Buongiorno sono una donna di 40 anni di Roma. Scrivo per un problema di esoftalmo monolaterale di c

1 risposte
Buongiorno sono una donna di 40 anni di Roma.
Scrivo per un problema di esoftalmo monolaterale di cui soffro da alcuni mesi.
In particolare oltre alle possibili cause, vorrei sapere se esistono dei centri specifici e quale specialista deve occuparsi del coordinamento delle indagini da fare.
Questo perché dopo una prima visita oculistica, è stato ipotizzato un problema alla tiroide. Gli esami del sangue, l'ecografia della tiroide (in cui sono stati rilevati dei linfonodi più piccoli di 1 cm) e la successiva visita endocrinologica hanno escluso questa possibilità.
L'endocrinologo mi ha consigliato di fare ulteriori analisi del sangue e delle urine per escludere il diabete.
Da queste è stato riscontrato un valore basso del ferro e di alcuni valori dell'emocromo, un valore leggermente alto del Ves e presenza di poca flora batterica, 4-5 emazie e 2-3 leucociti nelle urine. Specifico che nei giorni precedenti alle analisi avevo avuto perdite ematiche inframestruali.
Il medico di famiglia mi ha prescritto acido folico, ferro e un disinfettante delle vie urinarie e mi ha chiesto di ripetere le analisi dopo la cura.
Non ha dato molta importanza all'esoftalmo.
Come indicatomi dal primo oculista, mi sono recata quindi da un otorino il quale mi ha consigliato una nuova visita oculistica e mi ha dato una cura a base di cortisone e docce nasali (finita la quale dovrei fare una tac del massiccio facciale).
Il nuovo oculista non ha rilevato patologie oltre all'esoftalmo stesso e mi ha prescritto una RM cerebrale (di cui attendo gli esiti) e una tac delle orbite.
Vorrei capire come potrei procedere onde evitare esami ulteriori, se non necessari, e il passaggio da uno specialista all'altro. Tra l'altro il referto della risonanza a chi dovrei portarlo?
Grazie
Gentile paziente direi che, per la scelta dello specialista di riferimento, sarà necessario attendere gli esami neuroradiologici che le sono stati prescritti che chiariranno, con molta probabilità, anche l’origine dell’esoftalmo stesso. Per completezza potrei anche suggerirle una visita ortottica, per escludere una alterazione funzionale dei muscoli extraoculari, ed una esoftalmometria, per poter seguire, facilmente, nel tempo, l’eventuale evoluzione dell’esoftalmo stesso.
Sarebbe infine stato utile avere la certezza che il problema sia effettivamente un esoftalmo e non un enoftalmo dell’occhio controlaterale, come pure avere informazioni sulla motilità pupillare, e su eventuali differenze di dimensioni delle pupille stesse.

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