Buongiorno, vi scrivo perché sto vivendo una situazione di profonda sofferenza e non so come affron

24 risposte
Buongiorno,
vi scrivo perché sto vivendo una situazione di profonda sofferenza e non so come affrontarla nel modo giusto.

Circa un mese fa, mio marito (37 anni), a seguito d'insistenza da parte mia per aver notato nell'ultimo periodo un certo distacco, confessa di essere stufo, confuso e di non sapere più se vuole stare con me.

Premetto che negli ultimi mesi abbiamo provato ad avere un bambino, nonostante lui non fosse molto concorde.
Purtroppo il bambino non è arrivato e io ho sofferto molto dopo ogni tentativo vano.
Mio marito aveva ammesso di provarci solo per la mia felicità.

Siamo sposati da 4 anni e siamo giunti al matrimonio in fretta, dopo solo due anni di fidanzamento e il nostro rapporto, dopo il matrimonio, è stato spesso scosso da forti litigi, dovuti alle famiglie rispettive (molto presenti e molto diverse tra loro) e alla mia gelosia, che spesso mi portava a non dargli spazio o a impedirgli di fare cose banali come un aperitivo con amici o una partita di beach volley in cui fossero presenti altre donne.
Lui sostiene ora che questi due elementi, litigi e gelosia, hanno progressivamente fatto venir meno l'amore che provava per me, fin quasi a cancellarlo.
Inizialmente mi ha chiesto tempo e silenzio per pensare, ma era palese che non volesse più condividere esperienze con me.
Al che ho iniziato a fargli domande, a chiedere conferme e qui le cose sono peggiorate: ha iniziato a non tornare a casa per cena, a passare i week-end da solo, tornando solo per dormire o per cena, sostenendo che io sia oppressiva.
Ora dice di essere certo di non provare più nulla per me.
Mi chiedo se sia davvero così o se forse non sia la rabbia a portarlo a sostenere di non voler più stare con me.
Io sono pronta a cambiare, a fidarmi e lasciargli libertà e a lasciar correre tante piccole cose che in passato ci hanno fatto discutere.
Lui però sostiene che le cose non cambieranno e che ora vuole solo stare solo e riprendere in mano la sua vita, perché in questi anni l'ho soffocato.

Cosa posso fare?
È corretto secondo voi provare a restargli accanto o sarebbe preferibile separarsi per un periodo?
La cosa che più mi spaventa è coinvolgere le famiglie, entrambe molto presenti e protettive.
D'altra parte un periodo di separazione non potrebbe essere nascosto.

Al momento stiamo vivendo in casa insieme.
Ci sono momenti in cui facciamo piccole cose insieme, ma sempre con una certa insofferenza da parte sua, che dopo un po' vuole stare da solo o uscire a fare un giro.

Come dovrei comportarmi secondo voi?
È davvero tutto finito o il silenzio e il tempo potrebbero aiutare?

Credo molto nel matrimonio e nella nostra unione e l'idea della separazione mi sconvolge, ma non vorrei continuare a vivere nell'illusione e nell'angoscia.

Vi ringrazio in anticipo per il tempo che mi dedicherete.
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.
Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale connesso con la genesi della sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

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Dott.ssa Martina Orzi
Psicologo, Psicologo clinico
Collegno
Buongiorno, comprendo la sofferenza legata alla situazione che sta vivendo.
Se vuole mostrare vicinanza a suo marito può comunicarle la sua disponibilità qualora volesse condividere il suo malessere con lei, allo stesso tempo penso sia importante rispettare i suoi confini e il suo bisogno di voler prendersi un momento per sè. Magari per suo marito non è necessaria una separazione che preveda lo stare in un'altra casa, ma il concedersi dei momenti di raccoglimento con se stesso.
Quello che lei può fare è valutare se lei può aver bisogno di un supporto psicologico in un periodo di vita che le evoca una sofferenza importante.
Penso possa esserle utile avere uno spazio di ascolto in cui accogliere i suoi vissuti emotivi rispetto alla relazione con suo marito, la difficoltà nel gestire i confini con le vostre rispettive famiglie d'origine.
Inoltre, penso non sia stato affatto semplice dover affrontare il suo desiderio di maternità all'interno del rapporto con suo marito, quindi anche questi vissuti possono trovare spazio nel relazione con un professionista.
Rimango a sua disposizione, anche online.
Un caro saluto, Dott.ssa Martina Orzi
Dott.ssa Marzia Benvenuti
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Pontinia
Gentile utente, lei pone molte domande alla quale non è possibile rispondere. Non sono io o i miei colleghi a doverle dire cosa dovrebbe o non dovrebbe fare, capisco che con una tale sofferenza si vorrebbe solamente sapere quale sia la soluzione giusta.. Ma non esiste una scelta giusta a priori, per arrivare al punto che lei comprenda quale sia la SUA scelta è necessario che intraprenda un percorso e si impegni in esso. Sembra che lei abbia ben chiare le dinamiche che hanno portato il vostro rapporto fino a questo punto e sembra anche che sia disposta a tutto per salvare il suo matrimonio. Le cito una celebre frase e la invito a rifletterci: “Il segreto non è correre dietro alle farfalle, ma è curare il tuo giardino, affinchè siano loro a venire da te” (Mario Quintana). Si prenda cura di sé stessa, inizi un percorso di esplorazione di sé per comprendere cosa la portava ad essere così tanto gelosa e a porre limitazioni a suo marito, di modo che possa trovare strategie più adattive per rapportarsi a lui. Purtroppo alcune dinamiche non sono semplici da risolvere da soli, ma risulta necessario l'aiuto di un professionista. Un caro saluto, Dott.ssa M. B.
Dott.ssa Martina Panerai
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Roma
Gentilissima, il dolore e lo smarrimento che emergono da questo racconto sono assolutamente congrui e comprensibili, alla luce di quello che sta vivendo. In corrispondenza di situazioni come questa viene sempre da chiedersi "cosa posso fare, come posso comportarmi?" per recuperare il rapporto mentre sarebbe importante prendersi del tempo per pensare e riflettere, rimandando "l'agire" a data da destinarsi. Come starà sperimentando, nella dinamica di coppia, quando le posizioni dei due membri sono ai poli opposti, ogni tentativo di ricongiungersi o re-incontrarsi è vano, portando con sé una grande frustrazione e quindi un profondo senso di impotenza. Potrebbe essere molto faticoso sostenere e gestire le conseguenze di questa situazione da sola e, pertanto, valuti se potrebbe beneficiare del supporto di un professionista in modo da non alimentare un circolo vizioso che produce solo effetti negativi. Avrebbe, inoltre, modo di approfondire altre tematiche riguardanti la sua persona e il suo funzionamento relazionale, approfondendo gli aspetti che ha accennato nel quesito. Restando a disposizione, la saluto cordialmente MP
Dott. Matteo De Nicolò
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, la ringrazio innanzitutto di aver condiviso questo pensiero con noi. L'amore non ha dei canoni precisi, ogni persona lo sperimenta in maniera diversa, sia fisicamente che emotivamente. La comunicazione ad esempio, sembra essere un fattore su cui potersi concentrare. Se pensa che questa dinamica possa essere eccessiva per lei al momento, mi sento di consigliarle, magari, una terapia psicologica che potrebbe permettergli di conoscersi meglio e di sviluppare delle strategie utili per poter vivere al meglio il presente, costruendo delle basi solide al fine di affrontare in maniera chiara questa relazione. Sarebbe uno spazio solo per lei alla scoperta di se stessi. In caso volesse, io sono a completa disposizione, in presenza ma anche Online. Dott. Matteo De Nicolò
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Buonasera, percepisco nelle sue parole molta sofferenza ma più di tutto mi arriva un forte senso di urgenza e una grande incertezza su "quello che è giusto o non è giusto fare"... come se bastasse un solo passo falso per smontare tutto. E mi chiedo: "giusto per chi?"
Ho l'idea che fermarsi per darsi uno spazio "comodo" attraverso un lavoro in psicoterapia possa esserle di grande aiuto per trovare le "sue" risposte, ristabilire i "suoi" valori e ridefinire progetti concreti. Senz'altro questo avrà impatto anche nelle sue relazioni interpersonali, compresa quella con suo marito.
Saluti
Serena Pugliatti
Dott.ssa Giorgia Colombo
Psicologo, Psicologo clinico
Lentate sul Seveso
Buonasera,
le domande che pone sono sicuramente importanti e per arrivare ad una risposta sarà necessario fermarsi a riflettere su di sè.
Dalle sue parole emerge molta consapevolezza sul suo funzionamento e sulle dinamiche familiari, così come un forte desiderio di migliorare sè stessa per salvare il vostro matrimonio.
Se se la sentisse credo potrebbe esserle di aiuto un percorso psicologico. Potrà avere uno spazio per sè durante il quale portare come si sente, come questa situazione sta impattando sul suo benessere, che cosa può esserle di aiuto in questo difficile momento.
Se ne avrà necessità, resto a disposizione.
Un caro saluto,
Dott.ssa Giorgia Colombo
Dott.ssa Emanuela Carosso
Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Gentile Signora, solo nel corso di una o più sedute di psicoterapia di coppia, dove entrambi i coniugi abbiano modo di esporre di fronte all'altro e ad un professionista neutrale i propri sentimenti, desideri e progetti per il futuro, si potrebbe ragionevolmente fare un punto della situazione, tentare una mediazione e tracciare una roadmap per le successive mosse coordinate.
Se suo marito non fosse d'accordo, si rivolga anche da sola ad un professionista che la aiuterà senz'altro ad affrontare nel modo più confortevole possibile un momento tanto traumatico come il (probabile) naufragio del suo matrimonio.
Si faccia forza ed eventualmente mi contatti per ulteriori indicazioni. Auguri.

Dr.ssa Emanuela Carosso
psicologa - psicoterapeuta.
Dr. Federico Barzan
Psicologo, Psicologo clinico
Padova
Certamente, comprendo che lei stia vivendo un periodo molto difficile e che desideri ricevere consigli su come affrontare questa situazione delicata.
Mi dispiace sentire che la sua relazione con suo marito sta attraversando un momento così complicato. La questione di voler avere un figlio può essere molto emotivamente carica, e le divergenze su questo tema possono mettere a dura prova una relazione.
Suo marito sembra avere delle preoccupazioni e insicurezze riguardo alla vostra relazione, e questo può manifestarsi attraverso il distacco e la ricerca di spazio personale. La sua volontà di cambiare e di migliorare la vostra relazione è un passo importante verso la risoluzione dei problemi.
Innanzitutto, suggerirei di cercare di stabilire una comunicazione aperta e onesta con suo marito. Cerchi di ascoltare le sue preoccupazioni e i suoi sentimenti senza giudicare. Allo stesso tempo, condivida i suoi sentimenti e le sue intenzioni. La comunicazione è fondamentale per comprendere meglio le dinamiche della vostra relazione.
Potrebbe essere utile considerare la possibilità di coinvolgere un consulente matrimoniale o uno psicoterapeuta di coppia. Un professionista esperto può aiutarvi ad affrontare in modo costruttivo i problemi che state vivendo.
Nel frattempo, prenda del tempo anche per sé stessa. Concentri si sul suo benessere emotivo e fisico. La terapia individuale potrebbe essere un'opzione per esplorare le sue preoccupazioni personali e lavorare su questioni legate alla gelosia e all'autostima.
Infine, riguardo alla questione delle famiglie, prenda in considerazione la possibilità di coinvolgerle solo se sente che potrebbero offrire un supporto costruttivo e che entrambi siete d'accordo su come farlo.
Ricordi che le relazioni possono attraversare momenti difficili, ma con impegno, comprensione reciproca e supporto professionale, è possibile affrontare e superare le sfide. Cerchi di prendere decisioni basate sulle sue esigenze e sulla volontà di lavorare sulla vostra relazione.
Dott.ssa Alessia D'Angelo
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Cara utente, posso solo immaginare quanto dolore lei stia provando in questo momento. Non è mai semplice quando qualcuno che amiamo, soprattutto quando si tratta di un partner, si allontana da noi. Lei chiede a noi cosa sarebbe più giusto fare. Non so dirle quale sia la cosa più giusta, sento però che lei ha un forte bisogno riparativo che fatica a contenere, che si scontra invece con la richiesta di spazio di suo marito. Ciò che mi sento di dirle e di provare a mettersi in ascolto, accolga il suo bisogno poichè impedirlo potrebbe inasprire gli animi. Condivida in modo onesto, sincero e assertivo con lui che lei è disposta a mettere in discussione il suo modo di porsi nella relazione, ma si chieda anche lei cosa vuole e desidera in questo matrimonio. Potrebbe considerare un percorso individuale che la possa aiutare a comprendere le origini della sua fatica a fidarsi e delle criticità nella gestione dei rapporti familiari. Se voi foste concordi potreste anche valutare un percorso di coppia. Tuttavia tale percorso avrebbe senso solo nel momento in cui entrambi siate pronti a lavorare sulla coppia. Rimango a sua disposizione Dott.ssa Alessia D'Angelo
Dott.ssa Liza Bottacin
Psicologo, Psicoterapeuta, Professional counselor
Padova
Buongiorno Signora,
avverto tutta la sua sofferenza per il periodo difficile e doloroso che sta vivendo e me ne dispiaccio. Capisco che in tali momenti di crisi sia ostico trovare l’equilibrio tra le diverse pressioni/esigenze: sue, del marito, delle famiglie d'origine che compromettono la possibilità di decidere liberamente e serenamente il da farsi. In questo situazione, vorrei incoraggiarla però a dare priorità a Sé, al suo benessere e alla salute del vostro rapporto, tutelando in primis lei, voi e il vs legame. Nonostante la ferita sanguini, questo momento potrebbe essere un’opportunità per muovere dei passi “assistiti” verso una maggiore consapevolezza di se stessa. Potrebbe considerare l'idea di intraprendere un percorso personale per comprendere più profondamente le sue emozioni, le sue reazioni che hanno alimentato alcune delle dinamiche più difficili nella vostra relazione, nonché potrebbe potenziare la fiducia personale con conseguente diminuzione del bisogno di avere rassicurazioni continue dal marito, percepite da lui come opprimenti. È possibile inoltre che, concedendo al marito lo spazio di cui ha bisogno, lei riesca ad aprire la porta alla possibilità di un futuro spontaneo avvicinamento e di una più profonda comprensione reciproca da alimentare con una eventuale terapia di coppia.

Spero di risentirla

Liza Bottacin
Dott.ssa Marina Lumento
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Pescara
Gentilissima, comprendo quanto sta attraversando, ed è positivo che sia aperta a cercare soluzioni. È importante ora dare spazio a entrambi per riflettere e prendere decisioni. Inizialmente, rispetti il desiderio di suo marito di stare da solo e di riprendere il controllo della sua vita. Questo potrebbe aiutare entrambi a capire meglio i vostri sentimenti.
Durante questo periodo di separazione, può concentrarsi su se stessa, lavorare sulla sua gelosia e trovare il suo equilibrio emotivo. La comunicazione aperta e il dialogo saranno essenziali in futuro, ma al momento è importante rispettare il suo bisogno di spazio.
Ricordi che la terapia di coppia potrebbe essere un'opzione valida per esplorare questi problemi insieme, quando entrambi vi sentirete pronti. Non rimandate le decisioni, e se deciderete di coinvolgere le famiglie, cercate di farlo in modo sensato e pacifico.
Il tempo e la comprensione reciproca possono aiutare a chiarire la situazione. Tuttavia, è essenziale essere aperti alle possibilità, compreso il fatto che la relazione potrebbe non avere un futuro. Cerchi supporto da un professionista per affrontare queste sfide in modo più costruttivo. Se vuole, a sua disposizione, anche online. Un caro saluto. Dr.ssa Marina Lumento.
Dott.ssa Laura Missaglia
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Galbiate
Gentile utente, la ringrazio per avere condiviso la sua esperienza e mi dispiace molto per il periodo di sofferenza che sembra lei stia attraversando.
Capisco che sia molto difficile convivere con la fatica relazionale che sta portando, ma tuttavia è importante ascoltare e rispettare i bisogni ed i confini dell'altra persona, così come i propri. Per questo motivo, penso sia utile per lei avere uno spazio suo in cui ascoltarsi ed esplorare le emozioni di sofferenza che sembra portare: che cosa pensa che la spaventi nel coinvolgere le famiglie? la sensazione di angoscia che dice di provare è nuova per lei? Potrebbe prendere in considerazione l'idea di approfondire queste ad altre riflessioni con la guida di un professionista, al fine di prendere sempre più consapevolezza di se stessa e scoprire delle risorse che possano aiutarla a gestire questo momento di fatica.
Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento, anche online.
Un caro saluto.
Dr.ssa Laura Missaglia
Dott.ssa Federica Fecarotta
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buonasera Signora.
Le sua sofferenza è tangibile da questo racconto.
Forse quando in una relazione ci sono delle fatiche, dei non detti, sarebbe meglio provare a parlarne in un contesto più neutro.
Le coppie hanno delle buone ragioni per separarsi da entrambe le parti, però prima di questo scenario sarebbe importante confrontarsi, parlare su ciò che ci ha fatto soffrire.
Anche per la mancata gravidanza da lei tanto desiderata, sarebbe importante fare un lavoro di rielaborazione. E' comunque un lutto che potrebbe aver incrinato maggiormente l'umore della coppia.
Sicuramente vivere insieme in un periodo così difficile, non so quanto possa essere utile a diventare più consapevoli sulle reali difficoltà.
Non esiti a contattarmi, sono qui per questo.
Dott.ssa FF
Gentile Utente,
Il “noi” che si genera in una coppia può articolarsi in modi diversi, e questi modi dipendono sempre dagli “io” che compongono questo “noi”. In genere, in questi casi, potrebbe essere utile un percorso di coppia, volto a esplorare insieme le possibilità e i problemi. Tuttavia, da quello che riporta sembra che suo marito abbia preso una decisione e in questa fase potrebbe non essere aperto al dialogo. Forse chiedergli un percorso di coppia in questo momento potrebbe essere controproducente. Allora, forse, potrebbe essere il caso di coltivare il suo io, al di fuori della relazione, dedicarsi a se stessa e a ciò che la rappresenta: lavoro, hobby, amicizie, anche un percorso psicologico personale. Questo per evitare la dinamica di uno che fugge e l’altro che insegue. Prendersi questa fase per sé stessa potrebbe essere una strada utile in ogni caso: lui ha il suo spazio per capire cosa vuole e lei si ritrova in una dimensione nuova. Se alla fine di questo periodo ci sarà spazio per un dialogo, sono certo che troverete il professionista più adatto alle vostre esigenze.
Spero di esserle stato utile
Cordiali Saluti
dott Carlo M R Flamini
Dott.ssa Francesca Manelli
Psicologo, Psicologo clinico
Formigine
Buongiorno,
inizio col dirle che da queste poche righe che ha scritto, mi è arrivata la sua confusione ma anche una forte preoccupazione.
Non è inusuale che capitino queste situazioni all'interno di una coppia, ma credo anche, in accordo con i colleghi, che un percorso terapeutico potrebbe giovare prima di tutto a lei, se suo marito non è d'accordo ad una terapia di coppia.
Quando si affronta un periodo difficile diventa importante darSI priorità e capire come agire per ritrovare prima di tutto il nostro benessere.
Resto a disposizione, le mando un caro saluto,
dr.ssa Francesca Manelli
Dott.ssa Linda Trogi
Psicologo
Viareggio
Caro Utente, innanzitutto vorrei ringraziarla per aver condiviso con noi la sua storia e la sua sofferenza. Quando si tratta di questioni, argomenti psicologici (che si tratti di rapporti sociali, disagi personali, o dei disturbi, autostima, motivazione etc..) dare risposte con così poche informazioni su di una piattaforma web, è difficile. Ognuno di noi è diverso e per comprenderlo fino in fondo bisogna ascoltarlo attentamente e porre le giuste domande.
Detto questo, le consiglio di rivolgersi a uno psicologo con il quale riesca ad entrare in sintonia e intraprendere un percorso di sostegno o supporto psicologico così da poter indagare a fondo le sue emozioni, i suoi pensieri e il suo modo di percepire sé stesso e il mondo circostante. In questo modo è possibile raggiungere quel benessere che ognuno di noi si merita.
Rimango in attesa per eventuali chiarimenti.
Dott.ssa Linda Trogi
Dott.ssa Ilaria De Pretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Mi dispiace molto sentire che stai attraversando un momento così difficile nel tuo matrimonio. Affrontare un cambiamento così significativo nelle dinamiche relazionali può essere estremamente doloroso e stressante.

Prima di tutto, è importante riconoscere e rispettare i sentimenti di tuo marito. Se lui ti ha espresso chiaramente di non provare più nulla per te e desidera prendere una pausa o separarsi, è essenziale accettare la sua decisione e rispettarla, anche se può essere molto doloroso.

Tuttavia, questo non significa che tu debba rinunciare completamente alla tua relazione. È comprensibile che tu voglia lottare per il tuo matrimonio e che tu sia disposta a fare dei cambiamenti per migliorare la situazione. È importante comunicare apertamente con tuo marito e cercare di capire cosa ha contribuito ai problemi nella vostra relazione. Ascoltare attivamente le sue preoccupazioni e i suoi bisogni può aiutare a stabilire una base per il lavoro di ricostruzione della relazione.

Allo stesso tempo, è fondamentale che tu lavori su te stessa e sulle tue dinamiche personali che potrebbero aver contribuito ai problemi nella vostra relazione. Se la gelosia e i litigi hanno avuto un impatto negativo sulla vostra relazione, potresti considerare di lavorare con uno psicologo o un terapeuta per affrontare queste questioni e imparare a gestire le tue emozioni in modo più sano.

Quanto a coinvolgere le famiglie, potrebbe essere utile discutere con tuo marito su come gestire questa situazione in modo discreto e rispettoso. Potresti anche prendere in considerazione la possibilità di cercare il supporto di amici fidati o di una comunità di sostegno per affrontare questo momento difficile.

Infine, riguardo alla decisione di restare insieme o separarsi, è una scelta personale che solo tu e tuo marito potete prendere. È importante prenderti del tempo per riflettere su cosa è meglio per te e per la tua felicità a lungo termine.

In ogni caso, sia che tu decida di lavorare per migliorare la tua relazione o di separarti, è importante prenderti cura di te stessa e cercare il supporto di persone care e professionisti qualificati per affrontare questa fase della tua vita.
Dott.ssa Sara Bochicchio
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente Mi spiace per il momento e la sofferenza che sta vivendo. La situazione che sta affrontando nella sua complessità si compone di tante cose che avrebbero bisogno di uno spazio più consono per essere narrate, il desiderio di un figlio, la pressione sociale e/o famigliare, il fantasticare una felicitá condivisa e magari con fatica trovare un punto di incontro su come viverla davvero. Quello che le auguro é di prendersi un momento e fermarsi a pensare a come si sente lei, cosa vuole, come si immagina nel futuro, quali sono i suoi bisogni e i suoi desideri (cose molto diverse), senza preoccuparsi di altro o degli altri, che possono interferire con l’ascolto di se stessi in questa situazione. Ascoltar-si in primis le darebbe la possibilità di essere più autorevole, consapevole e decisa sia nel posizionarsi rispetto alla sua relazione che nel discutere possibili soluzioni, adattamenti o scelte più definitive.
La distanza potrebbe essere un’occasione per entrambi per conoscersi e ri-conoscervi in questa fase della vostra vita.
Si prenda uno spazio di cura per sé. Capire cosa fare e come comportarsi in situazioni complesse potrebbe essere più facile se sostenuti da un professionista.
Dott. Tommaso Giovannetti
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
È naturale sentirsi disorientati quando la persona che amiamo sembra allontanarsi, tuo marito ha bisogno di spazio per riflettere, mentre tu stai cercando una via per salvare il vostro legame. Queste due esigenze sono entrambe valide, ma rischiano di entrare in conflitto se non vengono gestite con equilibrio.
In questa fase, più che cercare di convincerlo a restare o a cambiare idea, potrebbe essere utile concentrarti su ciò che puoi fare per te stessa. Darti il permesso di fermarti e riflettere sulle tue emozioni, sui tuoi desideri e sui tuoi bisogni è essenziale. È chiaro che sei disposta a cambiare alcuni atteggiamenti, come la gelosia e il controllo, ma chiediti: questo cambiamento lo fai per paura di perderlo o perché senti che potrebbe arricchire la relazione e il tuo benessere?
Potrebbe esserti d'aiuto una terapia strategico-integrata di coppia. Questo tipo di percorso vi aiuterebbe a esplorare i conflitti che si sono accumulati, ma anche a individuare risorse e soluzioni che forse ora sembrano invisibili. E, se tuo marito non fosse subito disponibile, potresti comunque considerare un supporto individuale, per avere uno spazio sicuro in cui elaborare le tue emozioni e trovare nuovi modi di affrontare questa crisi.
Dott. Tommaso Giovannetti
Dott.ssa Sara Tomei
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Ciao, credo che non ci sia una cosa giusta o sbagliata da fare. Dovresti mettere il tuo benessere al primo posto e prendere poi le rispettive decisioni. Il tempo aiuta a sentirsi meglio se nel frattempo si è iniziato un percorso di supporto ma non aggiusta. In merito alle famiglie credo che vorrebbero sapervi felici anche nel caso in cui questo vorrebbe dire vedervi separati. Comprendo la tua volontà anche nel proporre dei tuoi cambiamenti per provare a non chiudere la vostra storia ma credo che sarebbe più utile apportare dei cambiamenti che ti facciano stare bene, anche se in questo momento non ne vedi beneficio immediato.
Spero di esserti stata utile.
Cordialmente,
Dottoressa Sara Tomei
Dott.ssa Alina Mustatea
Psicologo, Psicologo clinico
Pomezia
Salve,
capisco quanto questa situazione sia dolorosa per lei. Suo marito esprime il bisogno di spazio e indipendenza, mentre lei vorrebbe dimostrargli di poter cambiare per salvare il matrimonio. Tuttavia, il cambiamento deve partire prima di tutto per sé stessa, non solo come tentativo di trattenerlo.

Forzare un riavvicinamento ora potrebbe aumentare la distanza. Potrebbe essere utile rispettare il suo bisogno di spazio e, nel frattempo, concentrarsi su di sé, magari con un supporto psicologico per elaborare il dolore, la paura della separazione e la gestione delle sue emozioni.

È comprensibile che l’idea di separarsi, anche temporaneamente, la spaventi, ma continuare a insistere rischia di peggiorare la situazione. Piuttosto che focalizzarsi su come riconquistarlo, potrebbe chiedersi: Questa relazione, così com’è ora, mi fa stare bene? Il tempo e la distanza potrebbero aiutarla a vedere con più chiarezza cosa desidera davvero per sé stessa e per il suo futuro.

Un caro saluto
Dott.ssa A.Mustatea
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, la ringrazio per aver scritto con tanta chiarezza e per il coraggio di raccontare una situazione così dolorosa; quello che sta vivendo è spesso uno dei momenti più difficili in una coppia, perché mette in gioco l’identità, le speranze e la vulnerabilità di entrambe le parti. È naturale sentirsi smarrita, angosciata e nel contempo desiderosa di fare qualcosa di concreto per salvare il rapporto. Dal suo racconto emergono alcune dinamiche che meritano attenzione: litigi ripetuti, gelosia che ha logorato la relazione, pressioni familiari e la ricerca di un figlio che ha aggiunto ulteriore carico emotivo. Tutto questo, insieme alla decisione del marito di prendersi distanza, crea una mescola di confusione e dolore che richiede passi calibrati e concreti. Dal punto di vista cognitivo comportamentale, può essere utile innanzitutto separare i dati di fatto dalle interpretazioni e dai pensieri che generano ansia. Il dato di fatto è che il marito ha dichiarato di non provare più amore in questo momento e che ha chiesto tempo per stare solo. I pensieri che possono seguire, come l’idea che sia tutto irrimediabilmente finito o che lei sia l’unica responsabile, sono interpretazioni che possono alimentare comportamenti impulsivi e richieste pressanti che rischiano di allontanare ancora di più l’altro. Il lavoro utile in questa fase è ridurre i comportamenti dettati dall’ansia e aumentare azioni che favoriscano sia la cura di sé sia la possibilità di riallacciare un dialogo più calmo e strutturato. Primo passo pratico è prendersi cura del proprio equilibrio emotivo e fisico. Quando si è dentro a una tempesta emotiva, tensione, insonnia e umore basso aumentano la reattività e riducono la capacità di comunicare efficacemente. Stabilire routine semplici che favoriscano il sonno, l’alimentazione e un minimo di movimento quotidiano aiuta a ritrovare chiarezza. Parallelamente, inizi a segnare su un diario i momenti in cui si sente sopraffatta e quali pensieri le salgono in quei momenti: questo la aiuterà a riconoscere schemi ricorrenti e a non farsi travolgere da reazioni immediate. Sul piano della relazione, la strategia più efficace quando un partner chiede tempo è lavorare su tre fronti contemporaneamente. Il primo è rallentare e limitare i tentativi di convincimento o le interrogazioni continue, perché queste, pur mosse dal desiderio di rassicurazione, spesso aumentano la distanza. Il secondo è chiedere un breve colloquio chiarificatore con regole semplici: un momento protetto in cui esporre con calma come si sente, chiedere quali tempistiche lui immagini e quale tipo di contatto preferisce durante questo periodo. Chieda, per esempio, se è possibile avere un appuntamento settimanale di dialogo breve per evitare incomprensioni, così da ridurre l’ansia da incertezza. Il terzo fronte è lavorare su cambiamenti concreti che lei è disposta a mettere in atto, non per conquistare l’altro con promesse, ma per dimostrare a se stessa che sa scegliere azioni coerenti con i suoi valori e con la relazione. Questi cambiamenti vanno concordati e praticati gradualmente. Se la gelosia è stata un fattore cruciale, affrontarla con strumenti specifici è fondamentale. In terapia cognitivo comportamentale si usano esercizi per identificare i pensieri automatici che alimentano la gelosia, per metterli in discussione e per sperimentare comportamenti alternativi. Un esperimento concreto potrebbe essere quello di scegliere una situazione che normalmente genera gelosia, pianificare una risposta diversa e osservare l’esito. Ad esempio, se la sua reazione è chiedere numerose conferme, l’esperimento può essere tollerare un breve periodo senza sollecitare conferme e annotare come cambia l’emozione. Questi dati aiutano a ridimensionare convinzioni rigide come la certezza che “se non controllo perderò tutto”. Sulla separazione temporanea, è una scelta che può avere sia aspetti positivi sia rischi. Può dare all’altro lo spazio necessario per riflettere e a lei l’opportunità di riorganizzarsi, ridurre la tensione quotidiana e lavorare su di sé. Allo stesso tempo, se non concordata con regole chiare, può esporre a ulteriore distanza affettiva e a decisioni definitive prese nella solitudine. Se si considera l’ipotesi della separazione, sarebbe utile concordare insieme modalità precise: durata iniziale definita, modalità di contatto, obiettivi del periodo, e una verifica a scadenza. Questo la mette in condizione di non essere travolta dall’incertezza e di avere un criterio per valutare l’evoluzione. Coinvolgere le famiglie è una questione delicata. Dato che entrambi i nuclei sono stati fonte di conflitti, introdurre terzi può complicare le cose. Prima di parlare con le famiglie è preferibile cercare una forma minima di chiarezza con il marito su cosa e quando diranno, per evitare che interventi esterni peggiorino la situazione. Se decide di informare i familiari, faccia in modo che il messaggio sia semplice, volto al contenimento e non a suscitare ulteriori pressioni. Un suggerimento operativo è valutare insieme la possibilità di un percorso di coppia con un terapeuta che metta regole chiare e faciliti la comunicazione, o per lo meno un primo colloquio esplorativo. La presenza di un professionista aiuta a trasformare i ricordi dolorosi e le recriminazioni in temi affrontabili, con esercizi concreti di comunicazione e di negoziazione emotiva. Se il partner rifiuta, è comunque utile che lei prosegua con un supporto individuale per lavorare sulla gestione della gelosia, sull’autostima e su strategie comportamentali che la rendano meno reattiva. Infine, consideri una regola pratica: prima di qualsiasi decisione drastica, provi a darsi tempo per raccogliere dati concreti sulle azioni e non solo sulle parole. Le parole dicono molto, ma quello che conta davvero, soprattutto in una relazione ferita, sono i comportamenti coerenti nel tempo. Osservare se lui pone confini, se torna, se mantiene accordi, se è disposto a lavorare sulle dinamiche che hanno causato la distanza le darà elementi concreti su cui basare la sua scelta. La sua paura di separarsi è comprensibile e non la obbliga a restare in un’illusione. Allo stesso tempo, la disponibilità a cambiare non deve diventare autoaccusa. Se la relazione può essere ricostruita richiede sforzi reciproci, trasparenza e strumenti. Se non è possibile, la separazione consapevole, gestita con rispetto e regole, può essere una via per tutelare la salute emotiva di entrambi. In ogni caso, prenda cura di sé, cerchi supporto professionale per accompagnare le scelte e ricordi che chiedere aiuto è un atto di responsabilità verso se stessa e verso il matrimonio che tanto crede. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Angela Borgese
Psicologo, Psicologo clinico
Gravina di Catania
Gentile utente, la sofferenza che sta vivendo è profonda e reale. Il punto centrale non è chiedersi se “lui ha ancora amore o no”, ma che posto lei occupa oggi nel suo discorso… e che posto lui vuole ancora occupare nel suo.
Suo marito sembra aver preso una posizione chiara: dice di voler “riprendersi la sua vita”, di voler stare solo, di sentirsi soffocato. Questo non è un dettaglio: è la sua verità attuale, ed è importante riconoscerla, anche se fa male. Continuare a chiedergli rassicurazioni, inseguirlo, tentare di convincerlo, lo spinge solo di più verso la fuga.
Il suo desiderio di cambiare è sincero, ma appare come risposta alla perdita, non come qualcosa nato in tempo utile dentro la relazione. È probabile che lui oggi non riesca più a crederci.
La domanda, allora, non è:
“Come faccio a tenerlo?”
ma: “Posso rispettare la sua posizione senza annullarmi?”
Paradossalmente, ciò che può avere un effetto non è “stargli accanto a ogni costo”, ma smettere di inseguirlo, smettere di vivere nell’angoscia e rimettere al centro anche la sua vita, la sua dignità, il suo dolore. Non per punirlo, ma per non continuare a consumarsi.
Il tempo e il silenzio non servono se sono solo attesa ansiosa che lui torni. Possono servire se diventano uno spazio perché ciascuno si assuma la responsabilità del proprio desiderio. Anche lei ha diritto a non restare in una posizione di supplica infinita.
Non è “tutto finito” solo perché lui oggi dice di no; ma non può neppure restare sospesa nella speranza. Questo è il momento per farsi aiutare — anche individualmente — a stare nel dolore senza trasformarlo in auto-colpa o dipendenza dalla sua decisione.
Un caro saluto.

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