Arrabbiarsi o stare in silenzio verso mio figlio che mi dà delusione

26 risposte
Arrabbiarsi o stare in silenzio verso mio figlio che mi dà delusione. E' un approccio sbagliato?
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, immagino ci sia qualcosa che turba la vostra serenità familiare e questo mi spiace molto.
Ritengo fondamentale ritagliarsi uno spazio per elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi alla situazione al fine di trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
'Credo che un consulto con un terapeuta possa aiutarla ad identificare pensieri rigidi e disfunzionali che impediscono il cambiamento desiderato e mantengono la sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

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Dott. Eugenio Mamo
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Milano
Arrabbiarsi con i propri figli rientra nel complesso ruolo del genitore. Sia la comunicazione esplicita in tal senso sia il silenzio (anch'ess costituisce una forma di comunicazione) possono essere utili a comunicare il disagio e la delusione provati e possono aiutare suo figlio a capire i propri errori. E' importante però che la comunicazione sie ben strutturata e che finalizzata a un dialogo costruttivo piuttosto che a una semplice colpevolizzazione. In certi casi per i genitori è difficile comunicare con i propri figli, specie quando l'argomento suscita nella coppia genitore-figlio intense emozioni. Un colloquio con un professionista potrebbe giovare a entrambi aiutandovi a trovare strategie di comunicazione adeguate che vi permettano di capirvi meglio.
Dott.ssa Camilla Ballerini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno. Tutto ciò che avviene è sempre all'interno di una relazione del tutto particolare tra genitore e figlio. Bisognerebbe approfondire per comprendere cosa possa generare un maggior dialogo tra di voi con un chiaro beneficio per entrambi.
Sarebbe utile per lei avere uno spazio dove comprendere quali sono le sue difficoltà così da poter entrare in relazione con suo figlio senza che divenga un conflitto tra aspettative e delusioni ricorrenti.
Se ha necessità può contattarmi o scrivermi.
Dott.ssa CAMILLA BALLERINI
Dott.ssa Melania Filograna
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Lequile
Gentile utente, immagino che da genitore non sia facile alle volte sapere come comportarsi con il proprio bambino. In tali circostanze è utile capire la funzione del comportamento di suo figlio. Un aspetto che riveste di significatività nella relazione genitore-figlio è quello di abituare il bambino a comunicare i propri vissuti, le proprie emozioni e di farlo in modo adeguato (senza aggredire o insultare). Il genitore perfetto non esiste, però si possono conoscere delle strategie psicoeducative volte a potenziare il benessere familiare. La consulenza genitore si propone proprio l'obiettivo di lavorare come in una squadra con i genitori considerati co-terapeuti ( perché sono le figure che meglio conoscono il proprio bambino).
Spero di averle dato degli spunti di riflessione, per dubbi e domande sarà mia premura risponderle.
Buona giornata
Dott.ssa Melania Filograna
Dott.ssa Chiara Tenconi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Rho
Giusto/sbagliato sono categorie complesse che spesso ingabbiamo dando l'illusione di sentirsi rassicurati dall'appartenere all'una o all'altra.
Il motore che avvia il processo è il Giudizio, quella vocina antipatica che abbiamo interiorizzato, abilissima a cogliere errori che diventano preludio doloroso al fallimento. La delusione è la figlia legittima, compagna di viaggio della disapprovazione che nasce dal confronto. Si delude un'aspettativa, si delude un modello, si delude un immagine. Antidoto efficace: condivisione, conoscenza, autenticità. L'adolescenza dei figli scardina, sollecita, "spacca". Occasione di crescita reciproca, intensa e impegnativa.
Dott.ssa Filomena Greco
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buongiorno. Mentre leggo la sua domanda immagino che la relazione con suo figlio sia caratterizzata da conflitti e tensioni. Quello che mi ha colpito è che vede suo figlio come fonte di delusione, quindi, immagino che all'interno della relazione lei proietti su di lui delle aspettative o forse anche un ideale che ha rispetto a come desidererebbe che fosse. Un colloquio psicologico potrebbe aiutarla da un lato a comprendere in che posizione si pone rispetto a suo figlio e dall'altro anche a migliorare la comunicazione e ripristinare una connessione empatica tra di voi. Se sente il bisogno può contattarmi in privato e intanto resterò a disposizione anche online per ulteriori domande.
Un saluto,
Filomena Greco
Buongiorno, mi colpisce la ricerca di giusto o sbagliato, impossibile rispondere... Mi capisce la parola "delusione", non le.piace suo figlio? Credo sia importante per lei chiarire le sue aspettative, da dove nascono, cosa nascondono, come agiscono nella sua vita e nelle sue relazioni. Sicuramente un consulto con un esperto scioglierebbero molti dubbi.
Resto a disposizione
Claudia m
Dr. Michele Arnaboldi
Psicologo, Psicologo clinico
Bovisio Masciago
Buon pomeriggio,
la cosa migliore sarebbe avere una comunicazione aperta basata sul dialogo e sulla condivisione delle cose che la fanno soffrire. Alcuni colloqui psicologici potrebbero essere utili per comprendere meglio quali sono le sue difficoltà in questo senso e che cosa le impedisce di avere un dialogo aperto con suo figlio. Resto eventualmente a disposizione per dei colloqui online.
Dott. Michele Arnaboldi…
Dott.ssa Elisa Manfredi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buonasera, grazie per la sua condivisione. La sua domanda appare sotto la categoria "Ludopatia". Qualora fosse questo il tema, consiglierei di rivolgersi ad una struttura pubblica che si occupa di questo nello specifico. le diverse figure professionali che vi lavorano, sapranno di certo rispondere alla sua domanda. un caro saluto.
Dott.ssa Alessia D'Angelo
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Gentile utente, quando un figlio ci delude è normale provare emozioni di rabbia, ciò che però potrebbe essere utile è parlarne con lui spiegargli cosa non le è piaciuto di ciò che ha fatto. Comunicare con i propri figli senza alzare i toni o scaldarsi potrebbe aprire diversi spunti di riflessione per entrambi.
Rimango a disposizione Dott.ssa Alessia D'Angelo
Dott.ssa Elena Longari
Psicologo, Psicologo clinico
San Giuliano Milanese
Buongiorno, è una domanda molto complessa e dipende moltissimo dal caso singolo. Provo a spiegarmi in poche righe poi rimango comunque a disposizione per eventuali chiarimenti. La prima cosa importante è condividere lo stato d'animo con suo figlio, prima di chiudersi in silenzio o sgridarlo. La modalità di condivisione dipende dall'età del bambino ma non c'è un età minima per iniziare a condividere. Sgridare il bambino in sé non è sbagliato, ma se non c'è una chiarezza di partenza, chiamiamolo un accordo, il bambino potrebbe non comprendere la reazione (vale anche per il silenzio).
Un'altra cosa importante è chiedere anche a lui come si sente quando sbaglia e quando la delude.
Spero di essere riuscita per lo meno a fare passare il concetto. Rimango a disposizione.
Un saluto,
Dr.ssa Elena Longari
Dott.ssa Silvia Sauco
Psicologo, Psicologo clinico
Monza
Gentile utente, la domanda che ha posto è estremamente ampia e andrebbe approfondita sotto vari punti di vista a partire dalla delusione che suo figlio le dà. In generale si può dire che non c'è un approccio totalmente giusto o uno totalmente sbagliato, ci sono modalità che funzionano più di altre e che possono essere anche molto soggettive e legate alla situazione. Per rispondere alla sua domanda bisognerebbe analizzare la soggettività della relazione con suo figlio, ma per iniziare si potrebbe vedere se ci sono risultati concreti e adeguati che questa modalità sta dando nella relazione con suo figlio e rispetto alla delusione che le dà. Rimango a disposizione e le mando un caro saluto
Dr. Ugo Ungaro
Psicologo, Psicoterapeuta
L'Aquila
Salve può essere una buona opportunità per lei parlare di questo suo vissuto ovvero di questo suo dubbio con un professionista. Forse dietro questa sua domanda ci potrebbero essere degli altri elementi su cui spostare l'attenzione ovvero come utilizzare i premi per favorire sui comportamenti ritenuti utili e non solo spostare l'attenzione sulle punizioni. Ora sta a lei decidere e valutare se si può concedere qualcosa per se Un cordiale saluto
Dott.ssa Giulia Tomassoni
Psicologo, Psicologo clinico
Sestri Levante
Gentile utente,
i due tipi di comportamento potrebbero andare bene se emessi all'interno di programmi educativi più ampi. Arrabbiarsi significa dare attenzione al comportamento del figlio e l'attenzione è il rinforzo più importante di tutti, che favorisce il ripetersi del comportamento indesiderato. Al contrario, stare in silenzio potrebbe essere controproducente, il figlio non potrebbe capire il mutismo del genitore e tenterà di attirare ancora di più l'attenzione alzando il tiro dei comportamenti indesiderati. La cosa migliore sarebbe contattare uno psicoterapeuta cognitivo comportamentale che potrà illustrarle le strategie educative più appropriate. Resto a disposizione. Dott.ssa Giulia Tomassoni
Dott.ssa Vittoria Savini Zangrandi
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno,
in questi casi è sempre bene dialogare in quanto, nonostante la delusione, sarebbe importante capire cosa ha portato suo figlio ad avere certi comportamenti e soprattutto cosa è per lei una delusione e perché mette sente di reagire così.

Se ne avesse bisogno sono disponibile anche online.
Dott.ssa Vittoria Savini Zangrandi
Dott.ssa Zena Ballico
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Buongiorno, la rabbia fa parte delle emozioni della vita. Non è sbagliata in sé ma necessita di essere capita ed incanalata, in modo da non agirla in maniera disfunzione. Allontanarsi dai figli non è quasi mai una strategia utile, ma credo questo lei lo abbia già intuito da sola…
Difficile dirle altro rispetto alle poco informazioni che riporta. Sicuramente il mestiere di genitori è il più difficile del mondo, e i momenti evolutivi dei figli sono tanti e diversi. Può capitare un periodo particolarmente difficile. Interrogarsi e chiedere aiuto è il primo passo per superare le difficoltà. Le suggerisco di valutare la possibilità di intraprendere un percorso psicologico che possa fornirle strumenti utili al superamento del disagio che sta attraversando.
Resto a disposizione anche online se lo desidera.
Cordiali saluti
Dott.ssa Rachele Sales
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Nocera Inferiore
Buongiorno, dalle poche parole che ha scritto emerge una sua difficoltà emotiva evidente. Arrabbiarsi può capitare ma da quello che scrive le vostre modalità di comunicazione non sono soddisfacenti per nessuno, presumo non lo siano per suo figlio e non lo sono sicuramente per lei che prova "delusione". Le consiglio di provare a chiedere una consulenza genitoriale che le potrebbe rendere tutto il quadro relazionale più chiaro.
Le auguro di trovare l'aiuto che cerca e di riuscire a relazionarsi con suo figlio in modo più sereno.
Dott.ssa Rachele Sales
Dott. Andrea Brumana
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno e grazie per averci parlato della sua situazione. E' difficile poter dare un consiglio senza avere ulteriori informazioni per quanto spesso non sia semplice il rapporto coi figli. Penso che parlare con schiettezza, ma con calma sia sempre l'approccio migliore per quanto spesso difficile. Se desiderasse uno spazio in cui approfondire la questione, resto a sua disposizione anche per dei colloqui online. Cordialmente, dott. Andrea Brumana
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Dott.ssa Michela Zibellini
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve, quello che scrive evoca un senso di colpa per i sentimenti che prova verso suo figlio, forse la paura di sbagliare e non fare la cosa giusta. Tutto ciò è perfettamente normale ed è sano interrogarsi sui propri comportamenti. Anche se nel ruolo di madre, lei è un essere umano, ed è naturale che provi rabbia o altre emozioni spiacevoli che non la rendono sempre perfetta con suo figlio. Posso consigliarle di provare a consultare uno psicologo e magari approfondire le motivazioni di questi suoi stati d'animo, accettarli e poi successivamente capire come gestirli. Spesso è da se stessi che è più opportuno iniziare per vivere più serenamente le relazioni. Dott.ssa Michela Zibellini
Dr. Lorenzo Giacomi
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Roma
Salve, il suo problema potrebbe essere facilmente trattato in un percorso psicologico per affrontare e superare le sue difficoltà. Se è questa è la sua intenzione, sono disponibile a fornirle il mio supporto professionale. Le porgo i miei saluti. Dr. Giacomi
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Dott.ssa Claudia Cilione
Psicologo, Psicologo clinico
Verona
Buonasera,
già il fatto che si ponga questa domanda fa di lei un buon genitore. In ogni caso bisognerebbe capire bene i contesti e le modalità di intervento in base alla fase di sviluppo di suo figlio. Mancano troppi elementi per poterle dare una risposta specifica (situazioni di conflitto, età del figlio, contesto familiare e sociale) In ogni caso Le due tipologie di reazioni rischiano di confonderlo. Richieda una consulenza specifica sulla genitorialità.
Dott. Diego Emmanuel Cordoba
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
In ambito psicologico sistemico relazionale, arrabbiarsi o stare in silenzio verso un figlio che ci ha deluso può essere considerato un approccio problematico.
Arrabbiarsi può far sì che il bambino si senta minacciato e angosciato, generando ansia e conflitto nel rapporto genitore-figlio. Inoltre, un'eccessiva espressione di rabbia può danneggiare la fiducia e la sicurezza del bambino nel rapporto con il genitore.
D'altra parte, rimanere in silenzio potrebbe far percepire al bambino la mancanza di interesse o di coinvolgimento emotivo da parte del genitore, generando sentimenti di abbandono o incomprensione.
Un approccio più efficace potrebbe essere quello di cercare di comunicare in modo assertivo con il bambino, esprimendo il proprio disappunto in modo calmo e rispettoso. È importante ascoltare anche il punto di vista del bambino e cercare di capire le motivazioni del suo comportamento. In questo modo si favorisce una comunicazione aperta e costruttiva, che può aiutare a rafforzare il legame tra genitore e figlio e a gestire eventuali situazioni di conflitto in modo più positivo. Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio di consultazione.
Dott. Cordoba
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Salve,
sicuramente un ambiente familiare conflittuale e con un'elevata emotività espressa può essere nocivo per la salute mentale delle persone coinvolte. Spesso, dietro a questo, ci sono problemi a livello di comunicazione.
Le suggerisco di rivolgersi a uno psicologo per discuterne e comprendere la natura del problema che riporta.

Un caro saluto, Dott. Daniele Morandin
Dott. Mauro Vargiu
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Milano
Gentile utente, eventualmente valuti di rifletterci insieme.

Cordiali saluti
Dott.ssa Barbara Calcaprina
Psicologo, Psicologo clinico
Pisa
Buonasera, capisco il tuo dilemma, e devo dirti che è completamente naturale sentirsi delusi e arrabbiati quando i nostri figli non soddisfano le nostre aspettative o ci deludono in qualche modo. La relazione genitore-figlio è molto complessa e porta con sé emozioni forti, sia positive che negative. L'importante, però, è comprendere come gestire queste emozioni in modo costruttivo, per non danneggiare il rapporto con tuo figlio e per aiutarlo a crescere in modo sano.

Arrabbiarsi o stare in silenzio?

L'arrabbiarsi: La rabbia è un'emozione potente che, può portare a reazioni impulsive o a conflitti che non risolvono la situazione. Quando ci arrabbiamo, è facile perdere il controllo e dire o fare cose che potremmo rimpiangere. Tuttavia, la rabbia può anche essere un segnale di qualcosa che non va, di un bisogno insoddisfatto o di un valore che viene violato. Se decidi di esprimere la tua rabbia, cerca di farlo in modo calmo e costruttivo, senza attaccare o ferire tuo figlio. Ad esempio, potresti dirgli: "Sono molto deluso/a da quello che è successo, ma voglio capire insieme cosa è successo e come possiamo fare meglio la prossima volta." In questo modo, non solo comunichi la tua emozione, ma inviti anche a un dialogo che aiuti a risolvere la situazione.

Stare in silenzio: A volte, quando siamo molto arrabbiati, il silenzio può sembrare la soluzione migliore, ma c'è un rischio: il silenzio può sembrare come un rifiuto o un allontanamento, e potrebbe lasciare tuo figlio in una condizione di incertezza o di paura. Inoltre, il silenzio potrebbe impedire di affrontare i problemi e di risolverli insieme. A volte, però, il silenzio può essere utile come momento di riflessione, per evitare di reagire impulsivamente. Ma è importante che questo silenzio non duri troppo a lungo, e che alla fine si apra un momento di comunicazione.

La chiave sta nell'essere consapevoli delle tue emozioni e nell'essere in grado di comunicarle in modo sano. Per esempio:

Esprimere la tua delusione in modo non accusatorio: Invece di dire "Mi deludi sempre!" potresti dire "Mi sento deluso/a quando succede questo, perché mi aspettavo qualcosa di diverso." Questo sposta l'attenzione dal comportamento di tuo figlio alla tua emozione, evitando di metterlo sulla difensiva.

Ascoltare il punto di vista di tuo figlio: È importante che tuo figlio abbia l'opportunità di spiegare il suo comportamento. A volte dietro una delusione c'è un malinteso o un problema che potrebbe non essere immediatamente evidente. Il dialogo aperto è fondamentale per capire entrambi i punti di vista.

Gestire le emozioni con calma: Se ti senti sopraffatto dalla rabbia, prenditi un momento per respirare profondamente e calmarti prima di reagire. Questo ti aiuterà a comunicare in modo più efficace e ad evitare di dire cose che potresti rimpiangere.

In conclusione, l'approccio giusto dipende dal contesto e dalle circostanze, ma un equilibrio tra espressione delle emozioni e comunicazione empatica è spesso il migliore. L'importante è che tu riesca a mantenere il rispetto reciproco e a far capire a tuo figlio che, pur nella delusione, ci tiene al suo benessere e al suo sviluppo. La relazione genitore-figlio è un percorso di crescita reciproca, e ogni situazione difficile è anche un'opportunità di apprendimento per entrambi

Spero di esserti stata utile, a presto!
Buongiorno, dipende. La rabbia come tutte le emozioni non è né giusta né sbagliata, è semplicemente una risposta psico-fisiologica che si attiva in situazioni che percepiamo come ingiuste, frustranti o minacciose. Il punto è comprendere in che modo esprimiamo questa rabbia: è una rabbia costruttiva o distruttiva? Stessa cosa vale per il silenzio: dipende, dipende dalla funzione che ha. Lei resta in silenzio per punirlo o resta in silenzio per aiutarsi a regolare la rabbia? Purtroppo mancano diverse informazioni. Sarebbe necessario un approfondimento in sede di colloquio. Per dubbi e chiarimenti resto a sua disposizione. Un caro saluto.

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Francesca Vulpiani

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Psicologo, Psicoterapeuta

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Paola Orifiammi

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