buongiorno.una grande delusione sentimentale che e' ancora tanto grande anche se e' quasi un anno ch
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risposte
buongiorno.una grande delusione sentimentale che e' ancora tanto grande anche se e' quasi un anno che ho avuto la forza di chiudere pur amando piu' di me stessa questa persona, nn libera. quindi sono anni che prima per scherzo poi dipendenza pura mi sono rivolta alle cartomanti e all'alcool. Dato che le cose erano poche anche il rapporto con mia figlia21anni e' andato in malora. Mi odia, universita' quando le pare, rabbiosa contro di me ed il mondo intero.
Buongiorno, dopo un anno quella relazione dolorosa continua a causare un dolore grande che la sta allontanando da una delle relazioni più importanti della sua vita, quella con sua figlia. Si e’ buttata nell’alcol per non sentire il dolore, e questa “scelta” non può che aggiungere sofferenza alla sofferenza. Ascolti il suo dolore e si faccia aiutare da uno psicoterapeuta, lo faccia prima di tutto per se stessa e conseguentemente per sua figlia. Ha fatto bene a lanciare questo appello, ma ora occorre partire da qui per lavorare per stare finalmente bene. Un caro saluto.
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Da quanto si evince dopo un periodo sentimentale molto difficile lei ha trovato una via di fuga nell'alcol e nel mondo dell'esoterico. Poichè la reazione a questa delusione amorosa è stata forte sicuramente è da capire se la fuga in mondi alternativi sono un abitudine davanti al dolore e alla difficoltà oppure no. Inoltre lamenta un rapporto difficile con sua figlia, che forse sta attraversando un periodo complesso . CI sarebbe tanto da domandarle in merito alle sue problematiche, ma credo che il punto di principale risalto sia quello che proprio ha tralasciato di approfondire e messo tra le righe, quasi a non dargli importanza. Ha scritto che ha una dipendenza pura. è in cura presso uno specialista? Sicuramente , se attualmente ha problemi con l'alcol le consiglio vivamente di rivolgersi ad uno psicologo , magari anche nella più vicina ASL,così che possa avere un aiuto integrato anche dal punto di vista farmacologico. Aiuti lei stessa e poi potrà aggiustare piano piano i suoi affetti.
La mancanza di un persona, il cosiddetto oggetto d' amore é devastante nella misura in cui questo oggetto viene cercato all' esterno quando in realtá dovrebbe averlo all' interno. La figura del terapeuta l' aiuterà a stare bene solo con se stesso senza cercare all' esterno supporti illusori di benessere come l' alcool o la cartomanzia. Auguri.
R.P.
R.P.
Gentile utente, innanzi tutto mi sembra importante che abbia avuto la forza di chiudere un relazione distruttiva per la sua vita. Adesso sembra arrivato il momento di occuparsi di lei e dei suoi cari, provando a curare il suo dolore, il bisogno di essere amata, non più attraverso la lettura del futuro o lo stordimento dell'alcool ( tentativi di autocura sembra, ma purtroppo assai distruttivi) ma attraverso l' aiuto di uno psicoterapeuta che la accompagni ad incontrare le ragioni profonde della sua sofferenza. Le auguro ogni bene. Un caro saluto. Manuela Serra
Capisco perfettamente il suo dolore e apprezzo la sua consapevolezza: ammettere la propria dipendenza e le conseguenze dannose che crea nel nostro stile di relazione è già un primo passo verso l'uscita da quel tunnel entro il quale ci troviamo imprigionati. Ma non basta. Bisogna farsi aiutare da uno specialista.
A mio avviso per recuperare il rapporto con sua figlia ( perché questo secondo me è quello che lei sta chiedendo) dovrebbe innanzitutto affrontare un percorso psicoterapico che l’aiuti a superare le sue dipendenze e le dia maggior sicurezza e fiducia in se stessa (si anche la dipendenza affettiva è una dipendenza e va trattata alla stregua di quella dell’alcol). Perché la chiusura di una relazione amorosa è ancora così traumatica dopo un anno e ha ancora delle ripercussioni su se stessa e gli altri importanti per lei?
Buongiorno. Leggendo la sua ho avuto l'immagine visiva delle Matrioske: dentro un problema sembra esserci un altro problema, poi un altro ancora etc etc. Io credo che in questi casi sia bene rivolgersi a chi si occupa di diagnosi multiple (esistono alcuni servizi cosiddetti "doppia diagnosi") dove poter affrontare sia il tema dell'abuso di alcol sia il tema della fragilita' psicologica. Può eventualmente ricercare anche nel Ssn, in quanto non sembra, ma l'impegno e le forze da mettere in campo richiedono un tempo abbastanza lungo
Buongiorno, concordo con i colleghi che le hanno risposto. Occorrerebbe un trattamento psicoterapico, attraverso il quale potrà riacquisire un equilibrio ad oggi vacillante. Ha già la consapevolezza di aver bisogno di aiuto. Può rivolgersi al csm di sua pertinenza, ad altre strutture pubbliche convenzionate dal SSN o in alternativa ad uno specialista privato. Saluti
Salve, comprendo dal suo racconto le sue sofferenze e difficoltà che sembrano perdurare da molto tempo. Mi sembra che in lei ci sia un forte senso di impotenza che la porta a pensare di non poter incidere nella sua vita dandogli una direzione per lei funzionale; piuttosto tende a pensare ad un destino già tracciato e forse prevalentemente negativo. La forza che ha trovato per interrompere la relazione sentimentale ci parla delle sue risorse interne che, a mio parere, andrebbero sostenute e valorizzate. Le.consiglio a tal fine di rivolgersi ad uno psicoterapeuta e sono convinta che sarà di aiuto anche per il difficile rapporto con sua figlia.
Salve, leggendo attentamente la sua domanda posso capire che lei sia una personalità dipendente, prima da un uomo non libero che non le può dare ciò che desidera, poi alcool ed infine cartomante che inizialmente è iniziata per gioco poi è diventata una vera dipendenza. E' chiaro che sua figlia è preoccupata per lei ed esprime tale sentimento con la rabbia, forse invece di andare dalle chiromanti, persone che si approfittano guadagnando sulla debolezza altrui, persone senza scrupoli. Non ha pensato di farsi aiutare da un professionista come uno psicoterapeuta preparato, facendo un lavoro serio su di sè e cercando di risolvere la sua dipendenza? Cordiali saluti, dott. Eugenia Cardilli.
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Buongiorno, dal suo breve racconto emergono delle difficoltà a più livelli. Forse la più urgente in ordine di tempo è quella di staccarsi dalla dipendenza dall'alcool, per avere la lucidità necessaria per affrontare poi le altre problematiche. Per far questo può rivolgersi al sert della sua zona o anche a gruppi di autoaiuto come gli alcolisti anonimi.
Alla base di tutta questa serie di dipendenze (uomo occupato, cartomanti, alcool), però c'è la dipendenza affettiva, che è una difficoltà a vivere serenamente le relazioni e a prendersi cura di se stessi, ed è importante che faccia un percorso psicoterapeutico per ottenere un cambiamento efficace.
Coraggio, ritorni a occuparsi di se stessa e in questo modo si accorgerà che sua figlia con la sua rabbia sta solo domandando il suo aiuto e la sua presenza!
Resto a disposizione per qualunque chiarimento, saluti dott. Federica Paciaroni
Alla base di tutta questa serie di dipendenze (uomo occupato, cartomanti, alcool), però c'è la dipendenza affettiva, che è una difficoltà a vivere serenamente le relazioni e a prendersi cura di se stessi, ed è importante che faccia un percorso psicoterapeutico per ottenere un cambiamento efficace.
Coraggio, ritorni a occuparsi di se stessa e in questo modo si accorgerà che sua figlia con la sua rabbia sta solo domandando il suo aiuto e la sua presenza!
Resto a disposizione per qualunque chiarimento, saluti dott. Federica Paciaroni
Buongiorno, da quello che descrive mi sembra soffra di una dipendenza sia affettiva che da sostanza, sicuramente ha cercato nell'alcol una compensazione e delle risposte dalle cartomanti, credo sia importante rivolgersi ad un professionista competente: uno psicoterapeuta che la aiuti ad elaborare la relazione finita e a recuperare quella con sua figlia. Insieme potrete valutare se ricorrere anche ad uno psichiatra. Per qualunque esigenza o chiarimento sono a sua disposizione. Cordiali saluti.
Concordo pienamente con il collega che le consigliain primis di rivolgersi ad una struttura specilizzata che la possa seguire in un percorso di disintossicazione, affinchè possa riappropriarsi della propria vita....l'ammissione di avere un problema è già un passo fondamentale.
Il percorso psicologico è importante per lavorare sulla motivazione ed imparare a gestire la sofferenza in modo diverso. Certamente dopo aver iniziato a prendersi cura di se stessa potrà compiere i passi necessari al miglioramento della relazione con sua figlia.
Il percorso psicologico è importante per lavorare sulla motivazione ed imparare a gestire la sofferenza in modo diverso. Certamente dopo aver iniziato a prendersi cura di se stessa potrà compiere i passi necessari al miglioramento della relazione con sua figlia.
Buongiorno, le sue parole descrivono una situazione di un lutto d'amore senza fine e che ha travolto tutta la sua vita, anche il rapporto con sua figlia, anche la sua salute, (bere non le fa certamente bene né l'aiuta a capire meglio quello che le succede). Solo lei può dire che cosa abbia rappresentato la perdita della sua relazione sentimentale, solo lei può domandarselo. Né l'alcol né la chiromante potrà dirglielo. Che cosa vuole lei? Vuole occuparsi seriamente di sua figlia (c'è un padre a cui rivolgersi)? Vuole occuparsi di se stessa? Purtroppo sono domande molto faticose ma sono anche quelle che le possono cambiare la vita, se è questo che vuole. Cordiali saluti PG
Buonasera, certamente il dolore provato l'ha portata a trovare strade di "compensazione" della sua sofferenza interiore. Il rapporto con sua figlia è importante e lo è altrettanto la sua salute. Per questo le consiglio di trovare la strada iniziando un percorso psicoterapeutico che la faccia riflettere sulle sue sofferenze e così poter riprendere in mano le redini della sua vita.
Le faccio un grande in bocca al lupo.
Cordialmente, dott.ssa Paola De Martino
Le faccio un grande in bocca al lupo.
Cordialmente, dott.ssa Paola De Martino
Buongiorno, il grande dolore che prova sembra la stia sommergendo ma allo stesso tempo lei stessa sembra consapevole che alcol e cartomanti non sono sono stati di alcun aiuto. Rivolgersi ad uno psicologo o ad uno psicoterapeuta la potrebbe aiutare a fare fronte ad un momento così difficile e cercare una strada per essere più serena e vivere diversamente le relazioni personali. Un grande in bocca al lupo! Dott.ssa Alessandra Albani
Buongiorno, provi a rivolgersi ad uno psicoterapeuta, vedrà che inizierà a migliorare la sua condizione e a cambiare in positivo anche il modo di affrontare ciò che oggi la fa soffrire tanto.
Ottime cose, Dott. Andrea De Simone
Ottime cose, Dott. Andrea De Simone
Salve. Dal suo scritto traspare molta sofferenza. Sta elaborando faticosamente un lutto per la conclusione di una relazione complicata, ed ha un rapporto difficile con sua figlia. Mi sento di suggerirle un percorso psicologico. La aiuterà a trovare sollievo a chiarire e migliorare la relazione con sua figlia. Cordiali saluti Dottor Emanuele Grilli.
Buonasera, ha gia capito da cosa dipende la sua situazione e cosa sta comportando nella sua vita. Per migliorare questi aspetti è necessario chiedere aiuto ad un professionista, con la giusta volontà saprà porle rimedio.
MMM
MMM
Cara utente, non è facile affrontare da soli grandi dolori. Questa difficoltà a volte può portare, come nel suo caso, all'uso strategie disfunzionali per affrontare il dolore, strategie che poi hanno ripercussioni in tutte le aree di vita della persona (familiare, sociale, ecc..). Ha riconosciuto di avere una dipendenza, che è uno stato complicato da superare se affrontato da soli. Le consiglio vivamente intanto di fare un colloquio psicologico, per poter avere un quadro completo della sua situazione e capire quali sono le strade da intraprendere per uscirne. Ricostruendo se stessa avrà la possibilità di ricostruire anche il rapporto con sua figlia.
Gentile signora, merita di trovare strade che siano per lei più funzionali a un maggior benessere. Se ne sente la necessità si dia la possibilità di affidarsi a una psicoterapia in cui entrare in contatto, in un contesto di accettazione e supporto, con quanto sente e con le difficoltà passate e attuali, in vista del raggiungimento di un rapporto piu gratificante, costruttivo e funzionale con se stessa e con gli altri.
Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo che sta attraversando. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Salve, il suo problema potrebbe essere facilmente trattato in un percorso psicologico per affrontare e superare le sue difficoltà. Se è questa è la sua intenzione, sono disponibile a fornirle il mio supporto professionale. Le porgo i miei saluti. Dr. Giacomi
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Buongiorno le consiglio di rivolgersi ad un Terapeuta.
Purtroppo quando una relazione finisce si entra in una spirale tipica dell'ossessione.
L'errore che noi facciamo è il cercare di nn pensarci. Più cerco di non pensarci e più ci penso. Più cerco di scacciare un pensiero intrusivo più la mia mente ci va pensare. Se ci pensa, pensare di non pensare è già pensare
Le consiglio fino ad ad allora di fare un esercizio apparentemente illogico..
Scriva delle lettere strappa lacrime alla persona. Scriva scriva scriva fino a quando non ne ha più. Una volta finito chiuda la lettera , la indirizzi e la metta chiusa nel cassetto ( non la deve inviare). Ogni giorno cosi, con una nuova lettera.
Cercare di comunicare in maniera logica con la mente non funziona.
2+2 non fa 4.
Mi faccia sapere
un caro saluto
Alessio Morgan
Purtroppo quando una relazione finisce si entra in una spirale tipica dell'ossessione.
L'errore che noi facciamo è il cercare di nn pensarci. Più cerco di non pensarci e più ci penso. Più cerco di scacciare un pensiero intrusivo più la mia mente ci va pensare. Se ci pensa, pensare di non pensare è già pensare
Le consiglio fino ad ad allora di fare un esercizio apparentemente illogico..
Scriva delle lettere strappa lacrime alla persona. Scriva scriva scriva fino a quando non ne ha più. Una volta finito chiuda la lettera , la indirizzi e la metta chiusa nel cassetto ( non la deve inviare). Ogni giorno cosi, con una nuova lettera.
Cercare di comunicare in maniera logica con la mente non funziona.
2+2 non fa 4.
Mi faccia sapere
un caro saluto
Alessio Morgan
Sarebbe interessante, per me, scoprire perché si sia innamorata di quest'uomo e come questa relazione l'abbia trasformata. E comprendere come la rottura di questa relazione l'abbia gettata in una condizione di così profonda angoscia.
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Salve, le relazioni sentimentali possono essere molto potenti sulla nostra vita, possono condurci in direzioni prima impensabili, nel bene e nel male. Mi colpisce l'accenno al rapporto con sua figlia, mentre descrive di essere in preda alla dipendenza dall'alcol, in questo periodo difficile. Una consulenza psicologica potrebbe focalizzare meglio quale sia la sua richiesta d'aiuto.
Buongiorno, piacere. Sicuramente la fine di un rapporto comporta tanto dolore e sofferenza. Quello che ci fa realmente male è però quando pensiamo che con la fine di una relazione scompaiano in qualche modo anche tutte le nostre possibilità di stare bene e così cerchiamo di ritrovarle in tante cose materiali che però non ci soddisfano veramente, anzi forse aumentano il nostro malessere. Credo che sia importante riconoscere che oggi, scrivendo qui, tu stia cercando un altro tipo di risposte che intraprendendo un percorso sono sicura che potrai trovare.
Gentile utente, dal suo racconto esprime un forte dolore per la fine di una storia lunga e complessa, ma anche per un rapporto conflittuale con sua figlia. Spesso ci si ritrova a buttarsi in soluzioni semplici ed immediate, che però portano solamente a più dolore. Un percorso psicologico potrebbe esserle d'aiuto in questo momento così difficile, aiutandola in una crescita personale e relazionale. Un caro saluto, Eugenia Borello
Le problematiche di cui scrive sono tutte importanti e il condividerle è segno di coraggio e di desiderio di risolverle. Concordo con i colleghi che la invitano a dare la priorità al percorso di disintossicazione: è un modo efficace per costruire un punto di vista più luminoso e onesto sulla sua realtà e sulle sue possibilità, col sostegno di un percorso terapeutico. Le auguro di prendersi cura di sé!
Grazie per aver condiviso con me le difficoltà che stai affrontando. Mi dispiace sentire che hai vissuto una grande delusione sentimentale che ancora ti affligge, nonostante siano passati quasi un anno da quando hai avuto la forza di mettere fine a quella relazione non corrisposta. Capisco che sia stato un processo doloroso, poiché hai continuato ad amare questa persona più di te stessa, nonostante la sua indisponibilità. È comprensibile che ti sia rivolta alle cartomanti e all'alcool per cercare conforto in momenti di tristezza e dipendenza, ma è importante riconoscere che queste risorse potrebbero non essere le più efficaci per affrontare i tuoi problemi a lungo termine.
Inoltre, mi preoccupa sentire che il tuo rapporto con tua figlia di 21 anni sia andato in malora. Sembra che ci siano delle tensioni e delle difficoltà di comunicazione tra voi, che hanno portato a una certa rabbia e ostilità da parte sua. È comprensibile che questa situazione ti preoccupi e che desideri migliorare il rapporto con tua figlia.
Ti suggerisco di considerare la possibilità di intraprendere un percorso di terapia individuale, in modo da esplorare più approfonditamente le tue emozioni, i pensieri negativi e i modelli di comportamento che possono influenzare la tua vita quotidiana. La terapia può fornirti uno spazio sicuro per esplorare le tue esperienze, elaborare la delusione sentimentale, affrontare la dipendenza e sviluppare nuovi modi di gestire lo stress e le emozioni negative.
Inoltre, potrebbe essere utile coinvolgere tua figlia nel processo terapeutico, se lo ritiene appropriato, per affrontare le dinamiche familiari e le difficoltà che stai vivendo. La terapia familiare o la consulenza familiare possono essere strumenti preziosi per migliorare la comunicazione, creare un ambiente di comprensione reciproca e lavorare verso una relazione più sana e appagante.
Ricorda che il percorso verso il recupero emotivo richiede tempo e impegno, ma con il sostegno adeguato puoi superare le difficoltà che stai affrontando.
Inoltre, mi preoccupa sentire che il tuo rapporto con tua figlia di 21 anni sia andato in malora. Sembra che ci siano delle tensioni e delle difficoltà di comunicazione tra voi, che hanno portato a una certa rabbia e ostilità da parte sua. È comprensibile che questa situazione ti preoccupi e che desideri migliorare il rapporto con tua figlia.
Ti suggerisco di considerare la possibilità di intraprendere un percorso di terapia individuale, in modo da esplorare più approfonditamente le tue emozioni, i pensieri negativi e i modelli di comportamento che possono influenzare la tua vita quotidiana. La terapia può fornirti uno spazio sicuro per esplorare le tue esperienze, elaborare la delusione sentimentale, affrontare la dipendenza e sviluppare nuovi modi di gestire lo stress e le emozioni negative.
Inoltre, potrebbe essere utile coinvolgere tua figlia nel processo terapeutico, se lo ritiene appropriato, per affrontare le dinamiche familiari e le difficoltà che stai vivendo. La terapia familiare o la consulenza familiare possono essere strumenti preziosi per migliorare la comunicazione, creare un ambiente di comprensione reciproca e lavorare verso una relazione più sana e appagante.
Ricorda che il percorso verso il recupero emotivo richiede tempo e impegno, ma con il sostegno adeguato puoi superare le difficoltà che stai affrontando.
Chiudere una relazione corrisponde al vivere un lutto, inizialmente sperimentiamo un senso di disperazione, smarrimento e non accettazione della realtà .In questa fase ognuno di noi cerca di affrontare tale dolore come meglio può e con gli strumenti che ha a sua disposizione. Lei mi sembra di capire che ha cercato un riparo immediato nell'alcool e nell'esoterismo,ma come dice un famoso scritttore di nome George Shaw: "Per ogni problema complesso, c'è sempre una soluzione semplice. Che è sbagliata". Infatti, come lei stessa ha constatato, queste "soluzioni" non le hanno portato alcun vantaggio significativo.
Il mio consiglio è quello di rivolgersi ad un professionista che la supporti in questa fase di vita tanto delicata e l'aiuti ad individuare soluzioni più efficaci,prima tra queste un percoso di disintossicazione.
Un cordiale saluto.
Il mio consiglio è quello di rivolgersi ad un professionista che la supporti in questa fase di vita tanto delicata e l'aiuti ad individuare soluzioni più efficaci,prima tra queste un percoso di disintossicazione.
Un cordiale saluto.
Gentile utente, mi sembra di capire che sta attraversando un periodo piuttosto faticoso emotivamente.
Una relazione importante si è conclusa e le conseguenze hanno ancora tanto impatto sulla sua vita.
Probabilmente in questa fatica che sta vivendo anche le relazioni con sua figlia stanno diventando più difficili da gestire.
Forse l'alcool le permette di anestetizzare il dolore, allontanarlo.
Segua questo suo bisogno di cheidere aiuto e si rivolga ad un* psicoterapeuta.
Un caro saluto,
Dott.ssa Del Giudice
Una relazione importante si è conclusa e le conseguenze hanno ancora tanto impatto sulla sua vita.
Probabilmente in questa fatica che sta vivendo anche le relazioni con sua figlia stanno diventando più difficili da gestire.
Forse l'alcool le permette di anestetizzare il dolore, allontanarlo.
Segua questo suo bisogno di cheidere aiuto e si rivolga ad un* psicoterapeuta.
Un caro saluto,
Dott.ssa Del Giudice
Gentile utente,
innanzitutto è stata molto brava a riconoscere che sta affrontando delle difficoltà per le quali un aiuto esterno può esserle indispensabile. E' assolutamente naturale e umano a volte non farcela completamente da soli. L'intensità delle emozioni che sta provando probabilmente le causa una sofferenza talemnte marcata tanto da invadere le altre sfere della sua vita come quella della relazione con sua figlia o il controllo rispetto all'uso dell'alcol. Accolga la sensazione di bisogno di aiuto che sente dentro e si rivolga alla terapia, così da poter ottenere supporto nell'elaborazione di questa sofferenza, nel cambiamento delle strategie di vita disfunzionali che in questo momento le stanno costando troppo e poter ripristinare il suo equilibrio.
Cari saluti
Dott.ssa Claudia Vallardi
innanzitutto è stata molto brava a riconoscere che sta affrontando delle difficoltà per le quali un aiuto esterno può esserle indispensabile. E' assolutamente naturale e umano a volte non farcela completamente da soli. L'intensità delle emozioni che sta provando probabilmente le causa una sofferenza talemnte marcata tanto da invadere le altre sfere della sua vita come quella della relazione con sua figlia o il controllo rispetto all'uso dell'alcol. Accolga la sensazione di bisogno di aiuto che sente dentro e si rivolga alla terapia, così da poter ottenere supporto nell'elaborazione di questa sofferenza, nel cambiamento delle strategie di vita disfunzionali che in questo momento le stanno costando troppo e poter ripristinare il suo equilibrio.
Cari saluti
Dott.ssa Claudia Vallardi
Gentile signora, molto spesso si ha la sensazione di non poter andare avanti da soli, senza il conforto di un amore, senza il quale ci vediamo persi e allora anche il mondo intorno a noi ci appare rovinosamente ostile. Un aiuto psicologico può essere il giusto sostegno per comprendere che solo quando si ritrova la fiducia e la stima in sé stessi si possono affrontare con il giusto equilibrio le relazioni esterne ed affettive.
Lei ha amato più di se stessa un uomo sposato. Ha però avuto la forza di lasciarlo e non è poco. Adesso è bene che Lei recuperi amore di sé e metta se stessa davanti a qualsiasi relazione ma soprattutto ristabilisca il rapporto con Sua figlia. Vedrà che piano piano ci riuscirà. Auguri! Dott.ssa Rosa Genovese
Buongiorno,
mi dispiace tanto leggere le sue parole. Soprattutto perché ha trovato la forza di lasciare un uomo che amava (e al quale, forse, si sente ancora legata), però purtroppo è caduta in un’altra forma di dipendenza, quella da alcol. E tutto questo ha chiaramente dei risvolti significativi sulla sua quotidianità nei vari ambiti della vita e sul rapporto con sua figlia.
La dipendenza, sia affettiva sia da sostanze, è una trappola pericolosa ma dalla quale si può uscire.
Ha già avuto un enorme coraggio a fare quella scelta un anno fa. Questo indica che dentro di lei ci sono importanti risorse a cui attingere per potersi riappropriare della sua vita, dei suoi affetti più importanti, di lei stessa!
Non si arrenda a questa sofferenza, esistono le strade giuste che possono davvero aiutarla a non essere più sottomessa a questo sistema punitivo a cui, involontariamente, si è sottoposta.
Per qualunque cosa, sono a sua disposizione.
Un caro saluto
Dott.ssa Simona Di Napoli
mi dispiace tanto leggere le sue parole. Soprattutto perché ha trovato la forza di lasciare un uomo che amava (e al quale, forse, si sente ancora legata), però purtroppo è caduta in un’altra forma di dipendenza, quella da alcol. E tutto questo ha chiaramente dei risvolti significativi sulla sua quotidianità nei vari ambiti della vita e sul rapporto con sua figlia.
La dipendenza, sia affettiva sia da sostanze, è una trappola pericolosa ma dalla quale si può uscire.
Ha già avuto un enorme coraggio a fare quella scelta un anno fa. Questo indica che dentro di lei ci sono importanti risorse a cui attingere per potersi riappropriare della sua vita, dei suoi affetti più importanti, di lei stessa!
Non si arrenda a questa sofferenza, esistono le strade giuste che possono davvero aiutarla a non essere più sottomessa a questo sistema punitivo a cui, involontariamente, si è sottoposta.
Per qualunque cosa, sono a sua disposizione.
Un caro saluto
Dott.ssa Simona Di Napoli
Le sue parole esprimono chiaramente il dolore che sta provando da almeno un anno, in seguito alla fine di una relazione che sembra essere stata fonte di intenso coinvolgimento emotivo, ma anche di sofferenza. L’alcol e le carte come mezzi per alleviare il dolore e sfuggire alla realtà attuale non rappresentano una soluzione funzionale. Al contrario, rischia di allontanarsi da un presente che merita di essere vissuto in tutte le sue declinazioni, sia nei momenti di pienezza che in quelli di vuoto. Un aiuto psicologico potrebbe supportarla nel mettere a fuoco questi aspetti, riflettere sulla relazione passata ed elaborarne la chiusura, permettendole così di riprendere in mano la propria vita e di ricostruire il rapporto con sua figlia. Le auguro di riuscire a prendersi cura di sè. Un caro saluto, Dott.ssa Francesca Romagnano
Gentile utente, sembra essere passato da una dipendenza affettiva a quella alcolica. Le cartomanti non aiutano a cambiare, piuttosto creano altra dipendenza da sollievo immediato. Provi a rivolgersi ad uno psicoterapeuta, penso sia strada migliore per recuperare anche il rapporto con sua figlia. Cordialmente, giada di Veroli
Salve, le sue parole così amare meritano un lavoro approfondito in una dimensione protetta di psicoterapia.
Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Gentilissima, comprendo la difficoltà che sta provando visti gli eventi complessi che si è trovata ad affrontare. Immagino sia stato molto doloroso chiudere una relazione importante con una persone che dice di aver amato più di sé stessa. Mi dispiaccio molto che si sia dovuta rivolgere a delle cartomanti per affrontare quello che ha vissuto, le suggerisco di prendere in considerazione l'idea di iniziare un percorso psicologico per elaborare la delusione sentimentale che "è ancora tanto grande" come dice e lavorare sul rapporto con sua figlia. Inoltre, rifugiarsi nell'alcool non la aiuta, è soltanto un mezzo che spesso viene utilizzato per affrontare o non affrontare il dolore, la tristezza e, in generale, le emozioni che non riusciamo a concederci. Le auguro di potersi affidare ad un professionista della salute che possa darle nuovi strumenti per conoscersi meglio, affrontare tutto quello che sta vivendo in modo sano e recuperare, se lo desidera, il rapporto con sua figlia, provando a comprendere meglio la sua rabbia e cosa non vi permette di capirvi in questo momento. Saluti, Dott.ssa Carli Priscilla
Gentile paziente, la sua situazione sembra molto complessa. Le suggerirei innanzitutto di rivolgersi al Serd di competenza per una presa in carico psichiatrica ed intraprendere un primo trattamento farmacologico per contrastare la dipendenza dall'alcol. In seguito sarebbe auspicabile iniziare un percorso psicoterapeutico per elaborare gli eventi che l'hanno portata al suo disagio attuale, apprendere strategie per gestire la dipendenza e la gestione del il sistema emotivo, per riprendere in mano la sua vita ed i rapporti familiari. Sicuramente il cambiamento sarà complesso e non privo di ostacoli, ma affidandosi a professionisti e lavorando tanto su se stessa, sono certa ne verrà fuori.
Augurandole il meglio, dott.ssa Chiara Lazzari
Augurandole il meglio, dott.ssa Chiara Lazzari
Buonasera, la ringrazio per la condivisione. Potrebbe essere utile affrontare quanto stia accadendo nella sua vita, cogliendone gli aspetti trasformativi e vedendoli come opportunità di crescita e di evoluzione personale. Se vorrà, io sono disponibile per questo. A presto VB
concordo con i colleghi
Buonasera,
grazie per aver condiviso la sua esperienza, comprendo quanto possa essere dolorosa e complessa questa situazione. La delusione sentimentale e il ricorso ad alcol e cartomanti come meccanismi di coping sono segnali di un profondo malessere che merita attenzione e cura.
Ecco alcuni suggerimenti che potrebbero esserle utili:
Supporto Psicologico: consideri di intraprendere un percorso di psicoterapia per affrontare e superare il dolore della delusione sentimentale. Un terapeuta può aiutarla a esplorare le sue emozioni e trovare modi più sani per gestirle.
Gestione delle Dipendenze: è importante affrontare il ricorso all'alcol come forma di auto-medicazione. Cercare supporto da professionisti specializzati in dipendenze può essere un passo cruciale verso il recupero.
Ripristino della Relazione con sua figlia: la relazione con sua figlia sembra aver subito un duro colpo. Consideri la possibilità di coinvolgere un terapeuta familiare per facilitare la comunicazione e il recupero del rapporto.
Salute Emotiva e Benessere: prendersi cura di sé stessa, del proprio benessere fisico ed emotivo, può essere un buon punto di partenza. Attività come esercizio fisico, meditazione o hobby che le piacciono possono aiutare a migliorare il suo stato d'animo.
Riconoscere il problema e chiedere aiuto sono già passi importanti. È fondamentale affrontare queste difficoltà con il supporto adeguato e prendersi il tempo necessario per guarire.
Resto a disposizione per qualsiasi ulteriore domanda o chiarimento.
Cordiali saluti.
grazie per aver condiviso la sua esperienza, comprendo quanto possa essere dolorosa e complessa questa situazione. La delusione sentimentale e il ricorso ad alcol e cartomanti come meccanismi di coping sono segnali di un profondo malessere che merita attenzione e cura.
Ecco alcuni suggerimenti che potrebbero esserle utili:
Supporto Psicologico: consideri di intraprendere un percorso di psicoterapia per affrontare e superare il dolore della delusione sentimentale. Un terapeuta può aiutarla a esplorare le sue emozioni e trovare modi più sani per gestirle.
Gestione delle Dipendenze: è importante affrontare il ricorso all'alcol come forma di auto-medicazione. Cercare supporto da professionisti specializzati in dipendenze può essere un passo cruciale verso il recupero.
Ripristino della Relazione con sua figlia: la relazione con sua figlia sembra aver subito un duro colpo. Consideri la possibilità di coinvolgere un terapeuta familiare per facilitare la comunicazione e il recupero del rapporto.
Salute Emotiva e Benessere: prendersi cura di sé stessa, del proprio benessere fisico ed emotivo, può essere un buon punto di partenza. Attività come esercizio fisico, meditazione o hobby che le piacciono possono aiutare a migliorare il suo stato d'animo.
Riconoscere il problema e chiedere aiuto sono già passi importanti. È fondamentale affrontare queste difficoltà con il supporto adeguato e prendersi il tempo necessario per guarire.
Resto a disposizione per qualsiasi ulteriore domanda o chiarimento.
Cordiali saluti.
Buongiorno,
Comprendendo quanto possa essere doloroso vivere una delusione sentimentale così profonda, specialmente quando si è investito tanto a livello emotivo. È naturale che una ferita di questo tipo, se non elaborata adeguatamente, possa protrarsi nel tempo e influenzare diversi aspetti della vita quotidiana, come il rapporto con sé stessi e con le persone più vicine.
La dipendenza da cartomanti e alcool, che inizialmente può sembrare un rifugio o un modo per trovare risposte e sollievo, rischiando di diventare un circolo vizioso che aggrava ulteriormente la sofferenza. Allo stesso modo, le difficoltà con sua figlia potrebbero riflettere la tensione e il dolore che state vivendo entrambe, creando un muro comunicativo difficile da abbattere.
È importante sapere che non è mai troppo tardi per cercare di ricostruire il rapporto con sé stessi e con chi ci sta accanto. L'elaborazione del lutto emotivo per la fine di una relazione richiede tempo e, soprattutto, il giusto supporto.
Rivolgersi a uno specialista può fare una grande differenza: attraverso un percorso psicoterapeutico è possibile lavorare su questi vissuti, trovare nuovi strumenti per affrontare il dolore e recuperare il rapporto con sua figlia, oltre che con se stessa.
Le consiglio di non affrontare tutto questo da sola. Chiedere aiuto non è segno di debolezza, ma di forza e consapevolezza.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Comprendendo quanto possa essere doloroso vivere una delusione sentimentale così profonda, specialmente quando si è investito tanto a livello emotivo. È naturale che una ferita di questo tipo, se non elaborata adeguatamente, possa protrarsi nel tempo e influenzare diversi aspetti della vita quotidiana, come il rapporto con sé stessi e con le persone più vicine.
La dipendenza da cartomanti e alcool, che inizialmente può sembrare un rifugio o un modo per trovare risposte e sollievo, rischiando di diventare un circolo vizioso che aggrava ulteriormente la sofferenza. Allo stesso modo, le difficoltà con sua figlia potrebbero riflettere la tensione e il dolore che state vivendo entrambe, creando un muro comunicativo difficile da abbattere.
È importante sapere che non è mai troppo tardi per cercare di ricostruire il rapporto con sé stessi e con chi ci sta accanto. L'elaborazione del lutto emotivo per la fine di una relazione richiede tempo e, soprattutto, il giusto supporto.
Rivolgersi a uno specialista può fare una grande differenza: attraverso un percorso psicoterapeutico è possibile lavorare su questi vissuti, trovare nuovi strumenti per affrontare il dolore e recuperare il rapporto con sua figlia, oltre che con se stessa.
Le consiglio di non affrontare tutto questo da sola. Chiedere aiuto non è segno di debolezza, ma di forza e consapevolezza.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Mi dispiace per il dolore che sta affrontando, ma riconoscere il problema è già un primo passo importante. Un percorso terapeutico potrebbe aiutarla a elaborare la delusione, superare le dipendenze e ripristinare un dialogo autentico con sua figlia. Non è mai troppo tardi per ricominciare, e lavorando su sé stessa potrà ritrovare equilibrio e forza.
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Gentile signora, mi dispiace per questa situazione complessa che sta vivendo lei e sua figlia. La cartomanzia e soprattutto l'alcool non credo che l'aiuteranno ad uscirne, anzi temo che peggioreranno la situazione. Meglio sarebbe rivolgersi ad uno psicologo o ancora meglio ad uno psicoterapeuta che la possa accompagnare con professionalità, competenza e sensibilità verso un vissuto più soddisfacente. Cordiali saluti, dottor Stefano Angeletti.
Buongiorno SIg.ra. Capisco il dolore che sta attraversando e mi dispiace sapere che questa delusione sentimentale ha avuto un impatto così profondo su di lei e sulla sua relazione con sua figlia. Lei è in una fase difficile, ma il fatto che stia cercando un confronto e un aiuto è già un grande passo.
Lasciare una persona che si ama profondamente, anche se non libera, è una scelta difficile e dolorosa. Il fatto che sia passato quasi un anno e che il dolore sia ancora forte è normale, soprattutto se ha riversato in quella relazione molte delle sue emozioni e speranze. Tuttavia, più resta ancorata a quel dolore, più fatica a riprendere in mano la sua vita.
- **Hai diritto a soffrire, ma non a distruggerti.** Il dolore va elaborato, non soffocato con l’alcool o affidandoti a chi promette risposte facili come le cartomanti.
- **Prova a concentrarti su te stessa.** Più cerchi di trovare fuori da te un senso alla tua sofferenza, più rischi di perdere di vista la persona più importante: **te stessa**.
Capisco il bisogno di trovare risposte e sollievo, ma cartomanti e alcool come strumenti la tengono bloccata in un circolo vizioso:
- Le cartomanti non daranno la verità: danno illusioni che alimentano il dolore e la speranza di qualcosa che probabilmente non tornerà.
- L'alcool è una fuga temporanea: la fa sentire meglio per un po’, ma poi lascia solo più vuoto, più dolore e spesso anche più problemi nelle relazioni con chi le sta vicino.
Se sente di avere difficoltà a uscirne da sola, chiedere aiuto ad un professionista non è una sconfitta, ma un atto di forza. Parlare con un/una psicologo/a potrebbe aiutarla a trovare nuove risorse per affrontare la sua sofferenza senza dover ricorrere a questi mezzi.
Capisco che la situazione con sua figlia sia tesa e difficile. Lei ha 21 anni, un'età in cui si è in cerca della propria indipendenza e spesso si è pieni di rabbia per situazioni familiari vissute come dolorose o ingiuste. Se la odia e ce l’ha con lei e con il mondo intero, probabilmente si sente ferita o abbandonata in qualche modo. Provi a ricostruire piano piano, senza forzarla, senza pretendere che tutto torni come prima. Magari con piccoli gesti, chiedendole semplicemente come sta, senza aspettarsi grandi aperture immediate. Inoltre, mi sento di consigliarle di dimostrare con i fatti che vuole migliorare: se sua figlia vede che sta lavorando su se stessa e che cerca di lavorare sulle dipendenze, con il tempo potrebbe cambiare atteggiamento nei suoi confronti.
Quindi, come ripartire? Si dia il permesso di guarire. Il dolore non si spegne da un giorno all’altro, ma deve essere motivata a voler stare meglio.
È dura, lo so, ma non è impossibile. Il primo passo lo ha già fatto, riconoscendo il problema. Ora deve solo continuare a camminare verso una versione più forte di lei stessa. Io posso aiutarla in questo, se vuole.
Un caro saluto.
Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.
Lasciare una persona che si ama profondamente, anche se non libera, è una scelta difficile e dolorosa. Il fatto che sia passato quasi un anno e che il dolore sia ancora forte è normale, soprattutto se ha riversato in quella relazione molte delle sue emozioni e speranze. Tuttavia, più resta ancorata a quel dolore, più fatica a riprendere in mano la sua vita.
- **Hai diritto a soffrire, ma non a distruggerti.** Il dolore va elaborato, non soffocato con l’alcool o affidandoti a chi promette risposte facili come le cartomanti.
- **Prova a concentrarti su te stessa.** Più cerchi di trovare fuori da te un senso alla tua sofferenza, più rischi di perdere di vista la persona più importante: **te stessa**.
Capisco il bisogno di trovare risposte e sollievo, ma cartomanti e alcool come strumenti la tengono bloccata in un circolo vizioso:
- Le cartomanti non daranno la verità: danno illusioni che alimentano il dolore e la speranza di qualcosa che probabilmente non tornerà.
- L'alcool è una fuga temporanea: la fa sentire meglio per un po’, ma poi lascia solo più vuoto, più dolore e spesso anche più problemi nelle relazioni con chi le sta vicino.
Se sente di avere difficoltà a uscirne da sola, chiedere aiuto ad un professionista non è una sconfitta, ma un atto di forza. Parlare con un/una psicologo/a potrebbe aiutarla a trovare nuove risorse per affrontare la sua sofferenza senza dover ricorrere a questi mezzi.
Capisco che la situazione con sua figlia sia tesa e difficile. Lei ha 21 anni, un'età in cui si è in cerca della propria indipendenza e spesso si è pieni di rabbia per situazioni familiari vissute come dolorose o ingiuste. Se la odia e ce l’ha con lei e con il mondo intero, probabilmente si sente ferita o abbandonata in qualche modo. Provi a ricostruire piano piano, senza forzarla, senza pretendere che tutto torni come prima. Magari con piccoli gesti, chiedendole semplicemente come sta, senza aspettarsi grandi aperture immediate. Inoltre, mi sento di consigliarle di dimostrare con i fatti che vuole migliorare: se sua figlia vede che sta lavorando su se stessa e che cerca di lavorare sulle dipendenze, con il tempo potrebbe cambiare atteggiamento nei suoi confronti.
Quindi, come ripartire? Si dia il permesso di guarire. Il dolore non si spegne da un giorno all’altro, ma deve essere motivata a voler stare meglio.
È dura, lo so, ma non è impossibile. Il primo passo lo ha già fatto, riconoscendo il problema. Ora deve solo continuare a camminare verso una versione più forte di lei stessa. Io posso aiutarla in questo, se vuole.
Un caro saluto.
Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.
Buonasera, la situazione che descrive è certamente complessa e dolorosa. Le emozioni legate alla delusione sentimentale e ai conflitti familiari sono pesanti da gestire da soli. Un supporto psicoterapeutico può certamente aiutare a esplorare e comprendere meglio questi vissuti. Affrontare la situazione con l'aiuto di un professionista potrebbe non solo favorire la gestione del dolore, ma anche migliorare la comunicazione con sua figlia e permetterle di trovare nuove risorse per affrontare le difficoltà.
Cordiali saluti
Cordiali saluti
Gentile. Le delusioni sentimentali sono equiparabili ad un vero e proprio lutto, è dunque comprensibile la sua reazione. Anzi che ha avuto la forza di chiudere se lo riteneva necessario, è stata molto forte. Tuttavia a volte ci portiamo dentro dei pesi importanti che proviamo a gestire a nostro modo, come lei cita ad esempio con l'alcool. Questi pesi possono essere conosciuti, gestiti e compresi con un percorso di sostegno psicologico, il quale potrà aiutarla anche nel rapporto con sua figlia.
Un saluto.
Un saluto.
Gentile utente, grazie per aver condiviso questo momento difficile che sta affrontando. Sono molto dispiaciuta per la sua situazione. Mi sento di suggerirle di rivolgersi a uno specialista e iniziare un percorso di supporto e sostengo, che possa aiutarla a elaborare i momenti difficili.
Non esiti a contattarmi se ne sentisse il bisogno!
Dottoressa Bergamini Laura
Psicologa clinica e forense - Psicodiagnosta
Non esiti a contattarmi se ne sentisse il bisogno!
Dottoressa Bergamini Laura
Psicologa clinica e forense - Psicodiagnosta
Buongiorno,
il dolore che sta vivendo è profondo, e ha radici che toccano affetti, dipendenze e il rapporto con sua figlia. Chiudere una relazione in cui si è dato tutto non è solo un atto di forza, ma anche l’inizio di un percorso di ricostruzione che può essere difficile affrontare da soli.
La terapia cognitivo-comportamentale aiuta a comprendere come alcune strategie (come l’uso dell’alcol o la ricerca di risposte esterne) nascano dal tentativo di gestire la sofferenza, ma col tempo rischiano di alimentarla. Intervenire su questi schemi è possibile, e può avere un impatto positivo anche sulla relazione con sua figlia.
Un supporto psicologico può aiutarla a rimettere al centro sé stessa, con più chiarezza e meno colpa. È già un primo passo essersi aperta.
Un caro saluto,
dott. Jacopo Modoni
il dolore che sta vivendo è profondo, e ha radici che toccano affetti, dipendenze e il rapporto con sua figlia. Chiudere una relazione in cui si è dato tutto non è solo un atto di forza, ma anche l’inizio di un percorso di ricostruzione che può essere difficile affrontare da soli.
La terapia cognitivo-comportamentale aiuta a comprendere come alcune strategie (come l’uso dell’alcol o la ricerca di risposte esterne) nascano dal tentativo di gestire la sofferenza, ma col tempo rischiano di alimentarla. Intervenire su questi schemi è possibile, e può avere un impatto positivo anche sulla relazione con sua figlia.
Un supporto psicologico può aiutarla a rimettere al centro sé stessa, con più chiarezza e meno colpa. È già un primo passo essersi aperta.
Un caro saluto,
dott. Jacopo Modoni
Buongiorno cara Paziente Anonima,
chiudere una relazione sentimentale, soprattutto una che porta con se dolore e delusione non è mai cosa facile. Porta con se' un lutto da elaborare, le conseguenze del crollo di progetti e illusioni, il sentirsi soli e in balia delle onde della vita e tante altre emozioni dolorose che andrebbero elaborate una per una. Sicuramente scegliere di amare se stessi è un ottimo primo passo ma poi occorre riuscire a tenere duro e metterlo in pratica. Dal poco che lei ci racconta mi pare di intravedere come lei si sia affrancata da una dipendenza per sostituirla pian piano con delle altre e ne soffre anche il rapporto con sua figlia. Non si dia colpe, ma inizi a volersi bene sul serio, e le cose non potranno che migliorare. Più facile a dirsi che a farsi vero? Ma mi creda, si può fare. Si lasci aiutare
chiudere una relazione sentimentale, soprattutto una che porta con se dolore e delusione non è mai cosa facile. Porta con se' un lutto da elaborare, le conseguenze del crollo di progetti e illusioni, il sentirsi soli e in balia delle onde della vita e tante altre emozioni dolorose che andrebbero elaborate una per una. Sicuramente scegliere di amare se stessi è un ottimo primo passo ma poi occorre riuscire a tenere duro e metterlo in pratica. Dal poco che lei ci racconta mi pare di intravedere come lei si sia affrancata da una dipendenza per sostituirla pian piano con delle altre e ne soffre anche il rapporto con sua figlia. Non si dia colpe, ma inizi a volersi bene sul serio, e le cose non potranno che migliorare. Più facile a dirsi che a farsi vero? Ma mi creda, si può fare. Si lasci aiutare
Comprendo quanto sia difficile affrontare una delusione sentimentale così profonda. Il ricorso a meccanismi come l'alcol e le cartomanti, purtroppo, non risolve il dolore nel lungo periodo. Per quanto riguarda sua figlia, la sua rabbia è comprensibile, ma potrebbe essere utile cercare di ristabilire una comunicazione aperta. Un percorso di crescita personale e riflessione potrebbe aiutarla a gestire meglio le sue emozioni e a ricostruire le relazioni.
Buongiorno, il dolore che descrivi è quello del cosiddetto "lutto da separazione", uno stato di forte tristezza, confusione e dolore che segue la separazione da una figura su cui si è investito molto in termine di sentimenti e sogni.
Il primo passo da compiere è accettare lo stato di malessere, in quanto combatterlo forzatamente non sortisce alcun effetto migliorativo, anzi rischia di prolungare il suo tempo di rielaborazione.
Il secondo è quello di imparare ad amare maggiormente la sua stessa persona.
Amare in modo sano un altro essere umano vuol dire amare sé stessi e ANCHE l'altro, non l'altro più di sé.
E' probabile che lei abbia vissuto dinamiche infantili che non hanno favorito l'instaurarsi di una base solida di amore per sé, Il che la spinge a cercarlo in altre figure più di quanto sia giusto.
E quando amiamo poco noi stessi e siamo in preda alla confusione e al dolore è facile agire delle soluzioni "tampone", che mirano a farci sentire momentaneamente meglio senza, tuttavia, andare a risolvere il problema. Da qui l'alcol e le cartomanti.
Inoltre, quando un genitore si perde tra amori disfunzionali e reazioni autodistruttive (alcol) o nella speranza magica (cartomanti) ai figli arriva tutto quello stato di smarrimento e, forse, di trascuratezza. Si sentono impotenti, e soli e a rabbia può diventare la voce del loro dolore e confusione di fronte tutto questo.
Il primo passo per riavvicinarsi a lei sarebbe proprio riconoscere che la rabbia di sua figlia è, di fatto, una reazione disperata alla situazione disfunzionale in cui vi trovate.
Per ricostruire il rapporto in modo più profondo sarebbe necessario, a mio modesto avviso, che lei intraprenda un percorso di ricostruzione di sé. Allora, gradualmente, vedendo il suo genitore migliorare nutrirà una visione più positiva di lei dentro sua figlia e le darà un modello di reazione alle delusioni della vita più sano.
Il primo passo da compiere è accettare lo stato di malessere, in quanto combatterlo forzatamente non sortisce alcun effetto migliorativo, anzi rischia di prolungare il suo tempo di rielaborazione.
Il secondo è quello di imparare ad amare maggiormente la sua stessa persona.
Amare in modo sano un altro essere umano vuol dire amare sé stessi e ANCHE l'altro, non l'altro più di sé.
E' probabile che lei abbia vissuto dinamiche infantili che non hanno favorito l'instaurarsi di una base solida di amore per sé, Il che la spinge a cercarlo in altre figure più di quanto sia giusto.
E quando amiamo poco noi stessi e siamo in preda alla confusione e al dolore è facile agire delle soluzioni "tampone", che mirano a farci sentire momentaneamente meglio senza, tuttavia, andare a risolvere il problema. Da qui l'alcol e le cartomanti.
Inoltre, quando un genitore si perde tra amori disfunzionali e reazioni autodistruttive (alcol) o nella speranza magica (cartomanti) ai figli arriva tutto quello stato di smarrimento e, forse, di trascuratezza. Si sentono impotenti, e soli e a rabbia può diventare la voce del loro dolore e confusione di fronte tutto questo.
Il primo passo per riavvicinarsi a lei sarebbe proprio riconoscere che la rabbia di sua figlia è, di fatto, una reazione disperata alla situazione disfunzionale in cui vi trovate.
Per ricostruire il rapporto in modo più profondo sarebbe necessario, a mio modesto avviso, che lei intraprenda un percorso di ricostruzione di sé. Allora, gradualmente, vedendo il suo genitore migliorare nutrirà una visione più positiva di lei dentro sua figlia e le darà un modello di reazione alle delusioni della vita più sano.
Salve, comprendo la situazione e si percepisce dalle sue parole quanto questa situazione le stia a cuore.
Quello delle domande non è lo spazio per fare terapia ma mi piacerebbe farla riflettere sul prossimo passo dato che ha già fatto il primo (e gigantesco) che è quello di ricercare aiuto.
Lei porta due temi nella sua domanda: uno relazionale legato a sua figlia e l'altro individuale, legato alla rottura della situazione sentimentale. Quale dei due preferisce affrontare? Il primo in una familiare? Il secondo in individuale? o entrambi? Qualunque sia la risposta, come mai?
Buona serata
Dott. Bultrini Gianluca
Quello delle domande non è lo spazio per fare terapia ma mi piacerebbe farla riflettere sul prossimo passo dato che ha già fatto il primo (e gigantesco) che è quello di ricercare aiuto.
Lei porta due temi nella sua domanda: uno relazionale legato a sua figlia e l'altro individuale, legato alla rottura della situazione sentimentale. Quale dei due preferisce affrontare? Il primo in una familiare? Il secondo in individuale? o entrambi? Qualunque sia la risposta, come mai?
Buona serata
Dott. Bultrini Gianluca
Buonasera, mi dispiace, non è semplice gestire una situazione simile. Deve pensare però che ha già fatto un passo in avanti mostrandosi coraggiosa e chiudendo un capitolo per lei doloroso, quello che può fare ora è scrivere i capitoli successivi, concentrandosi sul suo benessere e recuperando il rapporto con sua figlia.
Buongiorno,
quello che racconta parla di una sofferenza profonda e stratificata. Una rottura che, anche a distanza di tempo, continua a lasciare ferite aperte — non solo per il legame con questa persona, ma per tutto ciò che ne è derivato: la dipendenza emotiva, il rifugiarsi in soluzioni illusorie come la cartomanzia o l’alcol, e il deterioramento del rapporto con sua figlia.
Dal punto di vista strategico, quando un dolore viene evitato o “anestetizzato” attraverso comportamenti compensatori, questo non si risolve, ma si amplifica. Si crea un ciclo: più si cerca una via per non sentire, più il dolore si radica. La dipendenza non è mai solo verso una persona o una sostanza, ma anche verso la speranza che qualcosa — o qualcuno — risolva al posto nostro ciò che ci paralizza.
Il fatto che lei dica di aver avuto “la forza di chiudere” indica però che una parte di lei già sa distinguere ciò che fa male da ciò che serve. E questo è un punto di partenza importante.
Quanto al rapporto con sua figlia, la rabbia che descrive può essere una reazione a una lunga sensazione di disconnessione emotiva. Quando una madre è assorbita da una dipendenza affettiva o da un dolore irrisolto, spesso — anche senza volerlo — smette di esserci in modo stabile e presente. I figli questo lo sentono, lo subiscono, e a volte rispondono con rabbia, con distanza, con comportamenti che sembrano ingiusti, ma sono spesso un modo per chiedere attenzione in modo estremo.
La situazione che vive non è semplice, ma non è nemmeno statica: può essere interrotta. Non attraverso grandi gesti o soluzioni magiche, ma con piccoli cambiamenti concreti e mirati. Questo è ciò su cui si lavora, in modo molto pratico, con un approccio strategico integrato: identificare cosa alimenta il problema e iniziare a spezzare quei meccanismi un pezzo alla volta.
Non serve “capire tutto” o “tornare indietro”. Serve agire sul presente, con lucidità e senza colpevolizzarsi. Ha già fatto il primo passo chiedendo ascolto. Ora può decidere se vuole anche costruire un cambiamento vero.
Resto a disposizione.
quello che racconta parla di una sofferenza profonda e stratificata. Una rottura che, anche a distanza di tempo, continua a lasciare ferite aperte — non solo per il legame con questa persona, ma per tutto ciò che ne è derivato: la dipendenza emotiva, il rifugiarsi in soluzioni illusorie come la cartomanzia o l’alcol, e il deterioramento del rapporto con sua figlia.
Dal punto di vista strategico, quando un dolore viene evitato o “anestetizzato” attraverso comportamenti compensatori, questo non si risolve, ma si amplifica. Si crea un ciclo: più si cerca una via per non sentire, più il dolore si radica. La dipendenza non è mai solo verso una persona o una sostanza, ma anche verso la speranza che qualcosa — o qualcuno — risolva al posto nostro ciò che ci paralizza.
Il fatto che lei dica di aver avuto “la forza di chiudere” indica però che una parte di lei già sa distinguere ciò che fa male da ciò che serve. E questo è un punto di partenza importante.
Quanto al rapporto con sua figlia, la rabbia che descrive può essere una reazione a una lunga sensazione di disconnessione emotiva. Quando una madre è assorbita da una dipendenza affettiva o da un dolore irrisolto, spesso — anche senza volerlo — smette di esserci in modo stabile e presente. I figli questo lo sentono, lo subiscono, e a volte rispondono con rabbia, con distanza, con comportamenti che sembrano ingiusti, ma sono spesso un modo per chiedere attenzione in modo estremo.
La situazione che vive non è semplice, ma non è nemmeno statica: può essere interrotta. Non attraverso grandi gesti o soluzioni magiche, ma con piccoli cambiamenti concreti e mirati. Questo è ciò su cui si lavora, in modo molto pratico, con un approccio strategico integrato: identificare cosa alimenta il problema e iniziare a spezzare quei meccanismi un pezzo alla volta.
Non serve “capire tutto” o “tornare indietro”. Serve agire sul presente, con lucidità e senza colpevolizzarsi. Ha già fatto il primo passo chiedendo ascolto. Ora può decidere se vuole anche costruire un cambiamento vero.
Resto a disposizione.
Ciao, sembra che d quel che descrivi tu abbia molto difficoltà a metterti in priorità. Arriva allo stesso tempo forte e chiara molta sofferenza, data probabilmente dalle rinunce che tale impossibilità ti ha portato negli anni ad operare. In questo senso sarebbe importante capire anzitutto che significato può avere per te la ricerca nell'altro o nelle dipendenze come l'alcool e soprattutto quale cosa tu possa voler cercare anzitutto. Sarebbe fondamentale in questo senso, per questa ricerca, la creazione di un tuo spazio psicologico, per cercare al meglio la strada del cambiamento e del benessere, che tu sembra volere, scrivendo qui! Forza!
Buongiorno, posso comprendere la delusione e la sofferenza provocata dalla fine di una relazione amorosa e dalle conseguenze che ha portato in termini di allontanamento da altri rapporti importanti come quello con sua figlia. Se ne sentisse la necessità mi contatti per un colloquio psicologico, anche online, per cercare di affrontare questo momento di difficoltà. Cordialmente
Buongiorno,
ha utilizzato l'alcol e le cartomanti come strategie di coping per affrontare i suoi dolori e le sue sofferenze.
Se posso darle un mio parere le consiglierei un percorso di sostegno psicologico per elaborare le sue emozioni e le sue sofferenze per poi trovare strategie funzionali per affrontare il suo dolore e pian piano superarlo.
Saluti.
Dott.ssa Monia Michelini
ha utilizzato l'alcol e le cartomanti come strategie di coping per affrontare i suoi dolori e le sue sofferenze.
Se posso darle un mio parere le consiglierei un percorso di sostegno psicologico per elaborare le sue emozioni e le sue sofferenze per poi trovare strategie funzionali per affrontare il suo dolore e pian piano superarlo.
Saluti.
Dott.ssa Monia Michelini
Salve,
potremmo trovare una soluzione diversa in terapia.
Le dipendenze che siano affettive o meno, hanno necessità di essere viste in un valido rapporto di terapia.
Un caro saluto
Lavinia
potremmo trovare una soluzione diversa in terapia.
Le dipendenze che siano affettive o meno, hanno necessità di essere viste in un valido rapporto di terapia.
Un caro saluto
Lavinia
Buongiorno, le difficoltà nelle relazioni, che siano familiari, di coppia o amicali, spesso riflettono dinamiche interne che vale la pena esplorare. Imparare a riconoscere i propri bisogni e a comunicarli in modo sano è un passo fondamentale per migliorare il proprio benessere emotivo.
Sono il dottor Massimiliano Siddi e ricevo in zona Mostacciano a Roma. Se sente il bisogno di approfondire questi aspetti, possiamo farlo insieme attraverso un percorso mirato.
Resto a disposizione per un primo colloquio conoscitivo.
Sono il dottor Massimiliano Siddi e ricevo in zona Mostacciano a Roma. Se sente il bisogno di approfondire questi aspetti, possiamo farlo insieme attraverso un percorso mirato.
Resto a disposizione per un primo colloquio conoscitivo.
Gentile utente,
da come scrive, si percepisce molto il periodo delicato che sta attraversando.
Quello che sta descrivendo coinvolge tre grandi ferite insieme:
1) una delusione sentimentale molto intensa e non ancora guarita
2) l’uso di cartomanzia e alcol come tentativi di far fronte al dolore
3)una relazione con tua figlia che, nella tempesta, è diventata conflittuale
È tanto, e il fatto che oggi lo metta in parole è già un primo passo di cura verso di sè
La relazione che ha avuto l’ha portata a dare moltissimo senza poter realmente costruire un futuro.
In queste situazioni nasce spesso una dipendenza affettiva, e per non soccombere al dolore ci si aggrappa a ciò che sembra dare risposte: cartomanti, alcol, segni di speranza.
Sua figlia ha assistito a tutto questo...ha visto la sua mamma soffrire, ha forse sentito di non essere più al centro e per proteggersi è diventata dura e arrabbiata.
Prima di aggiustare la relazione con Sua figlia, serve che Lei non sia più sola con questo peso.
Anche un colloquio psicologico in un consultorio sarebbe un atto di protezione per entrambe.
Potrebbe volerci tempo. Sua figlia avrà bisogno di vedere il cambiamento prima di crederci. Ma questo cammino può iniziare anche con passi molto piccoli:
una madre che ricomincia a volersi bene e una figlia che si accorge di essere ancora importante.
La lascio con queste domande:
Quando Sua figlia è arrabbiata, secondo Lei quale ferita sta proteggendo? Qual è un piccolo gesto quotidiano con cui potrebbe farle percepire: “Io ci sono”?
Rimango a disposizione per una consulenza
Un saluto
Dott.ssa Valentina Vaglica
da come scrive, si percepisce molto il periodo delicato che sta attraversando.
Quello che sta descrivendo coinvolge tre grandi ferite insieme:
1) una delusione sentimentale molto intensa e non ancora guarita
2) l’uso di cartomanzia e alcol come tentativi di far fronte al dolore
3)una relazione con tua figlia che, nella tempesta, è diventata conflittuale
È tanto, e il fatto che oggi lo metta in parole è già un primo passo di cura verso di sè
La relazione che ha avuto l’ha portata a dare moltissimo senza poter realmente costruire un futuro.
In queste situazioni nasce spesso una dipendenza affettiva, e per non soccombere al dolore ci si aggrappa a ciò che sembra dare risposte: cartomanti, alcol, segni di speranza.
Sua figlia ha assistito a tutto questo...ha visto la sua mamma soffrire, ha forse sentito di non essere più al centro e per proteggersi è diventata dura e arrabbiata.
Prima di aggiustare la relazione con Sua figlia, serve che Lei non sia più sola con questo peso.
Anche un colloquio psicologico in un consultorio sarebbe un atto di protezione per entrambe.
Potrebbe volerci tempo. Sua figlia avrà bisogno di vedere il cambiamento prima di crederci. Ma questo cammino può iniziare anche con passi molto piccoli:
una madre che ricomincia a volersi bene e una figlia che si accorge di essere ancora importante.
La lascio con queste domande:
Quando Sua figlia è arrabbiata, secondo Lei quale ferita sta proteggendo? Qual è un piccolo gesto quotidiano con cui potrebbe farle percepire: “Io ci sono”?
Rimango a disposizione per una consulenza
Un saluto
Dott.ssa Valentina Vaglica
Buonasera, dalle sue parole emerge una sofferenza molto profonda. Una delusione sentimentale può lasciare ferite importanti, soprattutto quando l’amore è stato intenso e la relazione non poteva essere vissuta liberamente. È comprensibile che, nel tentativo di trovare conforto, lei abbia cercato appoggi esterni come le cartomanti o l’alcool: spesso sono modi per anestetizzare il dolore, ma col tempo rischiano di creare ulteriore dipendenza e solitudine.
Anche il rapporto difficile con sua figlia sembra essere una conseguenza di questo periodo così faticoso. A 21 anni i figli possono reagire con rabbia e distanza quando percepiscono fragilità o tensioni familiari, ma questo non significa che l’amore sia finito, indica piuttosto che entrambe state soffrendo.
Il primo passo importante è riconoscere, come sta facendo, che da sola è difficile uscirne. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a elaborare la delusione, a interrompere i comportamenti che oggi la fanno stare peggio e a ricostruire gradualmente un dialogo con sua figlia. Anche un supporto specifico per il problema dell’alcool può essere molto utile.
Non è troppo tardi per prendersi cura di sé e delle sue relazioni, chiedere aiuto è un atto di coraggio, non di debolezza.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, Dott. Gabriele Caputi
Anche il rapporto difficile con sua figlia sembra essere una conseguenza di questo periodo così faticoso. A 21 anni i figli possono reagire con rabbia e distanza quando percepiscono fragilità o tensioni familiari, ma questo non significa che l’amore sia finito, indica piuttosto che entrambe state soffrendo.
Il primo passo importante è riconoscere, come sta facendo, che da sola è difficile uscirne. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a elaborare la delusione, a interrompere i comportamenti che oggi la fanno stare peggio e a ricostruire gradualmente un dialogo con sua figlia. Anche un supporto specifico per il problema dell’alcool può essere molto utile.
Non è troppo tardi per prendersi cura di sé e delle sue relazioni, chiedere aiuto è un atto di coraggio, non di debolezza.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, Dott. Gabriele Caputi
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- buongiorno e da un po’ di mi sento tanto insicura tanto da fare le cose 2/3 volte, nella mia mente so magari che ho messo un ingrediente nella cena, ma poi mi assalgono pensieri e alla fine butto tutto per rifare d’ accapo, sono sempre stata una persona insicura ma ora diciamo mi sta portando nervosismo…
- Buongiorno, ho una figlia di 25 anni che ieri sera ha avuto un attacco di panico che sono riuscita con calma a farle passare. Mi ha confessato poi che ultimamente si sente triste e il fatto che non abbia ancora avuto un fidanzato o un minimo di interesse da parte dei ragazzi la fa sentire triste e insicura.…
- Salve. Sono una ragazza di 26 anni. Ultimamente sto soffrendo di abbandono, mi sento sempre sola, ho sbalzi d'umore continui e non riesco a gestire la mia vita. Ho dei problemi in famiglia, che probabilmente incidono molto sulla mia persona. Non riesco più ad uscire, ho paura del confronto con gli…
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