotiva importante da parte di sua madre, associata a reazioni di forte intensità, difficoltà nel contenere il vissuto emotivo e una tendenza a spostare verso l’esterno la responsabilità dei propri stati interiori. In un’ottica cognitivo-comportamentale, questo tipo di funzionamento può derivare da schemi appresi nel tempo, spesso in risposta a traumi o ambienti familiari disfunzionali. È possibile che sua madre, nella sua storia, non abbia mai imparato strategie efficaci per gestire la frustrazione, il dolore o il senso di fallimento, e che oggi questi vissuti esplodano in forma disorganizzata, caotica e a tratti autodistruttiva. Lei, da figlia, si trova in una posizione estremamente complessa. Sta cercando, da sola, di mantenere un equilibrio familiare che però rischia di travolgerla. È importante dirlo chiaramente: non è suo compito né responsabilità curare o contenere sua madre. Capisco bene che quando si ama una persona si cerchi di proteggerla, ma se questo comporta il dover rinunciare a se stessi, accettando la colpa ingiustamente o subendo forme di violenza psicologica, allora c'è bisogno urgente di porre dei confini. I comportamenti che sua madre mette in atto, come le urla, l’autolesionismo o l’accusa costante verso i familiari, possono essere letti come un modo disfunzionale per ottenere rassicurazione, vicinanza, controllo o semplicemente un sollievo momentaneo dal proprio malessere. Ma queste modalità, se non interrotte, rinforzano un circolo vizioso che peggiora il clima familiare e logora i rapporti. In terapia cognitivo-comportamentale parliamo spesso di questi circoli viziosi e lavoriamo per interromperli attraverso strategie di regolazione emotiva, comunicazione assertiva e riconoscimento dei propri schemi. Il fatto che lei abbia pensato di proporre un aiuto psicologico è molto significativo, ma capisco il timore che una simile proposta venga vissuta da sua madre come un attacco o una critica. In questi casi può essere utile non porre la questione in termini di “tu hai un problema” ma spostare l’attenzione su di sé, con messaggi del tipo: “Io mi sento molto in difficoltà quando litighiamo in questo modo, mi farebbe sentire più tranquilla se potessimo avere un supporto per comunicare meglio tra di noi.” Questo tipo di comunicazione, più centrata su di sé che sull'altro, può ridurre la percezione di minaccia e aumentare le probabilità che l’altro ascolti. Detto ciò, è fondamentale anche che lei stessa possa avere uno spazio sicuro in cui elaborare ciò che sta vivendo. Se possibile, le suggerisco di intraprendere un percorso psicoterapeutico individuale. Un terapeuta può aiutarla a rafforzare le sue risorse, a non farsi sopraffare dai sensi di colpa e a capire come proteggere la propria salute emotiva. In certi contesti familiari, infatti, il rischio maggiore è quello di dimenticarsi di sé per cercare di salvare l’altro. Ma nessuno può essere di reale aiuto agli altri se prima non si prende cura di sé. Non si colpevolizzi per non riuscire a cambiare questa situazione. Sta facendo già molto. E ricordi che chiedere aiuto, per sé o per un familiare, non è un atto di resa ma di grande lucidità e coraggio. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dr. Leopoldo Tacchini
Psicologo, Psicologo clinico
Figline Valdarno
Gentile.. mi dispiace per la sua situazione. Un caso simile fa sentire in colpa a prescindere. Gli elementi descritti non sono sufficienti a porre un'ipotesi diagnostica, tuttavia due aspetti sono da approfondire. Il primo è se sua madre sia in tale sofferenza da necessitare di un aiuto psichiatrico. Sicuramente ci sono elementi evidenti di ansia e depressione, andrebbe valutato anche l'esame di realtà. L'altro aspetto è se queste crisi con elementi isterici abbiano proprio lo scopo di farvi sentire in colpa. In questo caso la terapia corretta sarebbe proprio di cambiare le vostre reazioni, se necessario addirittura arrivando ad ignorare certe manifestazioni inaccettabili. E' chiaro che lei che scrive ha bisogno di un aiuto. Ad esempio effettuando alcune sedute con un terapista strategico potrebbe imparare alcune modalità di comportamento verso sua madre che, anche se apparentemente strane e paradossali, potrebbero migliorare la situazione. Senza con ciò negare la sofferenza di sua madre che deve essere aiutata con una cura adeguata. Spesso sono proprio le persone che hanno più bisogno che rifiutano una cura.

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