Buongiorno, cercherò di essere il più sintetico possibile. da ormai diversi anni mi sento sempre g

25 risposte
Buongiorno,
cercherò di essere il più sintetico possibile.
da ormai diversi anni mi sento sempre giù di morale, pur riuscendo a condurre una vita normale (ho un lavoro, una relazione sentimentale, delle amicizie etc etc) ho continuamente la sensazione di essere profondamente infelice e insoddisfatto pur non avendo problemi economici e/o di salute.
in questi anni (circa 7/8) questi pensieri si sono via via sempre più intensificati rendendomi sempre più triste e ansioso.
ormai stremato a fine aprile ho iniziato un percorso di psicoterapia con una psicologa con la quale mi sono da subito trovato bene instaurando una buona alleanza.
nonostante ciò ad ora non sento di aver avuto il ben che minimo progresso. diciamo che ho preso maggiormente coscienza dei miei "problemi" ovvero del perchè ragiono in un certo modo, del perchè mi comporto in un altro eccetera ma non sono riuscito a "svoltare" adottando le strategie che lei mi ha suggerito e prescritto.
sono molto avvilito in quanto non riesco a capire il perchè di tutto ciò. non mi sono abbastanza applicato? non è in realtà la persona giusta per me?
cosa potrei fare?
grazie mille.
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.
Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale connesso con la genesi della sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

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Dott.ssa Arianna Broglia
Psicologo, Psicoterapeuta
Parma
Gentilissimo buongiorno, mi dispiace per la situazione che sta vivendo, dalle sue parole mi arrivano bene la fatica ma anche una forte motivazione nel voler superare questo periodo! Lei che idea ha di queste sue sensazioni? Da che cosa pensa possano essere dovute? Ha fatto bene a rivolgersi ad una psicologa, è il modo ottimale per prendersi cura di sé. Ha mai pensato di parlare con la dottoressa delle sue preoccupazioni? Sono certa che alla luce di questi suoi pensieri, lei e la mia collega potrete comprendere al meglio come sta andando il vostro viaggio ed eventualmente pensare insieme a dei cambiamenti. Rimango disponibile per qualsiasi informazione o chiarimento, nel frattempo le auguro una buona giornata. Dott.ssa Arianna Broglia
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Buongiorno gentile utente,
sicuramente deve dare fiducia al percorso intrapreso con la sua psicologa. A volte, il tempo non è il giusto parametro per stabilire l'efficacia di un intervento psicologico. Sono sicuro che con l'aiuto della collega verrà a capo dei suoi problemi.
Nulla però le impedisce di farsi giustamente delle domande su sé stesso. Come ci ha fatto notare, ha raggiunto una buona consapevolezza delle dinamiche psicologiche che le creano disagio. Bene, il primo e più importante step è proprio quello della consapevolezza, soprattutto la capacità che emerge dalla consapevolezza di notare e annotare tutto ciò che le accade, creando quel necessario distacco dalle sue ansie e dalle sue emozioni, al fine di modificare gradualmente le sue abitudini e i suoi comportamenti.
Gli esercizi che sta facendo possono anche non funzionare, infatti si cambiano e si adattano alle caratteristiche delle persone: non abbia paura a confidare alla sua psicologa perché trova un esercizio poco utile o poco efficace, sarà lei stessa a chiarirle cosa fare e su quali strategie puntare.
Inoltre, potrebbe riflettere sull'atteggiamento che ha verso questi esercizi, capire quindi se condivide e comprende a pieno l'obiettivo, e se è motivato a muovere le risorse necessarie a raggiungere tale obiettivo.
Funziona come l'allenamento sportivo: immagini di dover correre 1km in meno di 5 minuti; l'obiettivo è chiaro e non fraintendibile. Per raggiungere l'obiettivo però dovrà allenarsi ogni giorno, organizzare la sua giornata in funzione dell'allenamento e monitorare costantemente i suoi progressi. Per di più, avrà bisogno di stare bene per allenarsi, curare l'alimentazione ed essere sempre motivato.
Ecco, l'allenamento psicologico, inteso come esercizi per il benessere interiore, è del tutto simile: dovrà esser costante nel farli, trovare sempre il tempo e il modo di incastrarli nella sua vita quotidiana, avere cura di sé e alimentare la motivazione a raggiungere gli obiettivi prefissati.

Sia gentile con sé stesso, non si preoccupi troppo se a volte non riesce ad applicarsi, può capitare. Annoti i motivi della sua ansia, lasci che le emozioni abbiano il loro corso, sia disposto sempre all'auto-compassione.

Spero di averla aiutata a comprendere meglio ciò che sta provando.
un caro saluto, Dott. Antonio Cortese
Dott.ssa Monica D'Ambrosio
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentile consulente, grazie per quanto scritto.
credo che le emozioni che vive, dal tempo che le sta sperimentando, meritino di essere prese in carico.
Le consiglio vivamente di iniziare un percorso al fine di elaborare sia i pensieri, sia i vissuti emotivi connessi, al fine di trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici, soprattutto al fine di evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Resto a disposizione Dott.ssa D'Ambrosio
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Dr. Andrea Caso
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Piano di Sorrento
Per alcuni tipi di terapia o alcuni tipi di difficoltà emotiva i risultati possono non essere immediati. Niente però le vieta di condividere in seduta la frustrazione che sta vivendo.
Dott. Fabio Romano
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Ferrara
Buonasera! Lei e la collega farete, con il tempo, tutto il lavoro necessario. Mi permetto di restituirle l'impressione che quella sensazione di essere "sempre giù di morale, pur riuscendo a condurre una vita normale... ho continuamente la sensazione di essere profondamente infelice e insoddisfatto" si stia riproponendo nella relazione con la terapeuta. Sembra non importi chi ha di fronte, Lei tende a sentirsi così. È un'occasione preziosa, perché finalmente potrà condividere quei pensieri disturbanti e quelle emozioni dolorose che la portano a pensare "Non mi sono abbastanza applicato? Non è in realtà la persona giusta per me? Cosa potrei fare?". Ne parli con fiducia alla collega, non cambi strada, non abbia fretta. Si affidi. In bocca al lupo
Dott.ssa Carla Puliga
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Ciao, ti suggerisco innanzitutto di portare alla tua psicologa questi dubbi, le tue difficoltà ad applicare le strategie e come tutto questo ti fa sentire, potrebbero essere un buono spunto sul quale lavorare, oltre che un feedback utile a lei per aiutarti al meglio. A parte questo, non ti scoraggiare: mi viene difficile pensare di risolvere problematiche così complesse in 6 mesi scarsi...! Abbi fiducia e non esitare a portare in seduta le tue perplessità e la tua fatica ogni volta che si presentano. Auguri per il tuo percorso!
Dott.ssa Roberta Evangelista
Psicologo, Psicologo clinico
Albignasego
Gentilissimo, mi dispiace per i vissuti che sta provando e la sua continua frustrazione. Ma di progressi ne ha già fatti molti se sente anche un minimo beneficio. Abbi fiducia nella vostra relazione e condivida con lei i suoi dubbi. Dalle sue parole "non riesco a capire il perchè di tutto ciò. non mi sono abbastanza applicato?" e dalle "stretegie proposte dalla psicoterapeuta" quello che mi risuona è una modalità prestante, basata sul fare e capire, che sono tutte modalità che si fanno di testa (e che la portano a provare frustrazione). Provi a vivere la seduta con il cuore, con le emozioni, a lasciarsi andare. E poi ne parli di questi vissuti con la terapeuta, vedrà il processo di cambiamento sarà molto più veloce. Spero le sia di aiuto. Un caro saluto, Dott.ssa Roberta Evangelista
Dott.ssa Monica Tabarini
Psicoterapeuta, Psicologo, Terapeuta
Marano di Valpolicella
Ne riparlerei molto apertamente con la sua terapeuta. Ci sono schemi e tratti che sono difficili da gestire, e in parte vanno capiti, accolti.
Ci sono istanze giudicanti che a volte ci portano a svalutare, più che apprezzare, e queste possono investire anche la figura del terapeuta, per difendersi, per paure più implicite che consapevoli ... non è una colpa, è un modo di stare nella relazione che si è appreso e sarebbe così prezioso, poterlo condividere con la professionista che la sta accompagnando ora !!
La ricerca della felicità è un campo su cui spesso ci sono grossi fraintendimenti e distorsioni: cosa intendiamo, oggi, per felicità, serenità, piacere ?
Mi piacerebbe pensare che lei potesse aprire tutte queste riflessioni, nella psicoterapia che sta facendo.
Dott.ssa Silvia Diana
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Carpi
Salve,
potrebbe essere utile per lei raccontare alla sua terapeuta come si sta sentendo in questo momento a proposito del percorso svolto fino ad ora e pensieri ed emozioni relativi al momento presente. Così come esplicitare i suoi dubbi e le sue aspettative. In seguito, forse, avrà più chiaro se è il percorso adatto a lei o se è proprio il momento in cui restare per lavorare su ostacoli, evitamenti, difficoltà più profonde.
In bocca al lupo
Dott.ssa Laura Francesca Bambara
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Vizzolo Predabissi
Buongiorno, mi spiace per la sua situazione.
Spesso le strategie che noi psicologi proponiamo purtroppo non sempre riescono a soddisfare i bisogni dei nostri pazienti.
Sono disponibile a colloqui online per valutare la sua problematica e trovare possibili soluzioni. Mi contatti pure.
CORDIALI SALUTI
Dott.ssa Laura Francesca Bambara
Dr. Stefano Golasmici
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Milano
Gent.mo, pone una domanda piuttosto complessa e al tempo stesso molto significativa. Riferisce di avere un lavoro, una relazione sentimentale, rapporti di amicizia, di non avere problemi di salute o economici. Eppure descrive qualcosa che in sottofondo aleggia, generando una forma di infelicità e di insoddisfazione che non è in grado di spiegare. Una forma di disagio che, tuttavia, si può dire che la riguarda come persona e che qualcosa vuol pur significare nella sua vita. Un trattamento psicoterapeutico potrebbe aiutarla ad esplorare i suoi sentimenti e i suoi pensieri, non esclusivamente consci, favorendo un ampliamento e una graduale trasformazione della sua esperienza. Come ogni percorso di crescita, però, può a tratti essere anche faticoso e richiede tempo. SG
Dott. Francesco Mangiafico
Psicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
Torino
Buongiorno, comprendo il suo problema. Tenga in considerazione la possibilità di non sia necessariamente lei quello che non si è saputo applicare, e che probabilmente non è detto che la collega sia inadatta alla sua persona. A volte si creano delle dinamiche relazionali che è bene portare in discussione durante la seduta. Parli con lei di questa sensazione d'incertezza, sono sicuro che emergeranno elementi interessanti da cui partire. Se non doveste trovarvi in sintonia, valuti la possibilità di contattare un altro terapeuta ma prima è importante che ne parli con la collega che lo sta già seguendo.
Un caro saluto.
Dott. Francesco Mangiafico - Psicologo
Dott.ssa Elisa Andreoli
Psicoterapeuta, Psicologo
Carpi
Gentilissimo, ha provato a parlarne con la sua terapeuta? Potrebbe proprio questo essere la chiave vincente per "sbloccare" la situazione. Potrebbe darvi l'opportunità anche di approfondire come mai le strategie viste insieme non si siano rivelate efficaci o piuttosto non adatte alla sua persona. Un conto sono gli strumenti e le strategie che psicologi e psicoterapeuti imparano a livello teorico nella loro formazione, un conto è saperli sapientemente cucire addosso ad ogni singolo individuo!
Un caro saluto e un in bocca al lupo
Dott.ssa Anna Bonci
Psicologo, Psicologo clinico
Querceta
Gentile Utente, comprendo quanto possa essere difficile sentirsi così da molto tempo, ma mi sembra importante rimandarle che la decisione che ha preso di intraprendere un percorso psicoterapico mi sembra già un grande primo segnale di svolta. Magari non la svolta che aveva nelle sue attese, ma sicuramente centrale per raggiungere anche il benessere più completo che ricerca. In psicoterapia non c'è un modo giusto o sbagliato di applicarsi, ognuno ha il suo modo di investire in questo percorso e mi sembra che lei vi stia dedicando tempo ed attenzione nel modo migliore che conosce. Forse, semplicemente, ha ancora bisogno di tempo: il lavoro su di sé richiede sempre molta pazienza, quindi comprendo che possa sentirsi affaticato. Ritengo che, quando sarà pronto, potrebbe parlare di questa sensazione di stallo con la sua Psicoterapeuta, in modo da poter riflettere con lei su questi importanti vissuti e renderli così materiale di lavoro. Tutto ciò potrebbe rivelarsi davvero prezioso per la sua terapia.
Cordialmente, Dott.ssa Anna Bonci
Dott. Ubaldo Balestriere
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buonasera, da quel che ha scritto deduco che ha già fatto dei passi in avanti rispetto ad aprile, prendere infatti maggiormente coscienza dei suoi "problemi" e del perchè ragiona in un certo modo è già un ottimo traguardo! Credo che il lavoro che sta facendo con la sua terapeuta sia efficace, continui così.
Nel frattempo insieme a lei o anche per conto suo, potrebbe incominciare a capire cosa l'appassiona in questa vita, siamo su questa terra per farne esperienza e non solo vivere per lavorare. Fondamentale nella vita è capire quale sia ciò che Hillman chiama Daimon o quello che la filosofia giapponese chiama "ikigai" ovvero lo scopo della propria vita, ciò che rende una vita degna di essere vissuta.
Lei è sul cammino del risveglio, abbi fiducia.
Un caro saluto
Dott. Ubaldo Balestriere
Dott.ssa Linda Trogi
Psicologo
Viareggio
Caro Utente, grazie per aver condiviso con noi la sua storia.
Iniziare un percorso su noi stessi non è facile, quindi è possibile la presenza di difficoltà nell'attuare strategie diverse da quelle sempre messe in atto.
Tuttavia, mi ha attirato il termine che ha usato "prescritto": fossi in lei parlerei di questa cosa con la psicologa sottolineando il disagio che le provoca non riuscire in questo compito e cercare con lei un modo alternativo per attuarle o, magari, strategie simili ma non identiche a quelle che ora non le riescono. Nel caso questo non avvenga, può sempre valutare di cambiarla e iniziare un nuovo percorso di sostegno psicologico volto ad identificare le proprie risorse e potenzialità.
Rimango in attesa per eventuali chiarimenti.
Dott.ssa Linda Trogi
Dott.ssa Ilaria De Pretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno,

Prima di tutto, voglio ringraziarti per aver condiviso la tua esperienza e i tuoi sentimenti. È importante che tu stia cercando di comprendere e affrontare ciò che stai vivendo. La sensazione di tristezza e insoddisfazione che hai descritto è un problema significativo, e sei sulla strada giusta a cercare aiuto.

È positivo che tu abbia iniziato un percorso di psicoterapia con una psicologa con la quale ti senti a tuo agio. È un passo importante verso il miglioramento del tuo benessere emotivo. Tuttavia, è normale che la terapia possa richiedere del tempo prima di vedere progressi significativi. Ogni individuo è unico e ha il proprio ritmo di cambiamento.

Alcuni suggerimenti che potrebbero esserti utili:

1. Parla apertamente con la tua psicologa: È importante comunicare apertamente i tuoi sentimenti e le tue preoccupazioni riguardo al progresso della terapia. Questo permetterà a lei di adattare meglio l'approccio terapeutico alle tue esigenze.

2. Sii paziente con te stesso: Il cambiamento richiede tempo, e il fatto che tu abbia acquisito consapevolezza dei tuoi problemi è un passo avanti importante. Non essere troppo duro con te stesso se non hai ancora ottenuto i risultati desiderati.

3. Esplora altre opzioni: Se dopo un periodo adeguato di terapia senti che non sta funzionando come desideri, potresti considerare di consultare un altro professionista o chiedere un secondo parere. Non significa necessariamente che la tua attuale psicologa non sia adatta per te, ma potresti trovare una prospettiva diversa utile.

4. Considera approcci complementari: Oltre alla terapia, potresti valutare la possibilità di integrare altre strategie nel tuo percorso, come l'esercizio fisico, la meditazione o la consulenza nutrizionale. Questi possono contribuire al tuo benessere generale.

Ricorda che il processo di guarigione è personale e unico per ciascun individuo. Non esitare a continuare a lavorare con il tuo terapeuta per trovare le strategie e le soluzioni che funzionano meglio per te. La strada potrebbe essere difficile, ma con il supporto adeguato, puoi progredire verso una vita più soddisfacente e felice.
Dott.ssa Chiara Carraro
Psicologo clinico, Psicologo
Trento
Buonasera, grazie per la condivisione. Le consiglierei di portare in seduta questi dubbi e questa confusione, così da poter riflettere su di essi assieme alla sua terapeuta.
I risultati non sempre sono immediati e talvolta è necessario passare attraverso un momento di disequilibrio per poi trovare un benessere più funzionale.
Gentile utente, capisco la tua frustrazione e voglio rassicurarti sul fatto che quello che stai vivendo potrebbe essere parte di un processo di trasformazione interiore. Dal punto di vista transpersonale, il disagio che senti può rappresentare un invito a esplorare aspetti più profondi di te stesso e del significato che attribuisci alla tua vita.
La consapevolezza che hai sviluppato grazie alla terapia è un passo essenziale, ma trasformarla in cambiamento richiede tempo e perseveranza. Può essere utile affiancare alla terapia pratiche che favoriscano una connessione più profonda, come la meditazione, la scrittura riflessiva o attività creative che ti ispirino.
Se senti che il percorso attuale non risponde pienamente ai tuoi bisogni, confrontarti con la tua terapeuta potrebbe aprire nuove possibilità. Stai già lavorando su di te con impegno: anche se i risultati non sono immediati, il cammino che hai intrapreso è significativo.
Rimango a disposizione,
Dott.ssa Alessia De Lucia
Dott.ssa Ilenia Colasuonno
Psicologo, Psicologo clinico
Cerveteri
Buongiorno, grazie per aver condiviso con me la tua situazione. Quello che descrivi è sicuramente doloroso, e mi dispiace che ti stia sentendo così stremato e insoddisfatto nonostante tu stia facendo uno sforzo per affrontare le tue difficoltà. Il fatto che tu abbia intrapreso un percorso terapeutico è già un passo importante, e il fatto che ti sia trovato bene con la psicologa e che tu abbia preso consapevolezza dei tuoi "problemi" è una base fondamentale. Tuttavia, il progresso in psicoterapia può essere più lento e complesso di quanto spesso ci si aspetti, specialmente quando si affrontano temi legati a sensazioni di insoddisfazione e tristezza persistente. A volte i cambiamenti più profondi richiedono più tempo di quanto inizialmente ci si aspetti. La consapevolezza è un passo importante, ma non sempre basta da sola per portare a un cambiamento immediato nei sentimenti e nel comportamento. Continuare a lavorare su te stesso e sulle tue emozioni può richiedere pazienza, anche se questo può sembrare frustrante.

È possibile che, pur avendo una buona alleanza con la psicologa, l'approccio terapeutico utilizzato non stia rispondendo pienamente alle tue necessità. Ogni persona è diversa, e potrebbe essere che tu abbia bisogno di un approccio diverso, magari più pratico o focalizzato su azioni concrete che possano aiutarti a cambiare il tuo modo di pensare e comportarti. Potresti parlarne apertamente con la psicologa, esprimendo il tuo desiderio di "svoltare" e chiedendo se ci sono altre tecniche o modalità che potrebbero essere più adatte a te.

Se senti di non essere riuscito a mettere in pratica le strategie suggerite dalla psicologa, potrebbe essere utile esplorare con lei i motivi di questa difficoltà. A volte, la motivazione a cambiare può essere ostacolata da paure o resistenze inconsce, e parlarne potrebbe aiutarti a capire meglio i blocchi che impediscono il cambiamento. Non è mai una questione di "non essersi applicati", ma piuttosto di comprendere che ci sono ostacoli psicologici che vanno affrontati.

Se, nonostante i tuoi sforzi, non ti senti che la psicoterapia stia portando ai risultati sperati, potresti pensare a una valutazione aggiuntiva da parte di un altro professionista, magari anche considerare una terapia di tipo diverso, come la terapia cognitivo-comportamentale (CBT), che è molto focalizzata sul cambiamento pratico del pensiero e del comportamento. Inoltre, se la tristezza e l'ansia sono molto forti, potrebbe essere utile un'ulteriore valutazione da un professionista riguardo la possibilità di un supporto farmacologico, soprattutto se si tratta di sintomi di depressione.

Il fatto che tu abbia una vita relativamente "normale", con un lavoro, una relazione e amicizie, ma comunque ti senta infelice, potrebbe essere legato a una sensazione di disconnessione profonda con i tuoi veri desideri o valori. Potresti riflettere, anche con l’aiuto della psicologa, su cosa veramente ti farebbe sentire soddisfatto e realizzato nella vita, al di là delle circostanze esterne. È importante capire che a volte la felicità e il benessere dipendono anche dalla nostra connessione con ciò che sentiamo essere veramente significativo per noi.

Mi auguro che tu possa trovare la chiarezza che cerchi e che il percorso di terapia ti aiuti a sbloccare questi passaggi. Se hai bisogno di parlare, sono qui.
Dott.ssa Melissa Marchionni
Psicologo, Psicologo clinico
Colleverde
Buongiorno, spesso si ripone nel percorso di psicoterapia una speranza di risoluzione, ma questo non avviene sempre. Forse sarebbe saggio riconvenire con la sua psicologa le premesse che condividete verso questo percorso, ad esempio gli obiettivi raggiunti che ha citato mi sembrano importanti risvolti, per nulla scontati.
Le proporrei di sottoporre la questione alla sua psicologa, proprio così come ce l'ha messa a noi. Sarebbe ottimo materiale utile a ripensare insieme il percorso che sta facendo. Un caro saluto.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, da ciò che racconta emerge con molta chiarezza il peso che questa condizione porta con sé, soprattutto per la durata che descrive e per la sensazione frustrante di non riuscire a “svoltare” nonostante l’impegno e la consapevolezza acquisita. È molto comprensibile che si senta avvilito: vivere per anni con un senso di insoddisfazione e malinconia che non trova spiegazioni immediate è faticoso e può dare l’idea di essere intrappolati in un circolo senza uscita. Il fatto che lei si sia già affidato a un percorso di psicoterapia e che abbia instaurato una buona alleanza con la sua terapeuta è un elemento prezioso. Non tutti riescono a sentirsi compresi e a costruire questo tipo di fiducia, e questo è già un terreno fertile su cui lavorare. È naturale però che, dopo mesi di percorso, possa emergere l’aspettativa di vedere cambiamenti concreti e duraturi. Spesso, soprattutto quando il malessere è radicato da molti anni, il tempo necessario per tradurre la consapevolezza in cambiamento attivo può essere più lungo di quanto ci si aspetti. Capire le origini dei propri pensieri e dei propri schemi emotivi è solo il primo passo: il vero lavoro sta nel provare a modificare gradualmente quei comportamenti e quelle modalità di risposta che per anni si sono consolidate. Non sempre questo processo è lineare. È possibile, ad esempio, che alcune strategie richiedano più tempo o che inizialmente sembrino inefficaci perché mettono in discussione abitudini interiori molto forti. In questi casi diventa fondamentale condividere apertamente con la sua psicologa le sue sensazioni di blocco e di scoraggiamento, perché anche queste fanno parte del percorso. La terapia non è soltanto mettere in pratica tecniche, ma anche elaborare insieme le difficoltà nell’applicarle. A volte, il passo più importante è proprio imparare a tollerare la frustrazione di non vedere subito risultati, senza trasformarla in una conferma di “fallimento personale”. Può essere utile domandarsi non solo se si è “applicato abbastanza”, ma anche in che modo ha provato ad applicarsi e quali ostacoli interni ha incontrato. Spesso infatti non è una questione di forza di volontà, ma di schemi profondi che continuano a influenzare i comportamenti e che hanno bisogno di essere affrontati più volte, da angolazioni diverse, finché non si inizia a percepirne un cambiamento. Un altro aspetto importante riguarda l’idea stessa di progresso. In un percorso psicologico, i miglioramenti non sono sempre immediati o evidenti, ma possono manifestarsi in piccoli segnali: una reazione diversa in una situazione abituale, una maggiore capacità di riconoscere un pensiero automatico, un leggero aumento della tolleranza verso le proprie emozioni. A volte il rischio è di aspettarsi un cambiamento radicale e netto, e di non accorgersi dei piccoli passi che in realtà ci sono già stati. Le suggerisco quindi di portare apertamente questo tema nella sua prossima seduta. Potrebbe dire chiaramente di sentirsi bloccato e chiedere alla sua psicologa di esplorare insieme a lei non solo le strategie, ma anche le difficoltà nel metterle in atto. Questo confronto diretto è un momento prezioso, perché consente di rafforzare ancora di più l’alleanza terapeutica e di adattare il percorso ai suoi bisogni specifici. Non è detto che il fatto di non sentire progressi significhi che la terapeuta non sia quella “giusta” per lei. Spesso il vero nodo è che il cambiamento richiede più tempo e più lavoro di quanto ci si aspetti, e che affrontare il senso di avvilimento fa parte del percorso stesso. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Giusy Casella
Psicologo, Psicologo clinico
Reggio Calabria
Carissimo grazie per la tua condivisione.
Certamente c'è un malessere che ha una radice, sono certa ne avrai parlato nel tuo percorso di sostegno.
La strada che si fa insieme allo psicologo ti da diversi strumenti, tra i quali la consapevolezza del problema, la radice che ha fatto da detonatore a quel malessere e le strategie per fronteggiare a quel malessere.
Bisogna capire se hai veramente rintracciato il nodo emotivo che non ti permette di fare un salto differente nelle modalità di approccio al tuo quotidiano, come attui le strategie e se forse non c'è ne siano di altre più adatte.
Questo non dipende sempre dal paziente o dal professionista a cui ti affidi che sarà certamente molto bravo e competente, a volte è solo una questione di approccio oppure è un percorso che richiede più tempo o più pazienza.
Ti auguro di trovare la serenità e quel senso di benessere di cui hai bisogno.
Dott.ssa Giusy Casella, Psicologa Clinica, Criminologa
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso in modo così chiaro e onesto il suo vissuto. Si percepisce molta stanchezza, ma anche un forte desiderio di capire e di stare meglio, e questo è tutt’altro che scontato.
Da quello che descrive, si parla di anni di anni di fatiche, pur in presenza di una vita esternamente funzionante. Questo aspetto, che spesso disorienta (“non mi manca nulla, eppure sto male”), è molto comune e spesso forviante, perchè da la sensazione che in fondo non si stia poi così male e questo può aver influito sul fatto che abbia aspettato tanto tempo prima di agire.
È comprensibile che, dopo aver iniziato un percorso terapeutico e aver investito energie emotive, lei si senta avvilito nel non percepire ancora un cambiamento concreto. Vorrei però sottolineare un punto importante: aver aumentato la consapevolezza di sé non è un risultato minimo, anche se può sembrare frustrante. Spesso la terapia attraversa una fase in cui ci si inizia a comprendere ma non si riesce ancora a tradurre questa comprensione in azioni diverse. Questa fase non indica un fallimento, ma una transizione e parte integrante del processo terapeutico.
L’alleanza terapeutica, che lei descrive come buona, è un elemento fondamentale del percorso. Ed è importante ricordare che un’alleanza solida non è fatta solo di sintonia, ma anche della possibilità di portare in seduta i dubbi, la demotivazione, la sensazione di stallo. Se riuscisse a dire apertamente alla sua terapeuta ciò che ha scritto qui, questo potrebbe diventare un materiale di lavoro molto prezioso.
Consideri anche che, se i sintomi sono presenti da 7–8 anni, è realistico che il cambiamento richieda tempo. Non si tratta di mancanza di volontà o di impegno insufficiente, ma di dinamiche radicate che hanno avuto anni per strutturarsi. In questo senso, è importante coltivare pazienza e una certa clemenza verso se stesso: il miglioramento non è sempre lineare e non sempre immediatamente percepibile.
Un altro aspetto centrale è il lavoro tra una seduta e l’altra. La terapia non si esaurisce nello spazio settimanale: la messa in pratica costante, anche quando è faticosa o sembra “non funzionare”, è parte integrante del processo. Non riuscirci non è una colpa, ma può essere un segnale da esplorare insieme alla terapeuta: cosa ostacola l’applicazione? cosa rende difficile il cambiamento?
Infine, dato il livello di malessere che descrive e la presenza di sintomi ansiosi e depressivi persistenti, potrebbe essere utile valutare anche un consulto psichiatrico. Le linee guida internazionali indicano che, nei quadri più complessi, l’integrazione tra psicoterapia e farmacoterapia può essere molto efficace. Il farmaco, se indicato, non “risolve tutto”, ma può offrire una spinta temporanea, riducendo l’intensità dei sintomi e permettendo di mettere più concretamente in atto ciò che sta già elaborando in terapia.
In ogni caso, il passo più importante resta il confronto con la sua terapeuta. È con lei, che conosce la sua storia di vita e il suo funzionamento, che queste domande possono trovare uno spazio di senso. I professionisti online possono offrire spunti, ma il lavoro vero avviene nella relazione terapeutica che ha già costruito.
Rimango a disposizione e le auguro di riuscire a portare queste riflessioni in seduta: potrebbe essere un momento di svolta, anche se oggi non le sembra.

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