Buongiorno, può essere di aiuto un percorso di osteopatia nel mio caso? Ho appena terminato la cura
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Buongiorno, può essere di aiuto un percorso di osteopatia nel mio caso? Ho appena terminato la cura e le indicazioni fisioterapiche (durate 2 mesi) per un forte dolore alla schiena che avevo da più di un anno, per due edemi subcondrali nelle limitanti somatiche contrapposte L1-L2.. (Ho una leggera scoliosi a S invertita proprio poco sopra, mi hanno spiegato che per questo motivo quello per me è un punto di "debolezza" della colonna). Gli edemi subcondrali si sono riassorbiti in circa 6 mesi (ho fatto magnetoterapia e negli ultimi due mesi punture di bifosfonato). Avendo iniziato purtroppo la cura tardi, ho avuto diversi problemi annessi al forte dolore che avevo e infiammazione e rigidità muscolare nella zona lombare. Ho fatto vari cicli di fisioterapia in parallelo alla cura intramuscolo di bifosfonati, adesso da qualche giorno sto meglio, ma permane questa rigidità dei muscoli paravertebrali e lombari. Vorrei sapere se un percorso di osteopatia potrebbe giovarmi e se può essere compatibile con la mia risonanza magnetica e se ci sono controindicazioni con la cura che sto facendo bifosfonati. Il referto della RM (fatta in un ospedale diverso dalla precedente rm) dice : "Note spondilosiche diffuse con iniziali segni di discopatia degenerativa, più evidenti in L1-L2. Sostanzialmente in sede gli elementi intersomatici. Segni di sovraccarico degli eventi posteriori con lieve ipertrofia degenerativa interapofisaria nel tratto distale di rachide. Canale centrale di ampiezza conservata."
Grazie ai dottori che avranno la pazienza di leggere tutto e rispondermi gentilmente
Grazie ai dottori che avranno la pazienza di leggere tutto e rispondermi gentilmente

Buongiorno.
Dopo il suo percorso fisioterapico, contattare un osteopata per un percorso osteopatico associato ad esercizi posturali, può essere una ottima soluzione per gestire la sua situazione.
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Buongiorno, il trattamento osteopatico potrebbe essere utile, in quanto offre un approccio diverso rispetto a quello fisioterapico. Non vi sono controindicazioni in relazione alla condizione da lei descritta sopra.
Porgo cordiali saluti,
Virginia Sciarrotta Osteopata, MSc DO.
Porgo cordiali saluti,
Virginia Sciarrotta Osteopata, MSc DO.

Buongiorno, certamente, lei ha solo bisogno di Osteopatia per risolvere completamente il problema. In 2-3 sedute, con tecniche di manipolazione fasciale, terapia manuale eseguite in modo corretto rispetto alla patologia pregressa, si può ridare mobilità ed elasticità alla regione dorsolombare.

Buongiorno,
grazie per aver condiviso così dettagliatamente la sua situazione. Da quanto descrive, il percorso terapeutico che ha seguito ha già portato a un miglioramento significativo, ma permane una rigidità muscolare lombare e paravertebrale.
L'osteopatia potrebbe esserle di aiuto per:
1) Migliorare la mobilità vertebrale e ridurre le tensioni muscolari residue attraverso tecniche di rilascio miofasciale e mobilizzazioni specifiche.
2) Favorire il recupero della funzionalità globale, lavorando su eventuali compensi biomeccanici instauratisi nel tempo a causa del dolore.
Per quanto riguarda la compatibilità con la sua condizione e il trattamento in corso:
• La sua risonanza magnetica non indica controindicazioni assolute all’osteopatia, ma è essenziale una valutazione specifica per individuare le tecniche più adatte.
• L'assunzione di bifosfonati non preclude il trattamento osteopatico, ma è importante considerare la qualità ossea e la risposta del tessuto connettivo per modulare le tecniche utilizzate.
Tuttavia, le indicazioni fornite possono essere certe al 100% solo dopo un'anamnesi approfondita e una valutazione di persona, sia dei suoi referti di esami strumentali sia della sua condizione di salute generale. Questo passaggio è fondamentale per garantire un trattamento sicuro e adeguato alle sue esigenze specifiche.
Inoltre, potrebbe essere molto utile una collaborazione con il suo fisioterapista di fiducia, in modo da creare una sinergia tra il trattamento osteopatico (“hands-on”, per migliorare la mobilità e ridurre le tensioni) e il mantenimento con un approccio attivo (“hands-off”), attraverso esercizi mirati prescritti dal fisioterapista. Questa combinazione potrebbe ottimizzare i benefici del percorso e favorire un recupero più completo e duraturo.
Se lo desidera, possiamo fissare un incontro per valutare più nel dettaglio la sua situazione e strutturare un percorso osteopatico personalizzato.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento!
Cordiali saluti, Martina Buffa - Osteopata
grazie per aver condiviso così dettagliatamente la sua situazione. Da quanto descrive, il percorso terapeutico che ha seguito ha già portato a un miglioramento significativo, ma permane una rigidità muscolare lombare e paravertebrale.
L'osteopatia potrebbe esserle di aiuto per:
1) Migliorare la mobilità vertebrale e ridurre le tensioni muscolari residue attraverso tecniche di rilascio miofasciale e mobilizzazioni specifiche.
2) Favorire il recupero della funzionalità globale, lavorando su eventuali compensi biomeccanici instauratisi nel tempo a causa del dolore.
Per quanto riguarda la compatibilità con la sua condizione e il trattamento in corso:
• La sua risonanza magnetica non indica controindicazioni assolute all’osteopatia, ma è essenziale una valutazione specifica per individuare le tecniche più adatte.
• L'assunzione di bifosfonati non preclude il trattamento osteopatico, ma è importante considerare la qualità ossea e la risposta del tessuto connettivo per modulare le tecniche utilizzate.
Tuttavia, le indicazioni fornite possono essere certe al 100% solo dopo un'anamnesi approfondita e una valutazione di persona, sia dei suoi referti di esami strumentali sia della sua condizione di salute generale. Questo passaggio è fondamentale per garantire un trattamento sicuro e adeguato alle sue esigenze specifiche.
Inoltre, potrebbe essere molto utile una collaborazione con il suo fisioterapista di fiducia, in modo da creare una sinergia tra il trattamento osteopatico (“hands-on”, per migliorare la mobilità e ridurre le tensioni) e il mantenimento con un approccio attivo (“hands-off”), attraverso esercizi mirati prescritti dal fisioterapista. Questa combinazione potrebbe ottimizzare i benefici del percorso e favorire un recupero più completo e duraturo.
Se lo desidera, possiamo fissare un incontro per valutare più nel dettaglio la sua situazione e strutturare un percorso osteopatico personalizzato.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento!
Cordiali saluti, Martina Buffa - Osteopata

Buongiorno a lei.
Nel suo caso al momento un percorso di osteopatia sarebbe di grande giovamento in concomitanza però con la fisioterapia (che non deve essere abbandonata successivamente al ciclo che è stato prescritto, ma va continuata in maniera costante). Leggendo il referto della sua recente RM posso sicuramente affermare che non c'è alcuna controindicazione per iniziare un percorso osteopatico. Ovviamente è necessario che il professionista al quale si affida sia consapevole e informato della sua situazione presente e passata in ogni dettaglio. Personalmente farei un percorso combinato tra fisioterapia e osteopatia; la fisioterapia le sarà utile sia per mantenere trofismo muscolare (che è fondamentale per prevenire il dolore alla schiena) sia per mantenere i risultati del percorso osteopatico.
Nel suo caso al momento un percorso di osteopatia sarebbe di grande giovamento in concomitanza però con la fisioterapia (che non deve essere abbandonata successivamente al ciclo che è stato prescritto, ma va continuata in maniera costante). Leggendo il referto della sua recente RM posso sicuramente affermare che non c'è alcuna controindicazione per iniziare un percorso osteopatico. Ovviamente è necessario che il professionista al quale si affida sia consapevole e informato della sua situazione presente e passata in ogni dettaglio. Personalmente farei un percorso combinato tra fisioterapia e osteopatia; la fisioterapia le sarà utile sia per mantenere trofismo muscolare (che è fondamentale per prevenire il dolore alla schiena) sia per mantenere i risultati del percorso osteopatico.

Buonasera, un percorso osteopatico aiuta a risolvere questa rigidità che avverte e migliorare la mobilità generale.
Non esistono controindicazioni al trattamento, ogni tecnica utilizzata nella seduta si adatta alla condizione generale di ogni paziente.
Non esistono controindicazioni al trattamento, ogni tecnica utilizzata nella seduta si adatta alla condizione generale di ogni paziente.

Buongiorno,
dopo tutto il percorso che hai affrontato, è comprensibile che la tua schiena sia ancora rigida e che tu senta il bisogno di migliorare la mobilità. Il dolore e l’infiammazione prolungati hanno sicuramente portato i muscoli lombari a lavorare in modo eccessivo per proteggere la zona interessata, creando una sorta di "memoria" di tensione che fatica a risolversi spontaneamente.
L’osteopatia potrebbe esserti utile proprio per questo: aiutarti a recuperare elasticità e libertà di movimento, lavorando sulle tensioni muscolari residue e migliorando la funzionalità globale della colonna. Visto che la tua struttura ha una lieve scoliosi e tende a sovraccaricare proprio nella zona L1-L2, un approccio osteopatico mirato potrebbe aiutarti a ridistribuire meglio i carichi, prevenendo nuove rigidità o dolori.
Il trattamento sarebbe ovviamente delicato e rispettoso della tua situazione, senza tecniche invasive sulla zona lombare, ma lavorando su compensi posturali, mobilità articolare e riequilibrio muscolare. Inoltre, non ci sono controindicazioni dirette con la terapia a base di bifosfonati, ma si potrebbe concordare un approccio ancora più cauto per rispettare il processo di consolidamento osseo.
Se da qualche giorno hai iniziato a sentirti meglio, questo potrebbe essere il momento giusto per affiancare l’osteopatia al percorso che hai già seguito, in modo da ottimizzare i risultati e aiutarti a ritrovare una migliore qualità di movimento.
dopo tutto il percorso che hai affrontato, è comprensibile che la tua schiena sia ancora rigida e che tu senta il bisogno di migliorare la mobilità. Il dolore e l’infiammazione prolungati hanno sicuramente portato i muscoli lombari a lavorare in modo eccessivo per proteggere la zona interessata, creando una sorta di "memoria" di tensione che fatica a risolversi spontaneamente.
L’osteopatia potrebbe esserti utile proprio per questo: aiutarti a recuperare elasticità e libertà di movimento, lavorando sulle tensioni muscolari residue e migliorando la funzionalità globale della colonna. Visto che la tua struttura ha una lieve scoliosi e tende a sovraccaricare proprio nella zona L1-L2, un approccio osteopatico mirato potrebbe aiutarti a ridistribuire meglio i carichi, prevenendo nuove rigidità o dolori.
Il trattamento sarebbe ovviamente delicato e rispettoso della tua situazione, senza tecniche invasive sulla zona lombare, ma lavorando su compensi posturali, mobilità articolare e riequilibrio muscolare. Inoltre, non ci sono controindicazioni dirette con la terapia a base di bifosfonati, ma si potrebbe concordare un approccio ancora più cauto per rispettare il processo di consolidamento osseo.
Se da qualche giorno hai iniziato a sentirti meglio, questo potrebbe essere il momento giusto per affiancare l’osteopatia al percorso che hai già seguito, in modo da ottimizzare i risultati e aiutarti a ritrovare una migliore qualità di movimento.

Buongiorno,
un percorso di osteopatia potrebbe essere un valido supporto per ridurre la rigidità muscolare residua e migliorare la mobilità della zona lombare, soprattutto dopo un lungo periodo di dolore e infiammazione. L’osteopatia può aiutare a riequilibrare le tensioni muscolari e articolari, favorendo una migliore funzionalità della colonna vertebrale e riducendo il rischio di nuove sollecitazioni compensatorie.
Nel suo caso, l'approccio osteopatico, attraverso tecniche specifiche e delicate, potrebbe migliorare la mobilità della zona interessata e favorire un maggior rilassamento muscolare, senza interferire con la terapia farmacologica in corso, non ci sono controindicazioni dirette tra il trattamento osteopatico e la terapia con bifosfonati, ma sarebbe utile valutare il tutto con attenzione, soprattutto in base alla sua sensibilità ossea e alla risposta ai trattamenti precedenti
un percorso di osteopatia potrebbe essere un valido supporto per ridurre la rigidità muscolare residua e migliorare la mobilità della zona lombare, soprattutto dopo un lungo periodo di dolore e infiammazione. L’osteopatia può aiutare a riequilibrare le tensioni muscolari e articolari, favorendo una migliore funzionalità della colonna vertebrale e riducendo il rischio di nuove sollecitazioni compensatorie.
Nel suo caso, l'approccio osteopatico, attraverso tecniche specifiche e delicate, potrebbe migliorare la mobilità della zona interessata e favorire un maggior rilassamento muscolare, senza interferire con la terapia farmacologica in corso, non ci sono controindicazioni dirette tra il trattamento osteopatico e la terapia con bifosfonati, ma sarebbe utile valutare il tutto con attenzione, soprattutto in base alla sua sensibilità ossea e alla risposta ai trattamenti precedenti

Buongiorno, dal mio punto di vista un trattamento osteopatico è consigliato sia per andare a valutare le rigidità muscolari nella zona lombare ma anche per ridare una giusta postura ed aiutare a ritrovare un equilibrio generale del corpo. Con l'osteopatia non andiamo a valutare solamente la zona interessata nello specifico ma anche tutte le altre strutture adiacenti per aiutare l'organismo a ritrovare una guarigione più rapida.

Salve, premettendo che le varie indagini vanno visionate dal terapista, non vedo condizioni che le precludano un trattamento osteopatico. Sarà necessario, come sempre, valutare e testare i segmenti in esame ed escludere eventuali bandiere rosse, ma basandomi sui dati riportati, lo trovo un quadro discretamente diffuso e approcciabile in maniera adeguata con l'osteopatia.
Buona serata
Maurizio
Buona serata
Maurizio

Buonasera
Avrei necessità di avere maggiori informazioni Mi invii il suo numero di telefono su questo sito Senza impegno economico Grazie
Avrei necessità di avere maggiori informazioni Mi invii il suo numero di telefono su questo sito Senza impegno economico Grazie

Buongiorno! Capisco che hai affrontato un percorso complesso e impegnativo, con dolore lombare persistente e una serie di trattamenti fisici. In base alla tua descrizione, sembra che tu abbia fatto un ottimo lavoro nel trattare il problema e nel seguire le indicazioni mediche. Ora, vediamo un po' la situazione in relazione alla possibilità di un percorso osteopatico.
L'osteopatia potrebbe effettivamente essere un trattamento utile per te, soprattutto per la rigidità muscolare che descrivi. L'osteopata lavora per migliorare la mobilità articolare e ridurre la tensione muscolare, utilizzando tecniche manuali. Questo potrebbe essere vantaggioso nel tuo caso per favorire il recupero della funzionalità della colonna lombare e alleviare la rigidità muscolare che persiste dopo la fisioterapia.
L'osteopatia, in generale, non è controindicata per problemi come quelli che hai descritto (edemi subcondrali, scoliosi, segni di discopatia degenerativa), ma la sua efficacia dipende molto dalle specifiche caratteristiche della persona e dalla gravità delle condizioni. In effetti, un osteopata esperto potrebbe adattare il trattamento in base alle tue necessità specifiche, cercando di intervenire senza sollecitare eccessivamente le zone delicate della colonna vertebrale.
L'osteopatia potrebbe effettivamente essere un trattamento utile per te, soprattutto per la rigidità muscolare che descrivi. L'osteopata lavora per migliorare la mobilità articolare e ridurre la tensione muscolare, utilizzando tecniche manuali. Questo potrebbe essere vantaggioso nel tuo caso per favorire il recupero della funzionalità della colonna lombare e alleviare la rigidità muscolare che persiste dopo la fisioterapia.
L'osteopatia, in generale, non è controindicata per problemi come quelli che hai descritto (edemi subcondrali, scoliosi, segni di discopatia degenerativa), ma la sua efficacia dipende molto dalle specifiche caratteristiche della persona e dalla gravità delle condizioni. In effetti, un osteopata esperto potrebbe adattare il trattamento in base alle tue necessità specifiche, cercando di intervenire senza sollecitare eccessivamente le zone delicate della colonna vertebrale.

Teoricamente non ci dovrebbero essere controindicazioni, bensì il percorso osteopatico, non andando a lavorare sulla patologia ma su quella che è la disfunzione somatica potrebbe andare ad aiutare il corpo. Il mio consiglio però è sempre quello di avere il via libera del medico e di affidarsi ad un osteopata coscienzioso che magari possa comunicare anche con il suddetto medico, in modo da lavorare in sinergia con le altre figure che la stanno seguendo

Buongiorno,
l'osteopatia potrebbe aiutarla a migliorare la mobilità della colonna e ridurre la rigidità muscolare residua, lavorando su tensioni e adattamenti posturali legati anche alla scoliosi. Il trattamento sarebbe personalizzato e non invasivo, senza controindicazioni dirette con la terapia in corso, ma andrebbe valutato attentamente in prima visita con il o la professionista. Rimango a disposizione, Martina
l'osteopatia potrebbe aiutarla a migliorare la mobilità della colonna e ridurre la rigidità muscolare residua, lavorando su tensioni e adattamenti posturali legati anche alla scoliosi. Il trattamento sarebbe personalizzato e non invasivo, senza controindicazioni dirette con la terapia in corso, ma andrebbe valutato attentamente in prima visita con il o la professionista. Rimango a disposizione, Martina

buongiorno, si può sicuramente trattare con possibile giovamento.

Buongiorno mi spiace per il suo dolore, ha già fatto molto degli step necessari per una pronta guarigione e per ritrovare quel benessere che le mancava.
Un percorso osteoaptico penso possa solo giovarle in quanto non è assolutamente controindicato alla sua condizione o alla terapia che sta ancora assumendo e penso possa essere di gran sollievo per la zona dolente, rigida e infiammata.
Un'altra cosa che sicuramente le gioverebbe molto in parallelo alla cura che sta eseguendo e ad un'eventuale percorso osteopatico è una sana attività fisica costante che possa alleggerire il carico che ha sulla lombare, detensionando la muscolatura lombare e al contempo irrobustendola in modo da darle più stabilità e meno dolore nel tempo.
Bisogna ovviamente tenere conto della sua storia pregressa e del fatto che ha (anche se pur sempre leggera) una scoliosi che sicuramente non agevola il percorso e non sparirà mai, detto questo però penso che possa solamente aiutarla.
Sperando di esserle stato utile le porgo cordiali saluti e rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Dott. R. Caminiti
Un percorso osteoaptico penso possa solo giovarle in quanto non è assolutamente controindicato alla sua condizione o alla terapia che sta ancora assumendo e penso possa essere di gran sollievo per la zona dolente, rigida e infiammata.
Un'altra cosa che sicuramente le gioverebbe molto in parallelo alla cura che sta eseguendo e ad un'eventuale percorso osteopatico è una sana attività fisica costante che possa alleggerire il carico che ha sulla lombare, detensionando la muscolatura lombare e al contempo irrobustendola in modo da darle più stabilità e meno dolore nel tempo.
Bisogna ovviamente tenere conto della sua storia pregressa e del fatto che ha (anche se pur sempre leggera) una scoliosi che sicuramente non agevola il percorso e non sparirà mai, detto questo però penso che possa solamente aiutarla.
Sperando di esserle stato utile le porgo cordiali saluti e rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Dott. R. Caminiti

Buonasera, si nel suo caso può essere utile l'osteopatia in quanto andando a lavorare sulle cause della sua sintomatologia (probabilmente legata ad un assetto posturale poco equilibrato) si possono ottenere risultati duraturi. A presto!

Buongiorno,
sarebbe utile capire in seguito a cosa si sono verificati questi edemi subcondrali; per quanto riguarda il trattamento osteopatico può sicuramente esserle utile in quanto questo periodo in cui lei ha sentito dolore il corpo si è adattato, cambiando la sua postura e instaurando un circolo vizioso che sarebbe utile interrompere andando a eliminare le disfunzioni muscolo scheletriche che si sono venute a creare o che erano già presenti.
sarebbe utile capire in seguito a cosa si sono verificati questi edemi subcondrali; per quanto riguarda il trattamento osteopatico può sicuramente esserle utile in quanto questo periodo in cui lei ha sentito dolore il corpo si è adattato, cambiando la sua postura e instaurando un circolo vizioso che sarebbe utile interrompere andando a eliminare le disfunzioni muscolo scheletriche che si sono venute a creare o che erano già presenti.

Buongiorno, il percorso di osteopatia può esserle senz'altro utile nel trattamento delle zone che sono più in tensione, come i suoi paravertebrali; non ci sono particolari controindicazioni al trattamento, qualora dovesse scegliere questo percorso il professionista che la seguirà saprà cosa fare e cosa non vista la sua situazione. Resto a disposizione per eventuali dubbi o chiarimenti anche attraverso consulenza online.
Dott. Mattia Giavazzi
Dott. Mattia Giavazzi

un osteopata otrebbe aiutarlo in questo modo.
Migliorare la mobilità e ridurre la rigidità – Con tecniche di rilascio miofasciale e mobilizzazioni dolci per alleviare la tensione nei muscoli lombari e paravertebrali.
Lavorare sulla postura e sulle compensazioni – La sua scoliosi a "S invertita" potrebbe aver contribuito al sovraccarico in L1-L2. Un approccio osteopatico globale potrebbe aiutarlo a riequilibrare le tensioni e migliorare il movimento.
Ottimizzare il recupero muscolare – Dopo mesi di infiammazione e dolore, il suo corpo potrebbe aver sviluppato schemi di protezione. Tecniche di inibizione muscolare e normalizzazione articolare potrebbero aiutarlo a ritrovare un movimento più fluido.
Consigli su postura e movimento – Valutare insieme eventuali adattamenti posturali, esercizi dolci e strategie per prevenire nuove tensioni.
Migliorare la mobilità e ridurre la rigidità – Con tecniche di rilascio miofasciale e mobilizzazioni dolci per alleviare la tensione nei muscoli lombari e paravertebrali.
Lavorare sulla postura e sulle compensazioni – La sua scoliosi a "S invertita" potrebbe aver contribuito al sovraccarico in L1-L2. Un approccio osteopatico globale potrebbe aiutarlo a riequilibrare le tensioni e migliorare il movimento.
Ottimizzare il recupero muscolare – Dopo mesi di infiammazione e dolore, il suo corpo potrebbe aver sviluppato schemi di protezione. Tecniche di inibizione muscolare e normalizzazione articolare potrebbero aiutarlo a ritrovare un movimento più fluido.
Consigli su postura e movimento – Valutare insieme eventuali adattamenti posturali, esercizi dolci e strategie per prevenire nuove tensioni.

Salve. Da quello che risulta nel referto dell'ultima risonanza da lei effettuata sembrerebbe che ci sia una sofferenza diffusa dei dischi intervertebrali con segni di artrosi, soprattutto tra la prima e la seconda vertebra lombare (dove si era precedentemente formato l'edema).
Nonostante questo i dischi sono in sede, il che riduce la possibile formazione di ernie discali. Si nota anche un leggero "ispessimento" delle articolazioni che mettono in comunicazione le vertebre a livello lombare come reazione all’infiammazione ed al sovraccarico.
A mio parere non ci sono controindicazioni ad un trattamento osteopatico e credo che lei ne possa giovare significativamente.
Le consiglierei inoltre, se non lo sta già facendo, di fare degli esercizi per sciogliere il bacino e rilassare la muscolatura (yoga, pilates o qualsiasi disciplina preferisce).
Spero di esserle stato d’aiuto.
Lukas Boschetti D.O.M.R.O.I
Nonostante questo i dischi sono in sede, il che riduce la possibile formazione di ernie discali. Si nota anche un leggero "ispessimento" delle articolazioni che mettono in comunicazione le vertebre a livello lombare come reazione all’infiammazione ed al sovraccarico.
A mio parere non ci sono controindicazioni ad un trattamento osteopatico e credo che lei ne possa giovare significativamente.
Le consiglierei inoltre, se non lo sta già facendo, di fare degli esercizi per sciogliere il bacino e rilassare la muscolatura (yoga, pilates o qualsiasi disciplina preferisce).
Spero di esserle stato d’aiuto.
Lukas Boschetti D.O.M.R.O.I

Gentile paziente,
la sua storia clinica riflette un percorso lungo e complesso, caratterizzato da un dolore cronico che ha avuto un impatto significativo sulla qualità della sua vita. È comprensibile che, dopo mesi di sofferenza e di terapie, lei stia cercando un approccio complementare che possa aiutarla a recuperare completamente la mobilità e a liberarsi dalla rigidità muscolare che ancora persiste.
La buona notizia è che l'osteopatia può essere di grande supporto nel suo caso. Ora che gli edemi subcondrali si sono riassorbiti e l'infiammazione acuta è sotto controllo, l'osteopatia può intervenire efficacemente per riequilibrare la postura, migliorare la mobilità della colonna vertebrale e ridurre la tensione muscolare residua, in particolare a livello dei muscoli paravertebrali e lombari, che spesso rimangono contratti a causa di un meccanismo di difesa del corpo contro il dolore prolungato.
La leggera scoliosi a "S" invertita che le è stata diagnosticata rappresenta un fattore biomeccanico importante. Questa conformazione può aver creato nel tempo delle zone di sovraccarico, come nel tratto L1-L2, dove si sono manifestati gli edemi. Attraverso un lavoro manuale mirato, l'osteopata può aiutare a ridistribuire le tensioni lungo la colonna, migliorare la funzionalità articolare e facilitare un maggiore equilibrio tra le catene muscolari e fasciali.
Non ci sono controindicazioni rispetto alla terapia con bifosfonati, poiché l'osteopatia agisce in modo dolce e non invasivo, senza interferire con i processi di mineralizzazione ossea che i farmaci stanno favorendo. Anzi, migliorare la mobilità e ridurre la tensione muscolare può aiutare a migliorare la circolazione locale e il metabolismo tissutale, supportando così anche la salute dell'osso e dei tessuti circostanti.
Un approccio osteopatico mirato potrebbe concentrarsi su diverse aree: lavorare sulla mobilità del bacino e del tratto lombare, trattare eventuali disfunzioni viscerali che possono influenzare la zona lombare (come l'intestino e il diaframma), e migliorare la respirazione diaframmatica, spesso compromessa in chi soffre di dolore cronico. Inoltre, l'osteopata può agire sulle fasce muscolari e sul sistema nervoso autonomo per ridurre la tensione e favorire un rilassamento profondo, che spesso è fondamentale per interrompere il "ciclo del dolore".
Infine, l'osteopatia non si limita al trattamento locale, ma considera l'intero corpo come un sistema interconnesso. Questo approccio globale potrebbe aiutarla non solo a ridurre la rigidità, ma anche a prevenire future recidive, insegnandole a migliorare la postura e la gestione dei carichi nella vita quotidiana.
Ritengo che un percorso osteopatico, associato a una corretta attività fisica (come esercizi di mobilità e rinforzo muscolare dolce), possa rappresentare una fase importante del suo recupero. Le consiglierei di affidarsi a un osteopata esperto nel trattamento delle problematiche vertebrali e di mantenere un dialogo aperto con il fisioterapista che l'ha seguita, in modo da integrare al meglio i benefici di entrambi gli approcci.
la sua storia clinica riflette un percorso lungo e complesso, caratterizzato da un dolore cronico che ha avuto un impatto significativo sulla qualità della sua vita. È comprensibile che, dopo mesi di sofferenza e di terapie, lei stia cercando un approccio complementare che possa aiutarla a recuperare completamente la mobilità e a liberarsi dalla rigidità muscolare che ancora persiste.
La buona notizia è che l'osteopatia può essere di grande supporto nel suo caso. Ora che gli edemi subcondrali si sono riassorbiti e l'infiammazione acuta è sotto controllo, l'osteopatia può intervenire efficacemente per riequilibrare la postura, migliorare la mobilità della colonna vertebrale e ridurre la tensione muscolare residua, in particolare a livello dei muscoli paravertebrali e lombari, che spesso rimangono contratti a causa di un meccanismo di difesa del corpo contro il dolore prolungato.
La leggera scoliosi a "S" invertita che le è stata diagnosticata rappresenta un fattore biomeccanico importante. Questa conformazione può aver creato nel tempo delle zone di sovraccarico, come nel tratto L1-L2, dove si sono manifestati gli edemi. Attraverso un lavoro manuale mirato, l'osteopata può aiutare a ridistribuire le tensioni lungo la colonna, migliorare la funzionalità articolare e facilitare un maggiore equilibrio tra le catene muscolari e fasciali.
Non ci sono controindicazioni rispetto alla terapia con bifosfonati, poiché l'osteopatia agisce in modo dolce e non invasivo, senza interferire con i processi di mineralizzazione ossea che i farmaci stanno favorendo. Anzi, migliorare la mobilità e ridurre la tensione muscolare può aiutare a migliorare la circolazione locale e il metabolismo tissutale, supportando così anche la salute dell'osso e dei tessuti circostanti.
Un approccio osteopatico mirato potrebbe concentrarsi su diverse aree: lavorare sulla mobilità del bacino e del tratto lombare, trattare eventuali disfunzioni viscerali che possono influenzare la zona lombare (come l'intestino e il diaframma), e migliorare la respirazione diaframmatica, spesso compromessa in chi soffre di dolore cronico. Inoltre, l'osteopata può agire sulle fasce muscolari e sul sistema nervoso autonomo per ridurre la tensione e favorire un rilassamento profondo, che spesso è fondamentale per interrompere il "ciclo del dolore".
Infine, l'osteopatia non si limita al trattamento locale, ma considera l'intero corpo come un sistema interconnesso. Questo approccio globale potrebbe aiutarla non solo a ridurre la rigidità, ma anche a prevenire future recidive, insegnandole a migliorare la postura e la gestione dei carichi nella vita quotidiana.
Ritengo che un percorso osteopatico, associato a una corretta attività fisica (come esercizi di mobilità e rinforzo muscolare dolce), possa rappresentare una fase importante del suo recupero. Le consiglierei di affidarsi a un osteopata esperto nel trattamento delle problematiche vertebrali e di mantenere un dialogo aperto con il fisioterapista che l'ha seguita, in modo da integrare al meglio i benefici di entrambi gli approcci.

Buonasera,
un trattamento osteopatico potrebbe aiutarla a migliorare la mobilità della colonna, ridurre la tensione muscolare e riequilibrare eventuali compensi posturali che potrebbero mantenere la rigidità. L’approccio osteopatico non ha controindicazioni specifiche con l’assunzione di bifosfonati, ad ogni modo una valutazione approfondita permetterà di individuare l’approccio terapeutico più adeguato alla sua situazione.
Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti
un trattamento osteopatico potrebbe aiutarla a migliorare la mobilità della colonna, ridurre la tensione muscolare e riequilibrare eventuali compensi posturali che potrebbero mantenere la rigidità. L’approccio osteopatico non ha controindicazioni specifiche con l’assunzione di bifosfonati, ad ogni modo una valutazione approfondita permetterà di individuare l’approccio terapeutico più adeguato alla sua situazione.
Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti

Buongiorno
un percorso con un collega osteopata potrebbe aiutarla con le disfunzioni legate alla sua problematica ,le consiglio comunque di tenere la parte riabilitativa come sta facendo
un percorso con un collega osteopata potrebbe aiutarla con le disfunzioni legate alla sua problematica ,le consiglio comunque di tenere la parte riabilitativa come sta facendo

Salve , innanzitutto bisognerebbe capire da dove derivano questi ematomi subcondrali. Comunque dei trattamenti osteopatici , sicuramente la aiuterebbero a migliorare la sua mobilità e la sua rigidità .
Buona giornata
Achille Santoro D.0.
Buona giornata
Achille Santoro D.0.

Salve, ritengo che la valutazione e il trattamento osteopatico possano esserle di grande aiuto nel caso del problema descritto e ritengo che possa aiutarla anche della ginnastica dolce o posturale mirata al suo problema. Resto a disposizione, Giulia Li Calzi Osteopata.
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