Buongiorno, qualche anno fa , delusa dalla vita e dalle relazioni sentimentali, mi sono detta a me s
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Buongiorno, qualche anno fa , delusa dalla vita e dalle relazioni sentimentali, mi sono detta a me stessa che non avrei piu messo alcun sentimento per alcuna persona.Mi sono vista con un ragazzo, ci vedevamo ogni 10/15 giorni esclusivamente per rapporti sessuali. Non avevamo un dialogo, non uscivamo mai, poche telefonate e messaggi...era solo letto.All inizio la cosa mi piaceva, non mi creava nessun fastidio...con il passare del tempo , non mi faceva stare bene ma nonostante ciò continuavo a vederlo (lui mi cercava e io c ero, e alcune volte l ho cercato anch io)
Finita la frequentazione, non ho mai avuto il desiderio di ricercalo...Mi sentivo sporca, mi sentivo una poco di buono, la cosa non mi ha lasciato nulla se nn esclusivamente il dolore mio interno e il ricordo positivo che mi ero inculcata nella testa che le sue prestazioni in confronto alle relazioni passate erano migliori.
Nonostante dopo un paio di anni avessi conosciuto un ragazzo migliore sia nel ambito sessuale che emotivo e avevo dei sentimenti, all inizio della frequentazione continuavo ad avere il "ricordo fittizio sessuale" dell' altro ragazzo.
Credo che per superare il dolore che avevo, perche mi ero imposta di nn essere quella che ero realmente...volevo essere diversa dalla mia vera natura, ma purtroppo con risultati disastrosi per me, ho cercato di impormi un ricordo positivo. È possibile? Perché?
Finita la frequentazione, non ho mai avuto il desiderio di ricercalo...Mi sentivo sporca, mi sentivo una poco di buono, la cosa non mi ha lasciato nulla se nn esclusivamente il dolore mio interno e il ricordo positivo che mi ero inculcata nella testa che le sue prestazioni in confronto alle relazioni passate erano migliori.
Nonostante dopo un paio di anni avessi conosciuto un ragazzo migliore sia nel ambito sessuale che emotivo e avevo dei sentimenti, all inizio della frequentazione continuavo ad avere il "ricordo fittizio sessuale" dell' altro ragazzo.
Credo che per superare il dolore che avevo, perche mi ero imposta di nn essere quella che ero realmente...volevo essere diversa dalla mia vera natura, ma purtroppo con risultati disastrosi per me, ho cercato di impormi un ricordo positivo. È possibile? Perché?
Mi dispiace che la delusione dalla vita e dalle relazioni l 'ha portata a pensare di poter vivere senza provare sentimenti. Un'illusoria soluzione difensiva di fronte al dolore. Sembra essere capace di imporsi di non provare sentimenti e di non essere quello che è realmente. Per rispondere alle sue domande credo che sia importante per lei rispondere a "Chi è realmente allora? "
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Dott.ssa Monica D'Ettorre
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Gentile utente buongiorno.
Lei è molto dura con sé stessa. Si giudica troppo severamente e non si concede la possibilità di sbagliare come facciamo tutti noi esseri umani, nessuno escluso.
Cominciamo dalla prima affermazione che ha fatto: dire a sé stessa di rinunciare a ogni possibile sentimento...cara utente, le emozioni fanno parte di noi, sono scritte nel nostro dna, così come è scritto che siamo nati per vivere con gli altri, condividendo amore, compassione, gentilezza, gratitudine, perdono, rispetto, desiderio.
Non può rinunciare alla parte più importante e più bella della vita, sebbene abbia vissuto esperienze mortificanti e deludenti. Tutti meritiamo di poter amare e di poter essere amati, fino all'ultimo giorno della vita.
Il fatto di legarsi a una persona solo per soddisfare un bisogno di natura sessuale, ha un suo valore di piacere e quindi benessere, indiscutibile. Non deve sentirsi assolutamente sporca per questo, soprattutto perché nessuno avrebbe il diritto di giudicarla. Lei ha scelto di frequentare una persona sapendo quale era la natura e la finalità del rapporto, dunque non ha motivo di sentirsi in colpa per questo. E' bello che lei abbia un ricordo positivo di quei momenti intimi, in fondo le hanno dato gioia e soddisfazione, seppur per un breve periodo.
Ma l'amore è un'altra cosa, vero?! Nell'amare c'è la condivisione di ogni momento, non solo quello del sesso. E' complicità, aiuto, supporto, fiducia, divertimento, speranza, gentilezza, perdono.
Lei ha tutte le carte in regola per essere ciò che veramente si sente di essere, con chiunque. Deve solo accettarsi un po' di più, avere più auto-compassione, gratificarsi di più e pretendere la sua fetta di felicità.
Mi permetto di consigliarle un percorso psicologico per uscire da questa situazione di bassa autostima e difficoltà relazionali. Se vuole, sarei lieto di presentarle il mio approccio di Psicologia Positiva e del Benessere.
Spero di averla aiutata a considerare questa possibilità di supporto.
Un caro saluto, dott. Antonio Cortese
Lei è molto dura con sé stessa. Si giudica troppo severamente e non si concede la possibilità di sbagliare come facciamo tutti noi esseri umani, nessuno escluso.
Cominciamo dalla prima affermazione che ha fatto: dire a sé stessa di rinunciare a ogni possibile sentimento...cara utente, le emozioni fanno parte di noi, sono scritte nel nostro dna, così come è scritto che siamo nati per vivere con gli altri, condividendo amore, compassione, gentilezza, gratitudine, perdono, rispetto, desiderio.
Non può rinunciare alla parte più importante e più bella della vita, sebbene abbia vissuto esperienze mortificanti e deludenti. Tutti meritiamo di poter amare e di poter essere amati, fino all'ultimo giorno della vita.
Il fatto di legarsi a una persona solo per soddisfare un bisogno di natura sessuale, ha un suo valore di piacere e quindi benessere, indiscutibile. Non deve sentirsi assolutamente sporca per questo, soprattutto perché nessuno avrebbe il diritto di giudicarla. Lei ha scelto di frequentare una persona sapendo quale era la natura e la finalità del rapporto, dunque non ha motivo di sentirsi in colpa per questo. E' bello che lei abbia un ricordo positivo di quei momenti intimi, in fondo le hanno dato gioia e soddisfazione, seppur per un breve periodo.
Ma l'amore è un'altra cosa, vero?! Nell'amare c'è la condivisione di ogni momento, non solo quello del sesso. E' complicità, aiuto, supporto, fiducia, divertimento, speranza, gentilezza, perdono.
Lei ha tutte le carte in regola per essere ciò che veramente si sente di essere, con chiunque. Deve solo accettarsi un po' di più, avere più auto-compassione, gratificarsi di più e pretendere la sua fetta di felicità.
Mi permetto di consigliarle un percorso psicologico per uscire da questa situazione di bassa autostima e difficoltà relazionali. Se vuole, sarei lieto di presentarle il mio approccio di Psicologia Positiva e del Benessere.
Spero di averla aiutata a considerare questa possibilità di supporto.
Un caro saluto, dott. Antonio Cortese
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.
Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale connesso con la genesi della sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.
Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale connesso con la genesi della sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Gentile utente, cercare di idealizzare una relazione o un'esperienza sessuale passata può non essere una soluzione sana o efficace a lungo termine. È importante affrontare le emozioni negative e il dolore emotivo associato alle sue esperienze passate, magari attraverso il supporto di un professionista della salute mentale. Questo può aiutarla a comprendere meglio se stessa, a superare il dolore e a sviluppare relazioni più sane e soddisfacenti in futuro, basate sulla tua vera natura e sui suoi bisogni emotivi.
Un caro saluto.
Dott.ssa Clarissa Russo.
Un caro saluto.
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Cara utente.
Credo sia il caso di intraprendere un percorso psicoterapeutico, ove trovi lo spazio e la possibilità di elaborare le sue emozioni, da quelle negative che l'anno portata a chiudersi fino al viversi, alla sua età, rapporti di natura solo sessuale.
Gentile paziente, non sottovaluti le emozioni, di qualsiasi natura esse siano, in quanto, in un modo o in un altro, troveranno il modo di farsi sentire e prendere atto della loro importanza.
resto a disposizione Dott.ssa D'Ambrosio
Credo sia il caso di intraprendere un percorso psicoterapeutico, ove trovi lo spazio e la possibilità di elaborare le sue emozioni, da quelle negative che l'anno portata a chiudersi fino al viversi, alla sua età, rapporti di natura solo sessuale.
Gentile paziente, non sottovaluti le emozioni, di qualsiasi natura esse siano, in quanto, in un modo o in un altro, troveranno il modo di farsi sentire e prendere atto della loro importanza.
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Buon pomeriggio,
a volte può capitare di idealizzare situazioni e relazioni passate anche se non lo sono effettivamente state, ricordando spesso solo il bello che si era vissuto e non ciò che era stato spiacevole.
Inoltre, andare contro sè stessi non è l'ideale per vivere bene, anzi, affinchè si possa vivere una vita degna di essere vissuta bisogna seguire il proprio vero sè, la propria vera natura, la propria strada. Quando cerchiamo di essere qualcun'altro, alla lunga questo ci farà del male. Il segreto della vita, della serenità è proprio essere sè stessi.
Spero di averle dato qualche buono spunto di riflessione e la invito a pensare di iniziare un percorso terapeutico.
La saluto
Dott. Ubaldo Balestriere
a volte può capitare di idealizzare situazioni e relazioni passate anche se non lo sono effettivamente state, ricordando spesso solo il bello che si era vissuto e non ciò che era stato spiacevole.
Inoltre, andare contro sè stessi non è l'ideale per vivere bene, anzi, affinchè si possa vivere una vita degna di essere vissuta bisogna seguire il proprio vero sè, la propria vera natura, la propria strada. Quando cerchiamo di essere qualcun'altro, alla lunga questo ci farà del male. Il segreto della vita, della serenità è proprio essere sè stessi.
Spero di averle dato qualche buono spunto di riflessione e la invito a pensare di iniziare un percorso terapeutico.
La saluto
Dott. Ubaldo Balestriere
Gentile Utente,
dal suo racconto emerge quanti dubbi e sofferenze la situazione le abbia provocato. Ma si intuisce anche che questa situazione ha aperto la strada alla possibilità di riflettere su se stessa, per conoscersi. Qualora voglia intraprendere questo percorso con l'aiuto di un professionista, può richiedere un appuntamento. Rimango a disposizione.
Un caro saluto,
Dott.ssa Laura Paulucci
dal suo racconto emerge quanti dubbi e sofferenze la situazione le abbia provocato. Ma si intuisce anche che questa situazione ha aperto la strada alla possibilità di riflettere su se stessa, per conoscersi. Qualora voglia intraprendere questo percorso con l'aiuto di un professionista, può richiedere un appuntamento. Rimango a disposizione.
Un caro saluto,
Dott.ssa Laura Paulucci
Gentile utente buongiorno.
Mi spiace molto che le sue delusioni passate l’abbiano portata alla convinzione che la vita possa essere vissuta senza emozioni ne sentimenti.
Un rapporto tra due persone per quanto possa essere basato soltanto sul corpo porterà prima o poi a provare qualcosa di più profondo. Siamo umani e quindi nella nostra natura volendo o non volendo siamo portati a provare emozioni e sensazioni.
Siccome si è resa conto che vivere in modo anaffettivo la fa soffrire ancora di più forse di quando si lasciava ai sentimenti, ora cerchi di non mettersi più troppi limiti in questo.
I sentimenti a prescindere quali essi siano donano più sfumature alla nostra vita.
Le auguro una vita piena di emozioni
In bocca al lupo
A sua disposizione per un consulto
Dott.ssa Silvia MARCELLETTI
Mi spiace molto che le sue delusioni passate l’abbiano portata alla convinzione che la vita possa essere vissuta senza emozioni ne sentimenti.
Un rapporto tra due persone per quanto possa essere basato soltanto sul corpo porterà prima o poi a provare qualcosa di più profondo. Siamo umani e quindi nella nostra natura volendo o non volendo siamo portati a provare emozioni e sensazioni.
Siccome si è resa conto che vivere in modo anaffettivo la fa soffrire ancora di più forse di quando si lasciava ai sentimenti, ora cerchi di non mettersi più troppi limiti in questo.
I sentimenti a prescindere quali essi siano donano più sfumature alla nostra vita.
Le auguro una vita piena di emozioni
In bocca al lupo
A sua disposizione per un consulto
Dott.ssa Silvia MARCELLETTI
Buongiorno, grazie mille per la condivisione. Mi spiace molto per le delusioni che ha provato nel corso delle sue precedenti relazioni sentimentali e per il dolore che forse, come sembra emergere dalle sue parole, ha cercato di anestetizzare, in passato, eliminando l'affettività e, ora, ricorrendo a un'idealizzazione "del ricordo fittizio dell'altro ragazzo". Potrebbe esserle utile esplorare questa sofferenza, attraverso un percorso di psicoterapia, per riuscire ad affrontare i fantasmi del passato, per vivere meglio il suo presente e aprirsi a un futuro pieno di emozioni e relazioni. Le auguro di fare un buon percorso e rimango a disposizione. Cordiali saluti. Dott.ssa Zenucchi Monica
Gentilissima, la ringrazio per aver condiviso un pezzo del puzzle che ha composto, compone, la sua vita. Quello che ha vissuto è una tappa possibile per ogni persona, può accadere che il dolore, la delusione o, per come l'ha descritto il suo sentirsi "delusa dalla vita e dalle relazioni sentimentali" l'abbia portata a reagire in un modo specifico. Si è biologicamente propensi alla ricerca del legame emotivo, questo è un fattore profondamente radicato nell'uomo. Probabilmente proprio il suo sentirsi delusa le faceva sentire maggiormente il bisogno di essere amata ma, per tutta una serie di dinamiche profonde, cercava di esserlo in un modo rivelatosi poi disfunzionale per lei stessa, poiché si "sentiva sporca", insomma non si sentiva in linea con se stessa. Ci sarebbe molto da approfondire, dunque le suggerisco di rivolgersi ad un/a professionista per meglio capire ma, soprattutto, comprendersi e non giudicarsi.
Cari saluti
Dott.ssa Simona Pietrafesa
Cari saluti
Dott.ssa Simona Pietrafesa
salve, la ringrazio per la condivisione non deve essere stato facile, mi spiace per il dolore e delusioni che ha provato in passato ma questo non le deve impedire di vivere il presente in maniera propositiva, anche se il vissuto passato è stato doloroso è importante che non rimanga un esperienza dolorosa ma che diventi uno strumento di vita,, intanto sa quali sentimenti generano in lei determinati comportamenti , è già importante per capire ciò che mi fa star bene e cosa mi fa star male, partire dalle emozioni sarebbe già un primo passo.
cari saluti
cari saluti
Buona sera userò poche parole perché mi sembra ci ne siano già troppe nella sua mente. La prima è: Ansia. Sento che c'è molta ansia riguardo il giudizio. Lei dichiara di sentirsi sporca, ma sporca per chi? in molti paesi, il sesso libero non è indice di "sporcizia" ma di emancipazione. Ricordi lei è padrona del suo corpo e può farci ciò che vuole, a giudicarla è solo lei.
la seconda parola è Rispetto: credo che lei si giudichi male perchè questi rapporti li ha avuti non per piacere suo ma per compiacere l'altro, e questo la fa sentire "sporca" ma il meccanismo è abbassamento di autostima perché non ha rispettato le sue volontà. Ma infondo lei voleva avere una relazione con quel ragazzo, quindi è stata a modo suo, coerente nel cercare di mantenerla, quindi ha portato rispetto a un fine secondario, ma questo non le è chiaro.
La terza parola è idealizzazione: lei ad oggi idealizza quel ragazzo perché non lo ha mai avuto come lei desiderava, "conquistato" e quindi idealizza le parti di lui che le rimangono, quelle che infondo ha ottenuto, il sesso.
Domanda, è veramente solo il sesso che idealizza? O infondo le manca l'uomo che desiderava conquistare? e quindi tutta quella passione che metteva nei rapporti?
Se vuole potremmo avere qualche incontro online, per indagare meglio il suo quesito.
Cordiali saluti
Dottoressa Giulia Verginelli
la seconda parola è Rispetto: credo che lei si giudichi male perchè questi rapporti li ha avuti non per piacere suo ma per compiacere l'altro, e questo la fa sentire "sporca" ma il meccanismo è abbassamento di autostima perché non ha rispettato le sue volontà. Ma infondo lei voleva avere una relazione con quel ragazzo, quindi è stata a modo suo, coerente nel cercare di mantenerla, quindi ha portato rispetto a un fine secondario, ma questo non le è chiaro.
La terza parola è idealizzazione: lei ad oggi idealizza quel ragazzo perché non lo ha mai avuto come lei desiderava, "conquistato" e quindi idealizza le parti di lui che le rimangono, quelle che infondo ha ottenuto, il sesso.
Domanda, è veramente solo il sesso che idealizza? O infondo le manca l'uomo che desiderava conquistare? e quindi tutta quella passione che metteva nei rapporti?
Se vuole potremmo avere qualche incontro online, per indagare meglio il suo quesito.
Cordiali saluti
Dottoressa Giulia Verginelli
Gentile utente, la ringrazio molto per essersi aperta con il suo dolore e sofferenza emotiva, che l’hanno spinta a rinunciare ad una parte emotiva e vulnerabile di se stessa, al punto di credere di non aver bisogno di amare, lasciarsi andare alle emozioni che danno sapore ed intensità alla nostra vita, spesso monotona e poco emozionante. Mi sembra chiaro il suo dilemma interiore ed il suo bisogno di chiarezza nel cercare di comprendere meglio chi sia e di cosa necessita nella sua vita, in questo momento. Riportandole una famosa citazione …., “Quando l’amore è costruito sul bisogno che proviamo in un momento particolare della nostra vita, questi è destinato a fallire nel momento in cui il bisogno risulti appagato…” Era..vero Amore…! Purtroppo no. Se volesse approfondire e comprendere meglio il suo dramma interiore sono disponibile a supportarla nel suo percorso di comprensione. La saluto cordialmente, dr. Mancini Massimo “Psicologo della Famiglia e delle relazioni”
Gentile utente, comprendo la sua delusione e disillusione nei confronti delle relazioni sentimentali, ma trovo molto pericoloso per lei il pensiero di vivere senza emozione. Le emozioni fanno parte di noi e a volte ci proteggono, reprimendole rischia di provocarne un'esplosione, di appiattirle troppo o di disimparare a riconoscerle nel suo corpo e nel suo sentire.
Le suggerisco di valutare l'inizio di un percorso psicologico, per poter rielaborare il suo vissuto e rientrare in contatto con sé stessa e i suoi desideri.
Nella speranza che questa riflessione possa esserle stata utile, resto a disposizione per un confronto anche online.
Un caro saluto,
Dott.ssa Elena Sinistrero
Le suggerisco di valutare l'inizio di un percorso psicologico, per poter rielaborare il suo vissuto e rientrare in contatto con sé stessa e i suoi desideri.
Nella speranza che questa riflessione possa esserle stata utile, resto a disposizione per un confronto anche online.
Un caro saluto,
Dott.ssa Elena Sinistrero
Buonasera, dalla sua narrazione emerge questo dolore di cui parla e che ha cercato di evitare in vari modi adottando strategie diverse nella relazione con’altro. Oggi qualcosa le fa questione su questo tema, può essere un punto di partenza per una tipo di riflessione più approfondita. Può essere il momento di valutare un professionista per sviluppare le questioni che la interrogano, Un saluto cordiale
Salve gentile utente, grazie per la condivisione dei suoi vissuti.
Immagino quanto sia stato difficile reagire ad una serie di delusioni e decidere di essere diversa, ma come lei stessa si è accorta purtroppo non possiamo essere quello che non siamo e se ce lo imponiamo alla lunga questo genera sentimenti depressivi, stanchezza e malessere. Penso che si dovrebbe soffermare ad approfondire come mai lei è sempre rimasta delusa dalle sue storie passate; cosa le succede quando sta in relazione con un ragazzo/uomo?
Rimango a disposizione e le auguro di poter provare la libertà di essere autentici.
Cordiali saluti
dr.ssa Bellavia
Immagino quanto sia stato difficile reagire ad una serie di delusioni e decidere di essere diversa, ma come lei stessa si è accorta purtroppo non possiamo essere quello che non siamo e se ce lo imponiamo alla lunga questo genera sentimenti depressivi, stanchezza e malessere. Penso che si dovrebbe soffermare ad approfondire come mai lei è sempre rimasta delusa dalle sue storie passate; cosa le succede quando sta in relazione con un ragazzo/uomo?
Rimango a disposizione e le auguro di poter provare la libertà di essere autentici.
Cordiali saluti
dr.ssa Bellavia
Sì, è possibile che tu abbia cercato di creare un ricordo positivo o idealizzato di una relazione sessuale passata, anche se in realtà la tua esperienza è stata negativa o non soddisfacente dal punto di vista emotivo. Questo è un meccanismo di difesa psicologica noto come "idealizzazione selettiva". Le persone tendono a ricordare e a idealizzare gli aspetti positivi di un'esperienza mentre ignorano o minimizzano gli aspetti negativi. Ciò può accadere perché desideriamo trovare il senso in ciò che facciamo e ciò che viviamo, e spesso è più facile focalizzarsi sugli aspetti positivi piuttosto che affrontare il dolore o la delusione che potrebbero derivare dall'ammettere che l'esperienza non è stata completamente soddisfacente.
È importante notare che queste idealizzazioni possono variare da persona a persona e possono essere influenzate da vari fattori, tra cui la nostra necessità di auto-conservazione emotiva. Se hai sperimentato dolore o delusione in passato, potresti aver cercato di creare una narrativa che ti facesse sentire meglio riguardo a quell'esperienza.
Tuttavia, è essenziale comprendere che l'idealizzazione selettiva può avere delle conseguenze negative sulla nostra percezione della realtà e delle relazioni attuali. Può impedirci di affrontare i nostri veri sentimenti o di riconoscere quando una relazione non è sana o soddisfacente.
È importante lavorare sulla tua autenticità e accettare te stessa come sei, compresi i tuoi sentimenti e le tue esperienze passate. Se ritieni che questo processo di idealizzazione stia influenzando negativamente la tua vita o le tue relazioni attuali, potresti considerare la possibilità di cercare il supporto di uno psicologo o uno psicoterapeuta. Un professionista può aiutarti a esplorare questi aspetti della tua vita e sviluppare strategie per gestire meglio le tue emozioni e le tue relazioni.
È importante notare che queste idealizzazioni possono variare da persona a persona e possono essere influenzate da vari fattori, tra cui la nostra necessità di auto-conservazione emotiva. Se hai sperimentato dolore o delusione in passato, potresti aver cercato di creare una narrativa che ti facesse sentire meglio riguardo a quell'esperienza.
Tuttavia, è essenziale comprendere che l'idealizzazione selettiva può avere delle conseguenze negative sulla nostra percezione della realtà e delle relazioni attuali. Può impedirci di affrontare i nostri veri sentimenti o di riconoscere quando una relazione non è sana o soddisfacente.
È importante lavorare sulla tua autenticità e accettare te stessa come sei, compresi i tuoi sentimenti e le tue esperienze passate. Se ritieni che questo processo di idealizzazione stia influenzando negativamente la tua vita o le tue relazioni attuali, potresti considerare la possibilità di cercare il supporto di uno psicologo o uno psicoterapeuta. Un professionista può aiutarti a esplorare questi aspetti della tua vita e sviluppare strategie per gestire meglio le tue emozioni e le tue relazioni.
Se posso permettermi, non sia così dura con se stessa. Le emozioni sono naturali, inevitabili, sono parte integrante del funzionamento dell'essere umano. A volte può succedere che cerchiamo di controllarle, di allontanarle, perché speriamo in questo modo di non sentire più dolore. Ma è come tenere una porta chiusa contro qualcuno che bussa per entrare: impieghiamo tantissima energia (mentale e fisica) per respingere, quando invece, se aprissimo la porta, quello che vuole entrare attraverserebbe la stanza e poi uscirebbe da solo, andandosene via. Le emozioni ci parlano di noi, ci aiutano a capire di che cosa abbiamo bisogno veramente e ci orientano nel cercare quello che è più coerente con i nostri desideri. Non si giudichi per quello che prova, né per come ha cercato di difendersi. Accogliere è il primo passo per accettare e lasciare andare. Cerchi di ascoltarsi, cerchi di sentire cosa la fa stare bene, cosa vuole nel suo cuore per sentirsi amata, protetta e al sicuro. Lei per prima può prendersi cura di sé, amarsi per quello che è, per aiutare poi le persone che le sono intorno a capire in che modo vuole che anche gli altri le manifestino affetto.
Carissima ,dalla sua lettera emergono vissuti molto spiacevoli e poi anche una dura condanna per la relazione disimpegnata che ha avuto. Non e' la sola persona a cercare flirt e quant'altro dopo una delusione d' amore....cosi' come i ricordi che lei vive quando e' con l'attuale ragazzo ,possono essere una difesa per non ferirsi affettivamente di nuovo...quindi come vede e' umano reagire come ha fatto lei, soprattutto se questi comportamenti( di difesa ) sono di breve durata....Se invece dovesse avere difficolta' nel gestire una relazione per lei affettivamente significativa....puo' chiedere l'aiuto ad un professionista. .Resto a disposizione e la saluto cordialmente ..dott.ssa Adriana Gaspari
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La tua storia evidenzia un percorso emotivo complesso, segnato da un profondo desiderio di protezione e distacco dai sentimenti, ma anche dalle difficoltà e contraddizioni che questa scelta ha comportato.
Ciò che descrivi non è insolito: il nostro cervello tende a costruire narrazioni che possano rendere sopportabili esperienze difficili o incongruenti. Questo meccanismo, però, può anche intrappolarci, mantenendo vivo il ricordo di esperienze che non ci fanno bene, oppure facendoci dubitare di noi stessi e del nostro valore.
Imporre a se stessi un modello di comportamento che contrasta con i propri valori o bisogni interiori può creare una dissonanza emotiva.
Il punto cruciale sembra essere il conflitto tra l’immagine di chi vuoi essere e la tua vera essenza. Quando hai cercato di reprimere o trasformare la tua identità emotiva, il risultato non è stato una crescita, ma un dolore interno e una disconnessione da te stessa.
Un percorso di terapia strategico-integrata potrebbe offrirti un ambiente sicuro per esplorare queste esperienze e comprendere meglio i meccanismi che hanno guidato le tue scelte. Questo tipo di approccio terapeutico si focalizza sull'interruzione dei circoli viziosi emotivi e comportamentali, aiutandoti a riconnetterti con la tua vera natura e a costruire relazioni più autentiche e appaganti. Potresti imparare a trasformare le esperienze passate in una fonte di consapevolezza, anziché un motivo di dolore o confusione, e trovare un equilibrio tra protezione e apertura verso gli altri, senza rinunciare ai tuoi valori più profondi.
Dott. Tommaso Giovannetti
Ciò che descrivi non è insolito: il nostro cervello tende a costruire narrazioni che possano rendere sopportabili esperienze difficili o incongruenti. Questo meccanismo, però, può anche intrappolarci, mantenendo vivo il ricordo di esperienze che non ci fanno bene, oppure facendoci dubitare di noi stessi e del nostro valore.
Imporre a se stessi un modello di comportamento che contrasta con i propri valori o bisogni interiori può creare una dissonanza emotiva.
Il punto cruciale sembra essere il conflitto tra l’immagine di chi vuoi essere e la tua vera essenza. Quando hai cercato di reprimere o trasformare la tua identità emotiva, il risultato non è stato una crescita, ma un dolore interno e una disconnessione da te stessa.
Un percorso di terapia strategico-integrata potrebbe offrirti un ambiente sicuro per esplorare queste esperienze e comprendere meglio i meccanismi che hanno guidato le tue scelte. Questo tipo di approccio terapeutico si focalizza sull'interruzione dei circoli viziosi emotivi e comportamentali, aiutandoti a riconnetterti con la tua vera natura e a costruire relazioni più autentiche e appaganti. Potresti imparare a trasformare le esperienze passate in una fonte di consapevolezza, anziché un motivo di dolore o confusione, e trovare un equilibrio tra protezione e apertura verso gli altri, senza rinunciare ai tuoi valori più profondi.
Dott. Tommaso Giovannetti
Buongiorno, grazie per aver condiviso una parte così personale della tua esperienza. La situazione che descrivi è comprensibile sotto diversi punti di vista. Quando attraversiamo periodi di delusione o dolore emotivo, a volte ci costruiamo difese o strategie per proteggere il nostro cuore, e in alcuni casi, questo può tradursi in comportamenti che, inizialmente, ci sembrano utili per evitare il dolore ma che a lungo andare ci lasciano con un senso di vuoto e confusione.
Nel tuo caso, sembra che tu abbia cercato di distaccarti dalle emozioni e dalla vulnerabilità, forse come una forma di auto-protezione. Il fatto che tu ti sia detta di non voler più mettere sentimento nelle relazioni potrebbe essere stato un meccanismo di difesa che ti ha aiutato a non soffrire ulteriormente dopo esperienze passate dolorose. A volte, in questo contesto, possiamo creare delle situazioni "protette", dove ci distacchiamo emotivamente, come nel caso della relazione basata solo sul sesso. Anche se inizialmente sembrava che potesse andare bene, con il tempo ti sei resa conto che questo tipo di connessione non ti dava davvero ciò di cui avevi bisogno.
Il fatto che tu abbia creato un "ricordo fittizio" del ragazzo con cui avevi questa relazione più superficiale è comprensibile. Le persone, quando si trovano in difficoltà emotive, possono a volte idealizzare il passato, magari enfatizzando certi aspetti che ci facevano sentire meglio, o che sembravano "funzionare" rispetto al momento di sofferenza che stavano vivendo. È come se la mente cercasse di trovare un qualcosa che confermi la propria idea di quello che è stato, forse anche per "rimediare" al dolore e alla frustrazione.
Il ricordo positivo che ti sei "inculcata" è una forma di coping, ma può anche essere un tentativo di evitare di affrontare il vero dolore che quella relazione ti ha lasciato. In effetti, idealizzare quella relazione e attribuirle una sorta di "superiorità" potrebbe aver agito come una specie di "scudo" emotivo. Spesso, quando ci sentiamo vulnerabili o non soddisfatti nella relazione attuale, la mente può cercare una sorta di conforto nel passato, cercando di trovare un senso di completamento in qualcosa che è già stato.
È assolutamente possibile che tu abbia vissuto questo processo. La mente, quando è ferita o confusa, cerca di trovare modalità che la facciano stare meglio, anche se non sono necessariamente sane o durature. Ora che hai trovato una relazione che ti offre più soddisfazione emotiva e sessuale, potrebbe esserci un conflitto interno tra i vecchi ricordi e la realtà di una relazione più sana. Questo è un processo che può richiedere tempo per risolversi, perché si tratta di un cambiamento di percezione e di accettazione di ciò che è veramente importante per te.
L'aspetto importante qui è che tu riconosca questi sentimenti e possa cominciare a lavorare su di essi, magari con il supporto di un terapeuta o in un percorso di crescita personale. Superare il dolore, accettare la propria vulnerabilità e riconoscere ciò che si merita nelle relazioni può essere un passo fondamentale verso una vita più piena e autentica. In ogni caso, non sei sola in questa esperienza, e avere consapevolezza di questi meccanismi è un passo fondamentale verso il cambiamento.
Nel tuo caso, sembra che tu abbia cercato di distaccarti dalle emozioni e dalla vulnerabilità, forse come una forma di auto-protezione. Il fatto che tu ti sia detta di non voler più mettere sentimento nelle relazioni potrebbe essere stato un meccanismo di difesa che ti ha aiutato a non soffrire ulteriormente dopo esperienze passate dolorose. A volte, in questo contesto, possiamo creare delle situazioni "protette", dove ci distacchiamo emotivamente, come nel caso della relazione basata solo sul sesso. Anche se inizialmente sembrava che potesse andare bene, con il tempo ti sei resa conto che questo tipo di connessione non ti dava davvero ciò di cui avevi bisogno.
Il fatto che tu abbia creato un "ricordo fittizio" del ragazzo con cui avevi questa relazione più superficiale è comprensibile. Le persone, quando si trovano in difficoltà emotive, possono a volte idealizzare il passato, magari enfatizzando certi aspetti che ci facevano sentire meglio, o che sembravano "funzionare" rispetto al momento di sofferenza che stavano vivendo. È come se la mente cercasse di trovare un qualcosa che confermi la propria idea di quello che è stato, forse anche per "rimediare" al dolore e alla frustrazione.
Il ricordo positivo che ti sei "inculcata" è una forma di coping, ma può anche essere un tentativo di evitare di affrontare il vero dolore che quella relazione ti ha lasciato. In effetti, idealizzare quella relazione e attribuirle una sorta di "superiorità" potrebbe aver agito come una specie di "scudo" emotivo. Spesso, quando ci sentiamo vulnerabili o non soddisfatti nella relazione attuale, la mente può cercare una sorta di conforto nel passato, cercando di trovare un senso di completamento in qualcosa che è già stato.
È assolutamente possibile che tu abbia vissuto questo processo. La mente, quando è ferita o confusa, cerca di trovare modalità che la facciano stare meglio, anche se non sono necessariamente sane o durature. Ora che hai trovato una relazione che ti offre più soddisfazione emotiva e sessuale, potrebbe esserci un conflitto interno tra i vecchi ricordi e la realtà di una relazione più sana. Questo è un processo che può richiedere tempo per risolversi, perché si tratta di un cambiamento di percezione e di accettazione di ciò che è veramente importante per te.
L'aspetto importante qui è che tu riconosca questi sentimenti e possa cominciare a lavorare su di essi, magari con il supporto di un terapeuta o in un percorso di crescita personale. Superare il dolore, accettare la propria vulnerabilità e riconoscere ciò che si merita nelle relazioni può essere un passo fondamentale verso una vita più piena e autentica. In ogni caso, non sei sola in questa esperienza, e avere consapevolezza di questi meccanismi è un passo fondamentale verso il cambiamento.
Buongiorno, forse quello che le sta succedendo è di iniziare a riflettere su se sia davvero possibile scindere quello che fa il corpo da quello che fa la mente. Sembra che questo ragazzo le abbia lasciato ricordi anche in termini di emozioni e non solo di corpo, ad esempio emozioni divertenti. La prenda così e vada avanti cercando di curare le emozioni tanto quanto le sensazioni fisiche.
Buongiorno, quello che racconta descrive bene un momento della sua vita in cui, a seguito di delusioni e sofferenze, ha scelto di difendersi dalle emozioni più profonde decidendo di vivere le relazioni in modo distaccato, limitandole alla sola dimensione fisica. All’inizio questa strategia le ha dato l’impressione di proteggerla, perché le ha permesso di non esporsi troppo e di non rischiare ulteriori ferite sul piano affettivo. Con il tempo però, proprio perché non rispondeva davvero ai suoi bisogni emotivi più autentici, questo modo di vivere i rapporti ha iniziato a pesarle, lasciandole dentro più vuoto che soddisfazione. Il senso di “sporcizia” e di colpa che ha provato dopo quella frequentazione non deriva tanto dal fatto in sé, quanto dal contrasto tra ciò che faceva e ciò di cui in realtà aveva bisogno. Quando le azioni non sono in linea con i propri valori e desideri più profondi, la mente cerca un modo per ridurre il dolore e a volte lo fa costruendo ricordi selettivi o reinterpretazioni che permettono di rendere l’esperienza più accettabile. È possibile quindi che il ricordo positivo legato solo all’aspetto sessuale sia stato una sorta di meccanismo di compensazione, un modo per convincersi che quella esperienza avesse avuto un senso e non fosse stata solo fonte di sofferenza. Questo non significa che lei non fosse autentica o che non sapesse cosa volesse, ma che in quel momento ha fatto del suo meglio per affrontare una fase difficile con le risorse che aveva a disposizione. È importante notare che quando successivamente ha incontrato un ragazzo con cui c’era anche una connessione emotiva, il ricordo dell’altro continuava a riaffiorare soprattutto nella parte sessuale. Questo accade perché la mente tende a fissarsi su alcuni aspetti che sembrano più forti o immediati, anche se non rappresentano ciò che davvero ci nutre a livello affettivo e relazionale. La sua riflessione su come abbia cercato di imporsi un ricordo positivo per coprire il dolore è molto lucida. Spesso la nostra mente, per proteggerci, mette in atto forme di autoinganno o di ristrutturazione dei ricordi. In questo caso, è probabile che lei abbia voluto attribuire un valore a quella relazione che in realtà non aveva, pur di non sentire troppo forte la dissonanza tra ciò che desiderava e ciò che stava vivendo. Oggi il fatto che riesca a leggere questa esperienza con più consapevolezza mostra che ha già fatto un passo importante. Non è tanto da chiedersi se sia stata “giusta” o “sbagliata” in passato, quanto piuttosto da riconoscere che quell’esperienza è stata una tappa del suo percorso e che ora dispone di una maggiore chiarezza su ciò che davvero la fa stare bene. In un lavoro psicologico, per esempio, si andrebbe proprio a esplorare il rapporto tra i suoi valori, le scelte che compie e i pensieri che la mente crea per proteggerla o giustificarla, con l’obiettivo di allineare sempre di più le sue azioni a ciò che la rappresenta davvero. Non è quindi questione di essere stati diversi dalla propria vera natura, ma piuttosto di aver cercato strategie di sopravvivenza emotiva che col tempo hanno mostrato i loro limiti. Riconoscerlo è già il primo passo per poter scegliere con più libertà e consapevolezza in futuro. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Gentile utente, grazie per aver condiviso la sua situazione.
Nelle sue parole emerge il tentativo di proteggersi da delusioni profonde rinunciando al coinvolgimento emotivo, come se spegnere i sentimenti potesse evitare altro dolore. Quando però si agisce in modo distante dalla propria natura, il corpo e la mente spesso reagiscono creando vissuti di vuoto, vergogna o auto-svalutazione, come quelli che descrive. Il legame solo fisico, inizialmente tollerabile, sembra aver lasciato una ferita interna più che un reale benessere.
Il “ricordo fittizio” che lei descrive può essere letto come un modo della mente di dare un senso a un’esperienza che, altrimenti, resterebbe solo dolorosa. Idealizzare un aspetto, in questo caso la prestazione sessuale, può servire a coprire il conflitto tra ciò che si è e ciò che si è cercato di diventare per difendersi. Questo spiega perché quel ricordo riaffiori anche quando oggi vive una relazione più sana e coerente con i suoi bisogni emotivi.
Ritengo importante che lei possa esplorare con attenzione questo passaggio, perché se questi vissuti restano poco compresi rischiano di continuare a interferire con il modo in cui sente se stessa e le relazioni presenti. Dare significato ora a ciò che è accaduto le permette di integrare quell’esperienza senza che resti una fonte silenziosa di dolore o confusione.
Prenoti un primo colloquio gratuito per esplorare i suoi vissuti, ricevere un primo parere professionale e valutare i passi successivi.
Per ogni eventuale approfondimento sono a sua disposizione, anche online.
Un caro saluto,
Dott. Mauro Terracciano.
Nelle sue parole emerge il tentativo di proteggersi da delusioni profonde rinunciando al coinvolgimento emotivo, come se spegnere i sentimenti potesse evitare altro dolore. Quando però si agisce in modo distante dalla propria natura, il corpo e la mente spesso reagiscono creando vissuti di vuoto, vergogna o auto-svalutazione, come quelli che descrive. Il legame solo fisico, inizialmente tollerabile, sembra aver lasciato una ferita interna più che un reale benessere.
Il “ricordo fittizio” che lei descrive può essere letto come un modo della mente di dare un senso a un’esperienza che, altrimenti, resterebbe solo dolorosa. Idealizzare un aspetto, in questo caso la prestazione sessuale, può servire a coprire il conflitto tra ciò che si è e ciò che si è cercato di diventare per difendersi. Questo spiega perché quel ricordo riaffiori anche quando oggi vive una relazione più sana e coerente con i suoi bisogni emotivi.
Ritengo importante che lei possa esplorare con attenzione questo passaggio, perché se questi vissuti restano poco compresi rischiano di continuare a interferire con il modo in cui sente se stessa e le relazioni presenti. Dare significato ora a ciò che è accaduto le permette di integrare quell’esperienza senza che resti una fonte silenziosa di dolore o confusione.
Prenoti un primo colloquio gratuito per esplorare i suoi vissuti, ricevere un primo parere professionale e valutare i passi successivi.
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Un caro saluto,
Dott. Mauro Terracciano.
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