Mi sono trasferita nella città del mio ragazzo per stare con lui e per lavoro. Faccio una premessa

24 risposte
Mi sono trasferita nella città del mio ragazzo per stare con lui e per lavoro.
Faccio una premessa: provengo da una famiglia dove le cose si fanno sempre insieme, mia madre non ha amiche e idem mio padre. Vivono in simbiosi uno per l'altro e hanno trovato così il loro equilibrio, e sono certa che questa visione distopica ha influenzato il mio modo di vedere le relazioni.
Prima del trasferimento ho chiuso una relazione di 7 anni, dove l'altra persona "incarnava" gli ideali di mio padre, e i miei. Ci vedevamo SEMPRE, ma a causa della distanza il sentimento è venuto meno, oltre che altri eventi.
Mi sono nuovamente innamorata, come dicevo prima, per poi trasferirmi. Conviviamo da 1 anno. Sono entrata nella sua vita, e gliel'ho sconvolta. Lui però è stato molto bravo a cercare di tenere vive alcuni aspetti della sua vita prima della convivenza, tra cui uscire con amici ecc.
Io so che sbaglio, so che non è giusto, so che in questo modo faccio vivere una relazione tossica, ho bisogno di aiuto, ma lo vorrei quasi tutto per me. Quando esce, non sono serena. Ho bisogno del controllo di sapere dov'è.
So che sbaglio, giuro. So che è dovuto alla mia famiglia.
Ora non posso permettermi sedute dallo psicologo, so che ne gioverei.
So anche che farmi amicizie aiuterebbe, ne ho poche ma sono qui da poco. Ho pochissimi hobby, so che dovrei cercarne altri.
Ma a prescindere da ciò, voglio che mi venga automatico lasciarlo andare, senza poi aspettarlo piangendo.
Vi prego, datemi dei consigli
Dr. Michele Scala
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
Gentile utente,
la sua consapevolezza è un primo passo prezioso, ma per spezzare il modello di dipendenza emotiva ereditato è necessario agire in modo strategico. La terapia breve potrebbe aiutarla a rompere il circolo vizioso che alimenta il bisogno di controllo e l'ansia associata all’autonomia del suo partner. Un esercizio pratico potrebbe essere sperimentare gradualmente il "lasciar andare", cominciando con brevi momenti in cui si impegna in attività piacevoli o distraenti mentre lui è fuori, così da creare una distanza emotiva gestibile.

In parallelo, potrebbe allenarsi a rinunciare al controllo adottando piccoli rituali: quando sente il bisogno di sapere dov’è, provi a rimandare l’impulso di controllare per 15 minuti, aumentando gradualmente il tempo. Questo le permetterà di gestire meglio l’ansia e ridurre la dipendenza. Infine, investire nel costruire una sua rete sociale e nuovi hobby non è solo utile, ma essenziale per ricostruire un equilibrio personale che non dipenda esclusivamente dal partner.
Agendo su questi aspetti, potrà avvicinarsi all’automatismo che desidera, senza rimanere bloccata nel modello appreso.

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Dott.ssa Ilaria Bresolin
Psicologo, Neuropsicologo
Breda di Piave
Gentile utente, grazie per la sua condivisione.
Capisco che si trova in una situazione che vorrebbe modificare e che sicuramente non la fa star bene. Di certo il modello dei suoi genitori può aver influenzato il suo modo di percepire la relazione con il suo partner, così come le relazioni al di fuori di quelle amorose.
A partire da questo però ricordiamo sempre che, se i modelli che abbiamo imparato ad apprendere durante la nostra infanzia non ci sono più d'aiuto ma ci causano troppa sofferenza, possiamo lasciarli andare e sostituirli con modalità di relazione che per noi sono funzionali. Non sarà un processo semplice proprio perché lei ha vissuto per anni con un determinato modello, ma sarà possibile.
Capisco dalle sue parole che razionalmente sa cosa può essere più adeguato per lei, ma fa fatica a sentirlo "suo", a sentirlo anche nella pancia, per capirci.

La lascio con delle riflessioni sperando che possano essere un primo passo per raggiungere il suo benessere: lei ne ha parlato di questo al suo partner? Se sì, cosa le ha detto per farla stare più tranquilla? Se no, perché non provarci? Potrebbe essere un'occasione di apertura e avvicinamento della coppia.
Proviamo poi a trovare dei micro-obiettivi che si possono raggiungere più facilmente, in modo tale che abbiate tutti e due del tempo da dedicare a voi stessi al di fuori della relazione e che inevitabilmente la andrà ad influenzare in modo positivo: dedicare del tempo a lei stessa e a ciò che le piace, oppure ancora come ha detto lei il fatto di farsi delle nuove amicizie e di cimentarsi in nuove attività.
Forse sarà necessario anche modificare un pochino l'obiettivo finale, non è detto che le verrà sempre automatico il fatto di non soffrire quando il partner uscirà con gli amici, ma lo si può rendere sopportabile, accettabile, tollerabile.

Spero di esserle stata d'aiuto,
Dott.ssa Ilaria Bresolin
Dott.ssa Agne Rumi
Psicologo, Psicologo clinico
Dalmine
Capisco il tuo disagio, ed è importante riconoscere che sei già molto consapevole delle tue difficoltà. Per iniziare, prova a coltivare uno spazio tutto tuo: hobby, amicizie o interessi che ti diano indipendenza e sicurezza. Lavora sulla fiducia, ricordando che amare non significa possedere, ma condividere. Quando senti ansia, usa tecniche di rilassamento come il respiro profondo o il journaling. Infine, prenditi tempo: ogni piccolo passo verso una relazione più equilibrata è un successo. Sei già sulla strada giusta!
Dott.ssa Janira Marangi
Psicologo, Psicologo clinico
San Giorgio Ionico
Cara Utente,

Grazie per aver condiviso una situazione così intima e complessa. Il fatto che tu abbia riconosciuto la difficoltà e sia motivata a migliorare è già un passo fondamentale. È normale che il contesto familiare in cui siamo cresciuti influenzi il modo in cui viviamo le relazioni, ma questo non significa che non si possa cambiare e costruire un equilibrio diverso, più adatto a te.

Ti trovi in una fase delicata: una nuova città, poche amicizie e un legame affettivo che rischia di diventare il tuo unico punto di riferimento. Questo è comprensibile, ma può essere utile iniziare a dedicarti anche a te stessa. Per esempio, trovare attività che ti interessino, anche piccole cose come esplorare la città, leggere un libro o provare un nuovo hobby, può aiutarti a rafforzare il tuo senso di indipendenza e a darti un tempo di qualità personale.

Allo stesso tempo, cercare di costruire nuove relazioni locali, anche se all’inizio potrebbe sembrare complicato, potrebbe farti sentire più radicata. Non devono essere grandi gesti: un corso, un’attività di gruppo o semplicemente iniziare a frequentare ambienti diversi possono offrirti l’opportunità di allargare la tua rete sociale.

Quando ti trovi sopraffatta dal bisogno di controllo, può essere utile sfidare te stessa. Prova a tollerare momenti in cui non sai cosa sta facendo il tuo compagno, partendo da brevi lassi di tempo, e pian piano allungandoli. Questo può aiutarti a scoprire che il tempo separati non intacca il valore della vostra relazione, ma può invece rafforzarla.

Infine, è importante essere indulgenti con te stessa. Il cambiamento richiede tempo e non è lineare: ci saranno momenti di progresso e momenti di difficoltà, ed entrambi sono normali. Se in futuro avrai la possibilità di intraprendere un percorso psicologico, questo potrà offrirti un ulteriore supporto per comprendere meglio le dinamiche che hai vissuto e trovare strategie più efficaci per affrontarle.

Un caro saluto,
Dott.ssa Janira
Dott.ssa Elisa Fiora
Psicologo, Psicologo clinico
Busto Arsizio
Buongiorno,
sono molto dispiaciuta per la situazione. Mi sembra che abbia ragionato molto sulla sua condizione e sulle cause della sua visione delle relazioni, ciò dimostra che possiede delle buone risorse a cui affidarsi. Le consiglio di rivolgersi ad uno specialista, magari di un consultorio in modo da poter avere almeno un breve percorso di supporto gratuito.
Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
Dr. Marco Cenci
Psicologo, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno,
Purtroppo non ci sono consigli che possano portare un reale cambiamento. L'unica strada per il cambiamento è fare un lavoro profondo su noi stessi.
Dott. Marco Cenci
Dott.ssa Ilaria Ammirati
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Salve gentile Utente, dalla situazione che lei descrive emerge il forte disagio che lei prova. È importante l’osservazione che lei ha fatto sulle sue reazioni emotive alle uscite del suo partner. Ritengo che si debba andare più a fondo, capire da dove nasca questa angoscia che prova. Le consiglio di attenzionare i suoi pensieri durante l’attesa angosciante del ritorno del suo partner, focalizzandosi sulle emozioni che prova e i pensieri che sorgono. Sicuramente, come affermato da lei, un percorso psicologico le può far bene, soprattutto per comprendersi senza giudizio, accertarsi e affrontare momenti di forte disagio. Sicuramente hobby e amicizie potrebbero aiutarla a comprendere che il ritagliarsi spazi privati dalla coppia non è un sintomo di abbandono o di altri fattori sfrustranti.
Resto a disposizione
Ilaria Ammirati
Dott.ssa Serena Salafia
Psicoterapeuta, Psicologo
Cadoneghe
Buonasera, grazie per la condivisione. è comprensibile la fatica che sta vivendo in questo momento e, come diceva anche lei, ci sono diversi aspetti che possono portare a vivere la sua situazione in questo modo. Non ci sono risposte che vadano bene per tutti ma è possibile capire nel suo caso specifico che cosa la influenza. Ha già in mente che avere amicizie e hobby potrebbe esserle d'aiuto, e questa è una sua risorsa!
Resto a disposizione
Dott.ssa Maria Carla del Vaglio
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Napoli
Mi rendo conto di quanto sia difficile affrontare queste emozioni e pensieri contrastanti. La situazione che descrive sembra derivare da un modello di attaccamento che si è radicato nel tempo, influenzato dalle dinamiche familiari e dalle esperienze precedenti. Nonostante il dolore e la frustrazione, il fatto che lei riconosca i propri sentimenti e desideri cambiare è già un passo importante verso un miglioramento.

La prima cosa che può aiutarla è iniziare a distinguere tra il suo bisogno di sicurezza emotiva e il controllo che tende a esercitare sulla relazione. Questi due aspetti non coincidono: il primo è naturale e umano, il secondo è una reazione che, come sta già notando, rischia di alimentare tensioni e insicurezze reciproche.

Sarebbe utile provare a costruire uno spazio personale che la aiuti a sentirsi più autonoma e soddisfatta. Iniziare con piccole cose come dedicare del tempo a sé stessa, esplorare nuovi hobby o interessi, e cercare gradualmente di ampliare la sua rete sociale, può ridurre la pressione emotiva che sente nei confronti del suo compagno. Non si tratta di allontanarsi da lui, ma di creare un equilibrio che permetta a entrambi di sentirvi liberi e rispettati all’interno della relazione.

Per quanto riguarda il momento in cui lui esce, potrebbe essere utile cambiare il focus dei suoi pensieri. Ogni volta che sente il bisogno di controllarlo, provi a chiedersi: "Che cosa potrei fare per me stessa in questo momento?" Avere un piano per quei momenti può aiutarla a sentirsi più al sicuro e meno in balia dell’ansia.

Infine, vorrei sottolineare che cercare supporto psicologico, anche in forma gratuita o a basso costo, potrebbe essere una risorsa preziosa. Molte città offrono servizi di consulenza accessibili per chi si trova in difficoltà economiche. Affrontare questi sentimenti con l’aiuto di uno specialista potrebbe darle gli strumenti per comprendere meglio le sue emozioni e trasformare questo momento difficile in un’opportunità di crescita personale e relazionale.

Se ha bisogno di ulteriori chiarimenti o suggerimenti su come intraprendere questo percorso, rimango a disposizione.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
La prima cosa che voglio dirle è che la sua consapevolezza è un grande punto di forza. Riconoscere di avere difficoltà legate al bisogno di controllo e al modello familiare che ha interiorizzato è un passo fondamentale verso il cambiamento. È naturale che il contesto in cui è cresciuta abbia influenzato la sua visione delle relazioni, ma sapere da dove deriva il problema le offre la possibilità di lavorarci sopra con maggiore chiarezza. Quando il suo compagno si dedica a momenti di autonomia, come uscire con amici, il senso di ansia che prova è del tutto comprensibile. Quell’ansia probabilmente le dice: "Se lo lascio andare, rischio di perderlo", o forse le ricorda un'idea di relazione che richiede vicinanza costante. In realtà, l’autonomia in una relazione non solo è normale, ma è anche uno degli ingredienti che la rende più sana e duratura. Quando sente emergere queste emozioni, provi a riconoscerle senza giudicarle. È importante ricordarsi che l'ansia è un'emozione, non un dato di realtà: il fatto che lei la provi non significa che la relazione sia in pericolo o che lui si stia allontanando da lei. Un modo per iniziare a ridurre il peso di queste emozioni è allenarsi a tollerare, a piccoli passi, l’incertezza. Ad esempio, quando lui esce, può darsi l’obiettivo di non contattarlo per un breve periodo, anche solo dieci minuti in più rispetto al solito. Questo può sembrare poco, ma è un primo passo per sentirsi più serena anche quando non ha controllo diretto. Con il tempo, può provare ad allungare questi momenti, fino a quando non diventeranno più naturali. Un altro aspetto importante è coltivare la sua autonomia. Lei ha già colto che sviluppare interessi personali e amicizie potrebbe aiutarla a sentirsi più stabile. Potrebbe iniziare con attività semplici, come un corso o un hobby che le piace o che ha sempre voluto provare. Anche piccole interazioni sociali, come frequentare un gruppo di persone con interessi comuni, possono darle un senso di appartenenza nella nuova città. Non è necessario che diventino subito amicizie profonde; l'importante è iniziare a costruire una rete che la faccia sentire meno sola. Quando sente di aspettarlo piangendo, può essere utile concentrarsi su un’attività di cura di sé. Un rituale che la faccia sentire meglio, come guardare un film, ascoltare musica, fare una passeggiata o leggere un libro, può aiutarla a trasformare quei momenti di attesa in occasioni per connettersi con sé stessa. La fiducia reciproca è un pilastro fondamentale nelle relazioni. È importante ricordarsi che il suo compagno non si allontana da lei quando esce o mantiene le sue abitudini: sta semplicemente coltivando la sua individualità, che è una parte essenziale per una relazione equilibrata. Può provare a spostare il focus dai suoi timori ai lati positivi della vostra storia. Cosa rende speciale la vostra relazione? Quali sono le cose che vi uniscono, anche quando non siete fisicamente insieme? Concentrarsi su questi aspetti può aiutarla a ridimensionare i pensieri ansiosi. Infine, vorrei sottolineare quanto sia importante avere compassione per sé stessa. Il cambiamento è un processo che richiede tempo e pazienza. Non si colpevolizzi se sente di non riuscire subito a fare tutto quello che vorrebbe. Ogni passo che compie, anche piccolo, è una vittoria verso un maggiore equilibrio e benessere. Non è facile affrontare tutto questo da sola, ma la strada che sta percorrendo è quella giusta. Se in futuro le sarà possibile rivolgersi a uno psicologo, potrebbe approfondire ulteriormente queste dinamiche e trovare un supporto prezioso per consolidare il cambiamento. Per ora, sappia che quello che sta facendo è già molto importante. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.
Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale connesso con la genesi della sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott. Marco Squarcini
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Gentilissima, si percepisce tanta sofferenza dal suo messaggio, la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza. Sicuramente il modello genitoriale che descrive e che prevede per certi versi il rinunciare ad avere una vita sociale al di fuori della famiglia potrebbe aver avuto un grande impatto nell'idea che lei ha delle relazioni. Immagino anche che il suo ragazzo possa per certi versi sentirsi controllato o non incoraggiato a vivere amicizie e hobby e che questo possa essere argomento di discussione o di conflitto tra di voi. Sarebbe molto interessante cercare di comprendere anche altri aspetti dei suoi modelli. Ad esempio che cosa teme, di che cosa è gelosa, qual'è la paura che sta alla base ma anche che cosa pensa di sè stessa, come si vive questa dinamica, che cosa pensa il suo fidanzato. Ci sarebbero tantissimi interrogativi che potrebbero permetterci di capire meglio, proprio per questo motivo è molto complicato darle un consiglio. Posso sicuramente dirle che è ammirevole il fatto che lei si stia mettendo in gioco, stia provando a comprendere la prospettiva del suo partner tuttavia ci vuole tempo per modificare dei modelli rigidi e per far sì che diventi automatico lasciarlo andare e costruirsi una vita ricca sotto tanti punti di vista. Ci sono molti psicologi e psicoterapeuti che offrono tariffe calmierate, penso che potrebbe essere un'esperienza molto importante per lei.
Un caro saluto, Dott. Marco Squarcini
Dott.ssa Adriana Cornacchia
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Mi sembra che da un lato abbia capito l'origine dei suoi problemi, sicuramente una psicoterapia potrebbe aiutarla a dare spazio alle sue necessità. Se non si può permettere una psicoterapia, potrebbe provare a rivolgersi ad un servizion pubblico?
Dr. Mauro Terracciano
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Salve gentile utente, grazie per aver condiviso la sua situazione.

Mi sembra che lei stia attraversando un momento complesso, dove ci sono molte emozioni contrastanti. È evidente che stia cercando di comprendere meglio se stessa e le dinamiche della sua relazione, ma anche che riconosce un disagio profondo legato al bisogno di controllo. Il fatto che riconosca le radici di questo comportamento nella sua famiglia e nel modo in cui ha vissuto le relazioni finora è un passo importante.

Le relazioni, in particolare quelle intime, possono suscitare molte insicurezze, soprattutto quando si viene da esperienze familiari in cui l'intimità è vissuta in modo molto simbiotico. È naturale che questo influenzi la sua percezione dell'amore e della separazione, ma è altrettanto importante riflettere su come questo possa impattare negativamente sul partner e sulla sua libertà individuale.

Il desiderio di "controllo" è spesso un meccanismo di difesa, che nasce da una paura di abbandono o da una difficoltà a gestire la propria solitudine. Per superare questo, sarebbe utile lavorare su una maggiore indipendenza emotiva, imparando a coltivare spazi e passioni personali che possano aiutarla a sentirsi più serena quando il suo partner non è con lei. Le amicizie, i hobby e il tempo per sé possono essere strumenti molto validi per sviluppare un senso di sicurezza interiore, senza dover dipendere esclusivamente dalla presenza dell'altro.

Sappiamo tutti che cambiare atteggiamento e modalità relazionali non è facile, ma con pazienza e consapevolezza, può diventare un processo di crescita. Sarebbe importante anche, quando possibile, trovare degli spazi per parlare apertamente con il suo partner riguardo ai suoi sentimenti, per trovare un punto di equilibrio che rispetti entrambe le necessità di autonomia e vicinanza.

Per ogni eventuale approfondimento sono a sua disposizione, anche online, il primo colloquio è gratuito. Un caro saluto,
Dott Mauro Terracciano
Dr. Sandro Brezzo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Sanremo
buongiorno, la esorto a non avere paura e ad avere fiducia... supererà questo momento.. arriverà anche il momento in cui potrà rivolgersi ad un terapeuta, ma nel frattempo le suggerisco di iniziare a leggere questo piccolo libro.. divulgativo, ben scritto.. che la potrà aiutare a comprendere meglio ciò che succede quando il suo fidanzato, ad esempio, esce con gli amici...
piccoli passi, giorno dopo giorno, e ce la farà a vivere meglio, ne sono certo...
Dott. Luca Vocino
Psicologo clinico, Psicologo
Trezzano Rosa
Buongiorno gentile Utente, innanzitutto, è importante riconoscere la sua consapevolezza rispetto alle dinamiche che sta vivendo. Questo è un primo passo fondamentale per poter affrontare la situazione. È evidente che desidera migliorare e rendere la sua relazione più sana, e questo è un segnale molto positivo.
Le sue difficoltà sembrano legate in parte a un modello familiare che le ha insegnato una visione di coppia basata su una grande interdipendenza. Questo, però, non significa che non possa costruire un nuovo equilibrio, più libero e sereno, all’interno della sua relazione attuale.

Ecco alcuni suggerimenti che potrebbero aiutarla:
1. Accettare le sue emozioni senza giudicarle: è normale sentirsi a disagio quando il partner è fuori, soprattutto se questo tocca insicurezze profonde. Non giudichi troppo severamente sé stessa per questi sentimenti. Invece, cerchi di accoglierli e di osservarli, quasi come se li stesse studiando. Chiedersi: Perché mi sento così? Quali pensieri stanno alimentando questa emozione? può aiutarla a ridurre l’intensità del disagio.
2. Lavorare sulla fiducia e sull’autonomia: la fiducia è un elemento essenziale nelle relazioni. Provi a ricordarsi che la scelta del suo partner di uscire con gli amici non è un rifiuto verso di lei, ma una parte normale di una vita equilibrata. Allo stesso tempo, cerchi di investire su se stessa, costruendo piccoli spazi di indipendenza, anche iniziando da hobby semplici o attività che le piacciono.
3. Dedicarsi a nuove relazioni e interessi personali: crearsi una rete di amicizie nella nuova città potrebbe essere una grande risorsa. Non deve succedere tutto subito: può iniziare iscrivendosi a un corso che le interessa, frequentando attività di gruppo o semplicemente riscoprendo vecchie passioni. Le sue nuove amicizie non solo la distrarranno, ma le daranno maggiore sicurezza emotiva.
4. Rivedere il controllo: il desiderio di sapere sempre dov’è il suo partner è legato al bisogno di sicurezza. Ma il controllo non porta serenità: al contrario, aumenta l’ansia. In quei momenti, provi a spostare l’attenzione su di sé. Magari tenga un diario dove annotare i suoi pensieri e sensazioni, o si dedichi a un’attività rilassante.
5. Non si aspetti di modificare tutto in una volta. Lavori su piccoli obiettivi realistici, come provare a lasciarlo uscire senza scrivergli continuamente o dedicare quel tempo a un’attività che la fa stare bene. Ogni progresso, anche minimo, è un passo avanti.
Infine, anche se ora non può permettersi una terapia, ci sono risorse gratuite o a basso costo, come gruppi di supporto o sportelli psicologici offerti da associazioni o servizi locali. Potrebbe valutare queste opzioni.
Un caro saluto.
Dott. Luca Vocino
Dott.ssa Laura Messina
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
La ringrazio per aver espresso così chiaramente il suo stato d'animo e le difficoltà che sta affrontando. È evidente che lei è molto consapevole dei meccanismi che influenzano il suo comportamento, e questa consapevolezza è un passo importante per lavorare su di sé e migliorare la qualità della relazione.
Quello che descrive potrebbe essere legato ai modelli di attaccamento appresi in famiglia, che ora influenzano sul modo in cui gestisce l'autonomia e la vicinanza nella relazione. È normale che queste dinamiche emergano in un contesto nuovo, come una convivenza recente e un trasferimento, che possono portare insicurezze e il desiderio di controllo per tentare di proteggere il legame.
Un percorso con uno psicologo potrebbe davvero aiutarla ad esplorare più a fondo queste dinamiche ed a costruire strumenti per sentirsi più serena, indipendentemente dalle azioni del suo partner. Se attualmente non può permettersi un percorso privato, potrebbe valutare opzioni a basso costo, come servizi pubblici o associazioni sul territorio, spesso accessibili anche per chi vive situazioni temporanee di disagio.
Nel frattempo, cerchi di dedicarsi ad attività che le piacciono o di esplorare nuovi interessi: anche piccoli passi verso l'autonomia personale possono fare la differenza. Si dia il tempo di coltivare spazi solo suoi, non come imposizione, ma come un gesto gentile verso se stessa.
Non esiti a chiedere aiuto: prendersi cura di sé è il primo passo per costruire una relazione più sana e appagante.
Dott.ssa Lucia De Rose
Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Ciao, mi spiace innanzitutto per come sta vivendo. Deve essere terribilmente faticoso. Da quello che dice sa lei stessa che affrontare la radice di questo suo star male in terapia sarebbe la cosa migliore. Mi è poco chiaro invece se questa cosa impatta entrambi oppure se la tiene per sè. Parlare con lui, semplicemente condividendo come sta e senza pretendere un cambiamento, ma solo comprensione, potrebbe essere un primo passo. Andare in terapia, quando avrà modo e forza, il secondo.
Dott. Daniele D'Amico
Psicologo, Psicologo clinico
Torre del Greco
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso i suoi dubbi con noi. Comprendo le sue difficoltà e le sue preoccupazioni, e mi dispiace per i vissuti negativi che queste le provocano. Qualora dovesse ritenerlo opportuno o necessario, mi rendo disponibile a cominciare con lei un percorso , che potrebbe tornarle utile per esplorare ed approfondire le sue emozioni, esperienze e valori al fine di trovare una strada percorribile e ritrovare la serenità. Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza. Qualora dovesse avere dubbi, domande, o perplessità riguardo al mio lavoro non esiti a contattarmi. Un caro saluto, dott. Daniele D’Amico
Dott.ssa Anna Consalvo
Psicologo, Psicologo clinico
Salerno
Gentile utente, capisco che la situazione che stai vivendo sia complessa e emotivamente faticosa. Quello che descrivi è un conflitto tra il desiderio di vicinanza e il bisogno di indipendenza, un tema che nasce anche dalle dinamiche familiari che hai vissuto. Crescendo in un ambiente in cui i tuoi genitori erano molto simbiotici, hai interiorizzato l'idea che una relazione sana debba essere fatta di totale condivisione, ma questo modello non sempre corrisponde alla realtà di relazioni adulte equilibrate. Il bisogno di controllare dove si trova il tuo partner quando esce, pur essendo comprensibile, è legato a insicurezze e paure di abbandono. La chiave per uscire da questo schema è lavorare sulla tua indipendenza emotiva. Inizia a concentrarti su te stessa: esplora hobby, cerca di fare nuove amicizie, e abituati a godere dei momenti da sola. L'obiettivo è imparare a fidarti di te stessa e delle tue capacità di gestire la solitudine senza dover dipendere dalla presenza costante del tuo partner. Ricorda che la relazione sana non significa essere sempre insieme, ma riuscire a trovare un equilibrio tra la vicinanza e il rispetto per le autonomie reciproche. Con pazienza e consapevolezza, è possibile ridurre il bisogno di controllo e vivere in modo più sereno la relazione. Se attualmente non puoi permetterti delle sedute private, puoi rivolgerti all'ASL della tua zona. Per qualsiasi cosa, resto a disposizione. Dott.ssa Anna Consalvo
Dott. Francesco Massimo Vitale
Psicologo, Psicologo clinico
Brescia
Buonasera, la ringrazio per aver condiviso questa parte della sua vita, le dinamiche relazionali sono estremamente complesse e influenzate da altrettanti fattori. Ha espresso chiaramente ciò che pensa e prova con un notevole grado di introspezione andando nel dettaglio rispetto a diverse tematiche della sua vita. Potrebbe essere utile considerare una consulenza psicologica per inquadrare in maniera ancora più approfondita il suo problema e per fissare degli obiettivi, chiari, positivi e misurabili.
Se vede che si trova bene con il professionista può continuare con un supporto psicologico, un intervento più continuativo e strutturato.
Dott.ssa Giulia Civadda
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Bologna
Buongiorno. Da quello che scrive emerge la necessità di " lasciagli i suoi spazi " senza starci male e " dedicarsi più spazi personali " legittimandoseli , ma senza poi effettivamente riuscirci. Le suggerisco di considerare un percorso di psicoterapia per sbloccare questi stati emotivi ed affrontare al meglio la situazione
Dott. Mauro Vargiu
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Milano
Gentile utente, condivido gran parte delle osservazioni fatte dai colleghi, sottolineando l’importanza di un approccio professionale che si basi su una comprensione profonda e non giudicante del vissuto del paziente.

Cordiali Saluti

Dottor Mauro Vargiu
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Quello che descrivi sembra legato a un bisogno di sicurezza e controllo che nasce dal modello relazionale che hai interiorizzato crescendo. I tuoi genitori, vivendo in simbiosi, ti hanno mostrato un'idea di coppia dove l'unione è totale, lasciando poco spazio per l'individualità. È naturale che questo abbia plasmato la tua visione delle relazioni adulte.

La tua consapevolezza è preziosa: sai che avere spazi personali è fondamentale per il benessere di entrambi i partner. Tuttavia, il bisogno di controllo e la paura di "perdere" l'altra persona sono segnali che qualcosa dentro di te ha bisogno di essere compreso e rielaborato.

Ecco alcuni consigli pratici che potrebbero aiutarti:

Lavora su te stessa – Cerca di coltivare passioni, hobby o attività che ti fanno sentire appagata indipendentemente dalla relazione. Questo non solo ti dà soddisfazione personale, ma anche un senso di autonomia.
Amicizie e socialità – Anche se sei in una nuova città, provare a creare legami al di fuori della relazione può aiutarti a distaccarti emotivamente ea vivere la relazione con maggiore serenità. Iscriviti a corsi o attività che ti interessano, anche piccoli passi possono fare la differenza.
Affronta le emozioni – Quando senti emergere il bisogno di controllo o la paura, prova a fermarti e riflettere: chiediti cosa stai davvero temendo. Questo esercizio può aiutarti a riconoscere il pensiero irrazionale ea riportarti al presente.
Parlane con il tuo compagno – La comunicazione aperta con il partner può fare la differenza. Esprimere le tue emozioni senza accusare o colpevolizzare può aiutare entrambi a sentirsi.
Anche se al momento non puoi permetterti una terapia, ti incoraggiamo a valutare in futuro un percorso di supporto psicologico. Spesso lavorare con uno specialista può aiutarti a rielaborare questi schemi relazionali ea vivere in modo più sereno la tua relazione di coppia.

Rivolgersi a uno psicologo può essere un passo fondamentale per raggiungere un maggiore equilibrio personale e relazionale.

DOTTORESSA SILVIA PARISI
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa

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