Salve, il mio Bimbo di quasi 6 mesi si sveglia di continuo la notte piangendo e si calma solo se lo
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Salve, il mio Bimbo di quasi 6 mesi si sveglia di continuo la notte piangendo e si calma solo se lo attacco al seno. Si riaddormenta e dopo un ora siamo punto e a capo! Consigli? Cosa posso fare per migliorare il suo e il mio sonno? Grazieee
Buongiorno signora, nei bambini i risvegli notturni sono fisiologici e durano pochi secondi; è necessario non intervenire subito quando il bambino da i primi segnali di risveglio per permettergli di riaddormentarsi da solo. Probabilmente il suo bimbo ha appreso a riaddormentarsi con il seno e al risveglio successivo si aspetta di ritrovarlo. Consiglio: cerchi di insegnargli a riaddormentarsi da solo senza elementi esterni (seno, ciuccio etc.). Cordialmente
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Buongiorno, lei chiede un consiglio su una questione molto complessa. E molto difficile trovare una soluzione semplice al suo quesito. Si tratta della sintonizzazione tra madre e figlio, trovare le risposte adeguate al pianto notturno di un bambino richiede un'approfondimento del suo contesto relazionale. È una questione che coinvolge lei in prima persona ma anche le risposte che lei come madre riesce ad attivare intorno a sé con altri adulti di riferimento. Mi riferisco al padre del bimbo, e altri familiari e non.
Buonasera Signora,
comprendo quanto la situazione di cui ha scritto coinvolga non solo il piccolo ma l'intera famiglia e risulti di difficile gestione.
Premesso che sarebbe necessario approfondire la situazione, poiché qualsiasi consiglio o intervento va sempre calato sulla specifica coppia genitore-bambino, provo a darle qualche suggerimento pratico.
Inizi a seguire degli orari e delle routine regolari durante il giorno e provi a mettere il piccolo nella culla quando è ancora sveglio (il bambino deve imparare ad addormentarsi da solo, senza l’intervento dei genitori).
Se il bambino fa dei pasti regolari durante il giorno, dopo i 4-6 mesi non ha più bisogno di essere alimentato la notte ad ogni risveglio. Quando il bambino si sveglia, invece, non si precipiti subito da lui, ma provi ad aspettare (es. 30 secondi). Entri dunque nella stanza, non accenda le luci e non lo prenda in braccio, lo tranquillizzi interagendo minimamente con lui: cerchi di calmarlo con voce bassa, magari cullandolo un pò nel lettino e si allontani dalla stanza prima che il piccolo si sia completamente addormentato. Ad ogni chiamata successiva, allunghi l’intervallo di tempo, passando prima a 1 minuto, poi due minuti e così via, finché il bambino si addormenta da solo. La notte successiva, raddoppi il tempo d’attesa e continui così.
Soprattutto, non si preoccupi e non si faccia venire sensi di colpa per non intervenire ogni volta che il bambino piange: il piccolo non avrà problemi e, anzi, con il tempo instaurerà un corretto ritmo del sonno!
Cordiali saluti
comprendo quanto la situazione di cui ha scritto coinvolga non solo il piccolo ma l'intera famiglia e risulti di difficile gestione.
Premesso che sarebbe necessario approfondire la situazione, poiché qualsiasi consiglio o intervento va sempre calato sulla specifica coppia genitore-bambino, provo a darle qualche suggerimento pratico.
Inizi a seguire degli orari e delle routine regolari durante il giorno e provi a mettere il piccolo nella culla quando è ancora sveglio (il bambino deve imparare ad addormentarsi da solo, senza l’intervento dei genitori).
Se il bambino fa dei pasti regolari durante il giorno, dopo i 4-6 mesi non ha più bisogno di essere alimentato la notte ad ogni risveglio. Quando il bambino si sveglia, invece, non si precipiti subito da lui, ma provi ad aspettare (es. 30 secondi). Entri dunque nella stanza, non accenda le luci e non lo prenda in braccio, lo tranquillizzi interagendo minimamente con lui: cerchi di calmarlo con voce bassa, magari cullandolo un pò nel lettino e si allontani dalla stanza prima che il piccolo si sia completamente addormentato. Ad ogni chiamata successiva, allunghi l’intervallo di tempo, passando prima a 1 minuto, poi due minuti e così via, finché il bambino si addormenta da solo. La notte successiva, raddoppi il tempo d’attesa e continui così.
Soprattutto, non si preoccupi e non si faccia venire sensi di colpa per non intervenire ogni volta che il bambino piange: il piccolo non avrà problemi e, anzi, con il tempo instaurerà un corretto ritmo del sonno!
Cordiali saluti
Buongiorno signora, i risvegli notturni nei bambini sono fisiologici fino ai 3 anni, quando il loro sonno comincia ad assomigliare a quello di noi adulti. Non vi sono soluzioni preconfezionate, e per lei può essere faticoso non riuscire a riposare abbastanza. Le offro uno spunto di riflessione che può apparire controcorrente: provi a pensare all'allattamento come uno strumento "magico" che lei ha per riaddormentare suo figlio. È difficile poterle dire con certezza come mai suo figlio si sveglia di frequente, potrebbero essere fastidi passeggeri o il fatto che abbia bisogno del suo contatto, è quindi potrebbe forse aiutarla una riorganizzazione delle vostre abitudini. Mi permetto di sconsigliare metodi alla Estivill, seppur molto in voga, dal momento che l'autore stesso ha ritrattato i suoi scritti. Cordiali saluti
Buonasera signora, condivido molte delle riflessioni fatte dalla collega di Genova e vorrei solo aggiungerne poche altre per darle anche il mio contributo. Molti studi hanno dimostrato che l'allattamento a richiesta e il sonno condiviso favoriscono sia l'attaccamento madre-bambino sia l'armonizzazione dei ritmi del sonno di entrambi. La mamma acquista una maggiore esperienza nel cogliere e nel rispondere ai bisogni del suo piccolo e sia l'una che l'altro riescono a dormire meglio. Inoltre l'ormone che ha un effetto rilassante nel bambino, la prolattina, viene prodotto in quantità maggiore la notte. E' difficile rispondere al perchè il suo bimbo si svegli più volte la notte i motivi possono essere numerosi- bisogno di contatto-rassicurazione - fase di sviluppo - inizio dello svezzamento- sogni- sta di fatto che il seno ha il potere di tranquillizzare il suo bimbo e lei.
Cordiali saluti
Cordiali saluti
Gentile Signora,
Ha provato a stabilire una routine da ripetere ogni giorno? Una sorta di sequenza di eventi da ripetere sempre nello stesso ordine: ad esempio, iniziare a parlare a voce più bassa nel tardo pomeriggio, spegnere TV, radio etc, fare il bagnetto sempre alla stessa ora, poi chiudere le persiane in modo da creare la differenza con la luce del giorno, creare un ambiente a luci soffuse, fare la pappa e l’ultima poppata sempre alla stessa ora e nello stesso posto. Provi anche a far in modo che il pisolino pomeridiano avvenga in un luogo diverso da quello in cui il bimbo dorme durante la notte.
Questi piccoli accorgimenti contribuiranno a far si’ che il suo bimbo riconosca la differenza tra il giorno e la notte e ad armonizzare il ritmo sonno-veglia. Tenga comunque presente che, a quest’eta’, il sonno dei bambini può essere disturbato da una moltitudine di fattori: anche un banale dentino che sta per spuntare, un raffreddore o un qualsiasi malessere provocano lo spavento del bimbo che ricerca, di conseguenza, il contatto con la mamma. Il seno è il mezzo più potente che ha per accogliere subito il suo bisogno e rassicurarlo.
Saluti,
GF
Ha provato a stabilire una routine da ripetere ogni giorno? Una sorta di sequenza di eventi da ripetere sempre nello stesso ordine: ad esempio, iniziare a parlare a voce più bassa nel tardo pomeriggio, spegnere TV, radio etc, fare il bagnetto sempre alla stessa ora, poi chiudere le persiane in modo da creare la differenza con la luce del giorno, creare un ambiente a luci soffuse, fare la pappa e l’ultima poppata sempre alla stessa ora e nello stesso posto. Provi anche a far in modo che il pisolino pomeridiano avvenga in un luogo diverso da quello in cui il bimbo dorme durante la notte.
Questi piccoli accorgimenti contribuiranno a far si’ che il suo bimbo riconosca la differenza tra il giorno e la notte e ad armonizzare il ritmo sonno-veglia. Tenga comunque presente che, a quest’eta’, il sonno dei bambini può essere disturbato da una moltitudine di fattori: anche un banale dentino che sta per spuntare, un raffreddore o un qualsiasi malessere provocano lo spavento del bimbo che ricerca, di conseguenza, il contatto con la mamma. Il seno è il mezzo più potente che ha per accogliere subito il suo bisogno e rassicurarlo.
Saluti,
GF
Gent.ma signora, grazie per il suo quesito. Anzitutto ricordi che questa fase è temporanea, non sarà sempre così e potrete entrambi riposare meglio. Regoli bene le quantità di cibo che il suo bimbo assume nei pasti serali e nel pre-addormentamento. Se ben nutrito, ormai in fase di svezzamento, non avrà necessità di pasti notturni. Potrà riaddormentarsi in breve anche solo con un po' di contatto o col ciuccio o con una tisana naturale..non tema di cambiare le abitudini e di dire no quando non se la sente di allattare, i risvegli dureranno meno e potrete riposare meglio. E di mattina avrà più latte per il suo bimbo. Cari auguri.
Gentile signora,
non si può rispondere al suo quesito senza prima aver sottoposto lo stesso alla attenzione del pediatra e senza effettuare un' osservazione della interazione tra lei, il padre e il bambino. Osservando l'interazione normale (in ambulatorio) tra voi, potremmo comprendere qualcosa della specificità della triade madre-bambino-padre e della specifica relazione di accudimento che si è instaurata. Insieme potremmo riflettere su possibili motivi e strategie di risoluzione. Winnicott, un famosissimo pediatra e analista parlava di madre "sufficientemente buona" come quella che esaudisce un po' i bisogni del piccolo (nel suo caso bisogno di latte e consolazione frequente) e un po' i propri (nel suo caso poter riposare non rispondendo a tutte le richieste). Di solito, escludendo particolari problemi fisici del bambino, si può lavorare per sintonizzarci insieme su una responsività che sia una via di mezzo tra questi due poli, cercando di costruire un clima di educazione ottimale (che serve proprio per prevenire il cronicizzarsi di capricci infantili).
La saluto cordialmente,
Federica Guerrini
non si può rispondere al suo quesito senza prima aver sottoposto lo stesso alla attenzione del pediatra e senza effettuare un' osservazione della interazione tra lei, il padre e il bambino. Osservando l'interazione normale (in ambulatorio) tra voi, potremmo comprendere qualcosa della specificità della triade madre-bambino-padre e della specifica relazione di accudimento che si è instaurata. Insieme potremmo riflettere su possibili motivi e strategie di risoluzione. Winnicott, un famosissimo pediatra e analista parlava di madre "sufficientemente buona" come quella che esaudisce un po' i bisogni del piccolo (nel suo caso bisogno di latte e consolazione frequente) e un po' i propri (nel suo caso poter riposare non rispondendo a tutte le richieste). Di solito, escludendo particolari problemi fisici del bambino, si può lavorare per sintonizzarci insieme su una responsività che sia una via di mezzo tra questi due poli, cercando di costruire un clima di educazione ottimale (che serve proprio per prevenire il cronicizzarsi di capricci infantili).
La saluto cordialmente,
Federica Guerrini
Gentile signora, concordo con quanto detto dalle due colleghe che mi hanno preceduto. Cerchi di capire insieme al suo pediatra se in questa fase di svezzamento il bimbo cresce regolarmente ed è alimentato a sufficienza; il bimbo potrebbe preferire il suo latte rispetto agli altri alimenti in quanto ha anche un effetto consolatorio.Tuttavia l'allattamento al seno a richiesta diventa più impegnativo dopo i primi sei mesi, soprattutto la notte. Valuti serenamente l'idea di cambiare abitudini, mediando tra i suoi bisogni e quelli del bambino. Cordiali saluti, Antonella Maffettone
non lo attacchi continuamente al seno
non fa bene ne a lui ne a lei
non fa bene ne a lui ne a lei
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